Psicosi indotte da stupefacenti e alcol: l'allarme del dipartimento di salute mentale

Il Salento, in linea con il trend nazionale, fa i conti anche con depressione e disturbi legati anche al contesto socio-economico. De Giorgi, Asl: "Ora in grado di fare diagnosi precoci"

LECCE – Psicosi anche gravi e numerosi casi di depressione: le malattie mentali rappresentano una realtà complessa con cui il Salento fa i conti, nonostante l'esiguità di medici e di risorse.

Da un lato aumentano, infatti, i casi di disagio psichico e di malessere sociale che si riversano sul sistema sanitario nazionale, dall'altro le strutture delle Asl non reggono il carico a causa del sotto-organico.

Abbiamo fatto il punto della situazione nel Salento insieme al dottor Serafino De Giorgi, direttore del dipartimento di Salute mentale che ha voluto mettere in guardia anche dagli effetti dell'abuso di sostanze stupefacenti, psicotrope e di alcol, sottolineando una differenza a suo dire ormai “fittizia” tra droghe leggere e pesanti.

Il D.s.m., lo ricordiamo, è la struttura di coordinamento dei servizi psichiatrici territoriali, ospedalieri, residenziali distribuiti su tutto il territorio di competenza della Asl di Lecce, le cui attività riguardano l'assistenza medico-psichiatrica, psicologica, sociale ed infermieristica.

Le malattie mentali sono in aumento in provincia di Lecce?

"È difficile dire se vi sia stato un incremento numerico negli ultimi anni o meno, anche perché i dati sono in possesso del ministero della Salute. Il Salento, in ogni caso, non presenta alcune specificità ed è allineato con l'andamento nazionale: si riscontra un aumento del disagio psicologico che ha carattere reattivo ed è legato a situazioni traumatiche o stressanti.

Le persone che presentano questi disturbi e malesseri legati ad uno scarso adattamento alla realtà circostante spesso si rivolgono a noi, cercando una risposta nei centri di salute mentale.

Ma un conto è parlare di disagio, che non rientra nel range dei livelli essenziali di assistenza, un conto è parlare di malattia psichiatrica: depressione e psicosi seguono percorsi di cura e trattamento farmacologico ben diversi.

Nel corso degli anni è però aumentata la capacità di risposta del dipartimento, è migliorata la qualità dei servizi offerti e ora siamo in grado di intervenire sin dagli esordi della patologia mentale, per contenere i danni. La novità sta nella diagnosi precoce che siamo in grado di offrire ai pazienti".

Tra le malattie psichiatriche quali prevalgono?

"Sicuramente i disturbi dello spettro dell'umore e in particolare la depressione che è sicuramente la malattia del secolo. A seguire vi sono le psicosi: in entrambi i casi parliamo di malattie che comportano un grande carico di lavoro per gli operatori delle strutture del dipartimento e che rappresentano un costo per il servizio sanitario nazionale".

Quali sono le cause scatenanti?

"L'aumento delle psicosi è indotto dall'uso di sostanze, non solo stupefacenti, ma anche dall'abuso di psicofarmaci e alcool, per quanto quest'ultimo caso sia ancora molto sottovalutato. Abbiamo notato, su scala nazionale e non solo in provincia, un aumento di disturbi psichiatrici gravi legati a queste condotte. È bene dire che, in questo caso, la distinzione tra droghe pesanti e leggere è fittizia: non esiste differenza tra cocaina e cannabis perché il principio della cannabis è 10 volte superiore rispetto al recente passato.

A mio parere va temperato il rapporto tra abuso di sostanze che è in aumento, specie nella popolazione giovanile, anche in età molto precoce e psicosi, nel senso che vediamo più casi che in passato. Senza dimenticare le cosiddette dipendenze senza sostanze ovvero internet, social media e gioco d’azzardo, che generano i disturbi di un futuro prossimo che è già presente".

Esiste un bisogno sociale che in qualche modo viene scaricato sul servizio sanitario nazionale?

"Sicuramente sì: le persone che sono trovano a vivere in condizioni di difficoltà economica, sociale e relazionale si rivolgono laddove trovano sportelli pubblici e servizi disponibili per loro. Purtroppo non siamo in grado di dare risposte a tutti, laddove esiste un problema sociale di altra natura e a causa delle esigue risorse, e ciò comporta una selezione delle domande da prendere in carico".

A fronte di una domanda di salute importante, sarebbe necessario aumentare la dotazione organica?

"Il dipartimento di Salute mentale della Asl di Lecce ha sicuramente bisogno di altre 10 unità di personale: da un lato aumenta il numero dei pazienti che prendiamo in carico, dall'altro siamo in difficoltà e la situazione è destinata a peggiorare a fine anno, in vista dei nuovi pensionamenti. Quello di Lecce è anche l'unico dipartimento che ha un reparto psichiatrico nella Casa Circondariale, con 20 posti letto dedicati ai detenuti. Il problema, però, ha carattere nazionale: i decisori politici hanno sotto-finanziato la psichiatria su tutto il territorio nazionale e facciamo i conti con carenze di personale importanti".

Esiste anche una difficoltà nel reperire camici bianchi?

"Esatto: periodicamente viene bandito un avviso pubblico per il reperimento di professionisti con incarichi a tempo determinato. Il problema è che non si presenta nessun candidato. Le scuole di specializzazioni non producono abbastanza medici in proporzione alla domanda di salute".

Al netto delle difficoltà, il dipartimento della Asl di Lecce funziona bene?

"Sicuramente sì, ed è bene ricordare i successi conseguiti a dispetto delle esigue risorse. La mobilità passiva è pari a zero: nessun paziente, quindi, sceglie di curarsi fuori regione perché trova qui tutti i servizi di cui ha bisogno. Semmai registriamo una buona percentuale di mobilità in entrata: sono numerose le persone che vengono in Salento dalle regioni vicine, come la Calabria e la Basilicata, nonostante le difficoltà dovute alla distanza da casa e dai propri parenti".

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