Rete oncologica al via: uno sprint nella cura dei big killer tumorali

La Puglia è l'unica Regione del Sud a essersi dotata di questa struttura. Attivi 5 Centri di orientamento nel Salento utili per snellire la burocrazia."Così verrà ridotta la mobilità passiva"

In foto: i vertici della sanità locale presentano le rete oncologica

LECCE - “Dopo 12 anni di prese in giro, finalmente in Puglia è stata attivata la Rete oncologica: merito del presidente Emiliano perché dobbiamo ricordare sempre che esiste una sanità da elogiare, oltre a quella da criticare”. Così Francesco Diomede, vicepresidente Favo, ha spiegato che la Puglia è la prima e unica Regione del Sud ad aver attivato la rete che è composta dalle Unità operative e dai Centri di orientamento oncologico.

Un obiettivo centrato dal governo regionale che ha qualificato l’offerta sanitaria oncologica, diminuendo gli alti tassi di mobilità passiva tipici del Mezzogiorno (l’anno scorso hanno scelto di farsi operare in sede 700 pazienti in più rispetto alla media) e arrivando a competere direttamente con Piemonte e Lombardia.

La notizia è di quelle buone e le autorità sanitarie locali hanno voluto pubblicizzare l’iniziativa per farla conoscere alla cittadinanza ed ai medici di base.

Tra i vantaggi garantiti ai pazienti, la possibilità di essere presi in carico dalle strutture sanitarie più rapidamente, abbattendo le famigerate liste d’attese per costruire un percorso terapeutico multidisciplinare. “Sia nel caso di un sospetto, sia nell’ipotesi di diagnosi accertata, le persone devono trovare un punto di riferimento immediato. Nella seconda ipotesi, il caso medico deve essere discusso da una equipe di specialisti che lavora insieme”, ha spiegato il dottor Gianmarco Surico, coordinatore operativo Ucoor.

Il primo punto di riferimento, immediato per i malati, è quindi il Centro di orientamento che è collegato ad un numero verde: l’attivazione di questi Centri a Lecce, Scorrano,  Casarano, Gallipoli e Tricase, permetterà un notevole risparmio di tempo.

Ma una delle novità essenziali del progetto è nella definizione dei Pdta, ovvero dei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali per ciascuno dei principali tipi di tumore diffusi tra la popolazione. Ovvero quello al polmone, alla prostata, alla mammella, al colon retto, all’utero considerati i big killer su scala regionale.

Regione Puglia, AReSS, Rop e Favo Puglia hanno unito le forze per costituire la Rete, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente i cosiddetti viaggi della speranza, realtà diffusa e radicata proprio nel Salento a causa di un retaggio culturale duro a morire.

I rappresentanti della sanità locali e i volontari di Favo hanno spiegato il funzionamento e le modalità di accesso della Rop. L’incontro di presentazione si è tenuto presso la sala open space del Comune di Lecce. Vi hanno partecipato il viceprefetto Marilena Sergio, il dottor Gianmarco Surico, il dottor Gaetano Di Rienzo, coordinatore DIOnc, Francesco Diomede vicepresidente Favo e Rodolfo Rollo, commissario straordinario della Asl Lecce.

Per quanto riguarda l’area salentina, il riferimento è quello del dipartimento integrato di oncologia (DIOnc) che comprende anche l’ospedale “Panico “di Tricase, coordinato dal dottor Di Rienzo, già direttore dell’unità di Chirurgia toracica del Vito Fazzi.

“Lo sforzo che stiamo portando avanti è notevole – ha spiegato Di Rienzo – ma è fondamentale che le persone siano informate. La macchina è appena partita, stiamo affrontando e superando alcune difficoltà organizzative ma stiamo andando avanti con entusiasmo. La mobilità passiva è storicamente alta qui a Lecce ed è necessario formare e informare i medici, oltre che i cittadini”.

Come funziona la rete oncologica

Il dipartimento integrato di oncologia ha il compito di coordinare tutte le attività oncologiche di area medica, chirurgica, territoriale e sociale che si svolgono nel proprio ambito territoriale e opera sulla base dei programmi formulati dall’unità di coordinamento regionale.

Al suo interno vi sono le unità operative di Oncologia, i gruppi interdisciplinari e i Centri di orientamento. Ogni Centro è poi dotato di un oncologo, un infermiere,  uno psicologo, un assistente sociale, personale amministrativo e volontari.

La Regione Puglia ha istituito il numero verde 800185003 al quale rivolgersi in caso di sospetta malattia tumorale.

Il Centro è abilitato a predisporre tutti gli esami necessari per la diagnosi specifica, attivando una agenda prioritaria per il paziente oncologico, in modo che tutte le indagini da eseguire vengano effettuati con corsia preferenziale e senza pagamento ticket. Completato l’iter diagnostico, il paziente viene indirizzato alla struttura ospedaliera più vicina per i trattamenti del caso.

Di seguito gli altri numeri ai quali rivolgersi: ospedale “Vito Fazzi” di Lecce – 329 3190451; ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano - 329 3190452; ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli - 329 3190453; ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano - 329 3190454; ospedale “Cardinal Panico” di Tricase – 0833 1830657.

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