Aspiranti astrofisici sul campo: 20 studenti salentini nel progetto "AugerPrime"

I ragazzi del Banzi e del De Giorgi partecipano alla costruzione di rilevatori a scintillazione nel dipartimento di Fisica: esempio virtuoso dell'alternanza scuola-lavoro

Studenti salentini nel laboratorio di Fisica.

LECCE - Non solo fast food e fotocopie: il programma dell’alternanza scuola-lavoro può offrire opportunità formative di grande spessore. È questo il caso del prestigioso progetto internazionale “AugerPrime”, condotto in un’area del dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università del Salento, che sta formando e coinvolgendo un centinaio di studenti pugliesi.

Una ventina di questi ragazzi proviene da due licei scientifici leccesi, “Banzi Bazoli” e “De Giorgi”. Da settimane, ormai, gli studenti sono sul campo e partecipano alla costruzione di rilevatori a scintillazione che costituiranno la principale novità introdotta dal programma di potenziamento dell'Osservatorio Pierre Auger.

L’Osservatorio per lo studio dei raggi cosmici, lo ricordiamo, è il più esteso esperimento di fisica sulle astro particelle esistente sulla Terra: situato nella Pampa Argentina, gode della partecipazione degli Stati Uniti, della Germania, della Francia e di molti Paesi sudamericani. La collaborazione con l’Italia è garantita attraverso il contributo dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). 

L’obiettivo del progetto internazionale è ambizioso: migliore la qualità dei dati raccolti nello studio della composizione di massa dei raggi cosmici di altissima energia. Il progetto di potenziamento, chiamato “AugerPrime” è guidato dal professore Daniele Martello di Unisalento.

E proprio a Lecce è già stato realizzato il primo prototipo di AugerPrime, presso il capannone “Alte Energie” dell’Istituto di Fisica. La ricerca procede in sede, con l’assemblaggio e il test dei nuovi rivelatori a scintillazione sotto lo sguardo vigile e attento dei giovani assistenti.

I lavori sono iniziati nel novembre 2017 perché proprio nel capoluogo salentino dovranno essere realizzati circa 400 rivelatori, un quarto del totale necessario. E, sin dai primi giorni di ricerca all’interno del laboratorio di fisica nucleare, i ragazzi stanno offrendo il loro importante contributo.

La ricerca peraltro non è simulata ma reale. E quest'applicazione sul campo stimola gli studenti ben oltre le aspettative: i ragazzi possono infatti partecipare alle varie fasi, dalla costruzione meccanica della scatola di alluminio alla verifica della funzionalità del rivelatore, senza trascurare il “quality check”.

Tale e tanto è stato l’entusiasmo generale che si sono creati problemi di sovrannumero nel laboratorio. Ma i più contenti sembrano essere proprio i ricercatori del dipartimento di Fisica che, insieme al personale, si sono lasciati contagiare dall’energia e dalla carica vitale degli aspiranti matematici.

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