Caccia al tesoro “didattica” per gli scolari di Cutrofiano: imparare le materie giocando

L’iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione fra insegnanti, genitori, due associazioni locali e, ovviamente, i giovani scolari

Alcuni dei lavori degli scolari.

CUTROFIANO – Fronteggiare la noia e le diffcoltà della teledidattica imposta dall'epidemia con creatività. A Cutrofiano arriva la “Caccia al tesoro didattica”: una speciale edizione tematica, con sezioni diverse per materie scolastiche. Sono stati coinvolti circa 80 bambini, ai quali è stata assegnata una base musicale: coinvolgendo anche i genitori, hanno registrato l’Inno di Mameli e grazie alle tecnologie moderne il tutto è stato confluito in un unico indirizzo in modo da sincronizzare il tutto e mettere le circa 80 registrazioni tutte insieme. L’Inno di Mameli cantato questa mattina è stato preceduto dalle letture affidate a quattro scolari che hanno rappresentato le rispettive classi.

In questo periodo di lezioni a distanza, infatti, insegnanti e famiglie si mettono assieme per compiere un doppio sacrificio e creano un originale gioco suddiviso in più tappe, per perseguire degli obiettivi in ogni disciplina.   I “petali di fiori” possono diventare operazioni di matematica, “un’ape che vola” può diventare colei che passa da un fiore all’altro e invece del nettare trova termini sconosciuti per i ragazzi da cercare sul vocabolario con il cui significato ci si collega ad altre materie scolastiche.

La caccia al tesoro è un’attività multidisciplinare  e le insegnanti hanno creato un testo con tanti indizi tanto da portare anche con la farfalla dal nome “Ita-lia” a far conoscere l’intero testo dell’Inno di Mameli, un brano che alcuni credono finisca alla prima strofa, e che si ripete la stessa per circa tre minuti.  Gli alunni delle classi 3A, 3B, 4A, 5A della scuola primaria dell’Istituto comprensivo Don Bosco di Cutrofiano, insieme alle famiglie e agli insegnanti, pur con le difficoltà della didattica a distanza, si sono fatti “portatori sani di futuro”.  Per la realizzazione dell’iniziativa, i ragazzi coinvolti sono stati aiutati e incoraggiati da Antonio Melegari e Marco Forte rappresentanti di due associazioni del territorio rispettivamente l’associazione culturale Sud Ethnic e la locale proloco. 

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