Nove piatti africani rivisitati “in salsa” italiana: nasce il catering multietnico

Si intitola “Griot kitchen e catering - storie e cucine migranti” il progetto che, partito da Magliano, ha lanciato un team di cuoche straniere, sotto il coordinamento di uno chef italiano

Il team del catering.

MAGLIANO (Carmiano) – Come i griot, i tradizionali cantori dell’Africa occidentale, anche le cuoche dell’omonimo progetto partito dal Salento conserveranno la memoria dei propri luoghi, tramandandola attraverso i cibi. Si intitola infatti Griot kitchen e catering - storie e cucine migranti”, una vera e proprio impresa socialeIMG_0882-2 di catering multietnico nata per promuovere il dialogo e l'integrazione culturale attraverso nove piatti di altrettanti luoghi lontani.

Ingredienti e cibi tradizionalmente utilizzati in Nigeria, Mali, Senegal, Costa d’Avorio e altri Paesi africani e Medioriente che sono stati rivisitati in “salsa” - è proprio il caso di dirlo – italiana. Sotto il coordinamento di uno chef veneto, Roberto Zanetti, le cuoche-allieve, selezionate durante una prima fase formativa e poi scelte per proseguire con una vera e propria attività lavorativa, hanno dunque realizzato una serie di piatti, imparando l’arte della cucina: ora potranno erogare un servizio cosiddetto di catering home coking, dunque a domicilio, offrendo un menu etnico, fusion e italiano. La start up non avrà scopo di lucro e sarà gestita con il supporto di rifugiati affetti da disagi psico-fisici.IMG_0872-2

L’iniziativa (realizzata grazie alla fusione progettuale Di Cefas e associazione GustaMente, ha preso vita in parte grazie ai contributi pubblici erogati dalla Regione Puglia e in parte attraverso i fondi messi a disposizione dalla Chiesa Valdese) è stata presentata al pubblico e ai giornalisti  nella serata di venerdì scorso, presso la sede del Centro di formazione ed alta specializzazione di Magliano – dove si sono svolte tutte le fasi didattiche, pratiche e dimostrative del percorso - alla presenza, fra gli altri, dell’assessore regionale alla Formazione Sebastiano Leo. Hanno anche preso parte i portavoce dell’amministrazione comunale carmianese, lo chef che ha coordinato l’itinerario delle nove cuoche straniere e i portavoce del Cefas: la presidente Anna Cordella e il direttore Fabrizio Cretrì.

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