Commissari Anvur in ateneo, Link Lecce: “Sud penalizzato da scelte ministeriali”

Dal 20 al 24 maggio anche Unisalento riceve l'ispezione dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario. Proteste dal coordinamento studentesco

Lo striscione realizzato da Link Lecce.

LECCE – Fino alla giornata di venerdì, i commissari esperti di Valutazione dell’Anvur, l'ente che si occupa della valutazione e dell'accreditamento periodico degli atenei italiani, saranno in visita presso l’Università del Salento. Ma gli studenti del coordinamento Link Lecce storcono il naso davanti agli ispettori e a un meccanismo che secondo loro sarebbe basato soltanto sulla quantità e che nulla avrebbe a che vedere con lo sviluppo e la valorizzazione della conoscenza. “Creando una disparità tra Nord e Sud”. Si appellano pertanto al futuro rettore, affinché faccia in modo che possano essere riaffermate e valorizzate nei rapporti con il Miur l’autovalutazione e l’autodeterminazione delle politiche di ateneo, e “che si schieri esplicitamente a difesa della posizione dell’Università del Salento in quanto ateneo del Sud, per ciò che concerne l’avanzamento di una ricerca libera e di reale qualità e il piano dei finanziamenti”.

Docenti e rappresentanti degli studenti facenti parte di specifici gruppi e commissioni saranno infatti interrogati perché sia accertato che l'ateneo leccese rispetti i criteri universali di qualità decisi e imposti dall'ente. “Noi di Link Lecce ci schieriamo da sempre contro ogni logica di merito, che a livello individuale non riteniamo essere un criterio giusto o pertinente per l'accessibilità alla formazione di uno studente, e che se applicata a un Ateneo si configura come un tentativo di adeguamento forzato a dei parametri decisi per tutte le Università italiane prescindendo dalle condizioni storiche ed economiche di partenza dei territori”.

Tra le accuse mossa dagli universitari leccesi, quella per la quale il Sud verrebbe “puntualmente penalizzato dalle scelte ministeriali, e maggiormente vessato dal definanziamento e dalla difficoltà dell'avanzamento della Ricerca, anche a causa del blocco del turnover. Questo non può che incidere sulla qualità dell'edilizia, dell'organizzazione interna alle Università, della didattica, del personale. È assurdo e contraddittorio, pertanto, che proprio questi siano i criteri di valutazione che indistintamente si applicano anche agli atenei del Meridione”, scrivono in una nota i portavoce di Link.

“Quando si parla di requisiti di qualità, efficacia, efficienza, sostenibilità economico-finanziaria dei corsi, sembra di essere lontani dal mondo dell’istruzione, della formazione e della ricerca. Il lessico utilizzato, tuttavia, non è casuale, ma rientra nell’ambito di scelte politiche che hanno ristrutturato il mondo universitario in senso aziendalistico.  L’introduzione della Vqr (Valutazione della qualità della ricerca) ha contribuito a scatenare una competizione sfrenata dapprima tra atenei e, successivamente, tra i dipartimenti di ogni singolo ateneo, per riuscire ad accaparrarsi i sempre minori finanziamenti che consentono la sopravvivenza della didattica e della ricerca”, concludono i refereti di Link.

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