Lotta al traffico di droga a Gallipoli e dintorni: fermati in 11 nel blitz “Amici miei”

Sono residenti nel Salento, altri in Albania, gli indagati colpiti dalla misura cautelare nel corso dell’operazione condotta dai carabinieri gallipolini

Una foto della conferenza stampa relativa all'operazione.

GALLIPOLI – Ogni termine del lessico affettivo veniva utilizzato per riferirsi all’unico, grande, redditizio amore: la cocaina. E così il tenero “vagnone”,  sta per “ragazzine” nel dialetto salentino, altro non era che la parola per indicare le confezioni di polvere stupefacente purissima. E poi c’erano gli immancabili “amici”, per denominare le dosi della stessa sostanza. E’ soltanto parte dello slang intercettato durante l’indagine condotta dalla Procura antimafia, sfociata in un blitz alle prime luci dell’alba: undici arresti per traffico di droga con base a Taviano e ”piazza” gallipolina dalle 4 e mezzo di questa mattina. 

Il blitz, denominato “Amici miei”, si è tradotto in tre misure di custodia cautelare in carcere e otto agli arresti domiciliari, al termine di perquisizioni e sopralluoghi con il supporto dei cani delle unità cinofile e degli elicotteristi dell’Arma. A finire nei guai Vincenzo De Matteis, residente a Taviano, noto alle cronache locali anche un pregiudicato - condannato per omicidio nel 1998, con una sentenza della Corte d'Appello, poi divenuta irrevocabile l'anno successivo - elemento di spicco della Sacra Corona Unita e ritenuto in passato vicino al “Clan Troisi” operante sul territorio di Racale e comuni del circondario.

Video: il blitz dei carabinieri

Oltre al 43enne, in manette anche  Saimir Sejidini, 27enne nato in Albania e residente a Taviano; Klodian Shehaj, 36enne albanese anch’egli residente a Taviano. Si trovano ora invece ai domiciliari Luca Di Battista, 26enne nato a Terlizzi e residente a Mancaversa; Pasquale Di Battista, 32enne nato in Germania e residente sempre nella marina tavianese; Danel Gjoci, 20enne, albanese residente a Taviano; Roxhers Nebiu, 27enne albanese residente a Melissano; Gilberto Perrone, 22enne nato a Gallipoli e residente a Taviano; Domenico Scala, 21enne nato a Gallipoli e residente a Taviano; Enri Shehaj 25enne albanese residente a Rutigliano. Rrapush Tafa, 25enne albanese e residente a Racale, si trova all’estero dopo il decreto di espulsione eseguito nel febbraio del 2018.

L’indagine è stata eseguita nell’arco temporale compreso tra il mese di novembre del 2016 e quello di giugno del 2017. Coordinata dal sostituto procuratore Alessio Coccioli, l’attività investigativa ha visto impegnati i militari della compagnia di Gallipoli, guidati dal capitano Francesco Battaglia. Appostamenti, perquisizioni, arresti in flagranza di reato fino a giungere alle misure di custodia cautelare disposte nelle ultime ore - dal gip del Tribunale di Lecce Simona Panzera- alle quali si somma anche il sequestro preventivo di cinque veicoli. L’organizzazione con “sede” a Taviano, era specializzata nel rifornimento, taglio e distribuzione di cocaina, destinata ai paesi limitrofi come Racale, Alezio, Alliste e, soprattutto, il redditizio mercato gallipolino.

Durante le indagini, i carabinieri hanno registrato migliaia di cessioni di dosi, poi documentate e rimaste agli atti. Il modus operandi era quello noto come “Drug and drive”, ovvero lo scambio della droga dai finestrini di due auto accostate, quasi sempre in luoghi bui e lontani da luoghi di passaggio. Sia  a gennaio  che ad aprile del 2017, i carabinieri del Nucleo operativo gallipolini sono riusciti ad individuare i nascondigli della cocaina, sequestrando rispettivamente 30 di quelle cipolline e 400 grammi nel secondo. In quest’ultimo, scattarono le manette per tre, in flagranza di reato.  Le “cipolline”, così chiamate dagli stessi “soci”, erano del peso di 0,5 grammi e venivano vendute al prezzo di 60 euro l’una. Il business della droga, secondo l’importo stimato dall’Arma, sfiorerebbe i 350mila euro.

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Commenti (12)

  • muore un boss se ne fa un altro

  • Vincenzo dematteis il boss dai 30 anni di galera che pensava di diventare ricco e invece povero era povero rimase a fine pena e ancora più povero rientro in galera!! Minchia che boss assurdi fece gli anni 90.... e quelli di oggi che sono ancora più imbecilli è il guaio!!!

  • se vuoi metterla sul piano della pelle, caro Antonio, potrei risponderti che sono comunque extracomunitari!!! Sono in pochi, quelli come te, a differenziare le persone dal colore della pelle... in genere si differenzia per attività, lecita o illecita. E' da stupidi fare steriel ironia politica... ma va bene, continuate a farla, tanto vi prendete in giro da soli. Se cresceste ne trarrebbe giovamento tutto il Paese... ma forse è chiedere troppo!!! Comunque, un plauso alle ff.oo. che ogni giorno si impegnano per rendere più "pulito" il nostro Paese, combattendo contro le mille difficoltà e lungaggini burocratiche.

  • E quindi che dobbiamo fare gli rimpiaziamo con quelli di altre nazioni???

  • Il clan degli albanesi ahhaahhqh.....

  • ho capito siccome abbiamo già i nostri tanto vale "importarne" altri. Aggiungi un posto a tavola ...

  • Ohibò.....non hanno la pelle nera....e adesso chi glielo dice ai meridional-leghisti? Meditate gente, meditate.....

    • Mi auguro che Lei non venga mai nel Meridione perché l'avverto siamo razzisti con chi ha idee talmente stupide come quelle che professa Lei Mediti...mediti....

    • Purtroppo volete "buttarla in caciara" come si suol dire, ma ciò che NON VOLETE capire è che non si tratta di razzismo! Il problema non è il colore della pelle, ma il fatto che stiamo "importando" gente che non ha bisogno, che viene per delinquere (dato che lavoro forse non ce n'è neanche per gli italiani!) e donne che vengono portate qui con la speranza di una vita migliore per sé e per la propria famiglia e invece vengono sfruttate per la prostituzione! Li volete tutti in Italia, ma per dare loro quale aspettativa di vita? Quella di restare nei centri di accoglienza ed essere messi fuori dai supermercati per l'elemosina? Quelli che hanno bisogno sono in Mozambico e in angoli talmente remoti dell'Africa che forse non sanno neanche che esista l'Italia o un mondo diverso dal loro! Detto questo, ciò che non si vuole sono i criminali e possono avere qualunque colore della pelle e nazionalità. Dato che i nostri ce li dobbiamo tenere per forza noi, almeno quelli che vengono da fuori li possiamo rimandare a casa loro???

    • A me puoi dirlo. Non mi sento meridional leghista ma prima di tutto ITALIANO. La mia risposta è semplice e difficilmente obbiettabile: di criminali in Italia ne abbiamo a sufficienza, per cui di caricarci anche quellli di altri paesi ( che siano albanesi, romeni, nigeriani, marocchini ecc. non fa differenza) non ne abbiamo certamente bisogno. Il nostro paese deve e può accogliere chi emigra per migliorare le proprie condizioni di vita nel limite della possibilità che ha di assorbirne il numero e le aspettative di lavoro ( oggi abbondantemente superato). I nostri criminali in galera, i criminali straniera in galera e poi a casa loro.

      • Finalmente una bella risposta!!!

    • Guardi che la cosa che infastidisce di più è il fatto di accogliere immigrati delinquenti(non quelli che lavorano) che vanno ad aggiungersi a quelli locali, indipendentemente dal colore della pelle e in questo caso erano bianchi, italiani e stranieri...

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