Incubo intimidazioni in città: colpi d’arma contro pub e bomba per un consulente

I due episodi fra la notte appena trascorsa e quella precedente: nel primo colpito lo “Stella Artois” di Piazza Ariosto, nel secondo la Punto del professionista

Il parabrezza della vettura colpita

LECCE – La sensazione è che la città sia sprofondata nuovamente nell’incubo delle intimidazioni e ritorsioni di alcuni anni addietro. Nel giro di 24 ore, infatti, si è assistito a due episodi violenti.  Preceduti dall'attentato incendiario al supermercato Conad tra martedì e mercoledì. Nel primo è stato preso di mira lo storico pub “Stella Artois” di Piazzetta Ludovico Ariosto, dove i malviventi hanno creato delle crepe sulle vetrate, tramite dei colpi di arma da fuoco. Il fatto è stato accertato soltanto nel pomeriggio di ieri, quando il proprietario si è recato sul posto e ha allertato gli agenti di polizia della sezione volanti.

Questi ultimi hanno ascoltato la vittima, ala quale ha dichiarato di non aver subito pressioni o minacce da nessuno. Ma un supporto all’indagine, ora affidata al personale della squadra mobile, sarà fornito dalle videocamere di sorveglianza installate in zona. Lungo la via del locale, fino ad arrivare in piazza, infatti, vi sono diversi esercizi commerciali. Alcune attività commerciali di fronte al pub, sull’altro lato della strada, sono munite di “occhi elettronici” che ora potrebbero rivelarsi utili.

Intanto, la scorsa notte, un altro grave episodio si è verificato in città. Una bomba carta è stata infatti piazzata sul parabrezza della vettura intestata a un giovane professionista leccese, operante nel settore assicurativo e delle consulenze. Si tratta di una Fiat Punto, parcheggiata nei pressi dell’abitazione, in via Gramsci poco distante da viale Japigia. L'auto, intestata alla madre, sarebbe in uso soprattutto alla fidanzata del professionista.

Anche per questo fatto di cronaca, gli inquirenti sperano di recuperare i filmati dai quali risalire agli autori. Non è ancora dato sapere se l'avvocato abbia riferito di eventuali minacce. L'intimidazione potrebbe però essere stata pensata non necessariamente per livori covati in ambito professionale, ma potrebbero invece essere sorti per dissidi di natura personale. La vittima è assistita dall'avvocato Massimo Pagliaro.

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