Il futuro abiterà a Caprarica di Lecce, il borgo dove le case costano "1 euro"

Anche il comune vicino all'area grica ha aderito, da maggio scorso, all’iniziativa “Case a un euro” per ripopolare il paese e combattere, al contempo, l’emergenza abitativa

Piazza Vittoria, a Caprarica di Lecce (Foto di Antonio Quarta)

CAPRARICA DI LECCE – Le note balcaniche del re delle bande, Cesare Dell’Anna, risuoneranno presto a Caprarica di Lecce.  Accadrà in un ipogeo che si chiamerà appunto “Frantoio della musica”, in collaborazione con Antonio De Luca, maestro delle installazioni musicali di Cursi. Un commerciante di street-food di Vernole, invece, avrà finalmente un immobile per farci la sua rosticceria. Da Città dell'Olio, Caprarica potrebbe diventare Città delle case (quasi) gratis. Basterà sobbarcarsi i costi di eventuali ristrutturazione o interventi di manutenzione.

Sono i tre cittadini che, fino ad ora, hanno aderito all’iniziativa nazionale, avviata anche in Gran Bretagna, denominata “Case a un euro”. Un progetto lanciato nella Valle del Belice, in Sicilia, dal critico d'arte Vittorio Sgarbi il quale nelle vesti di sindaco, anni addietro, ha proposto l’escamotage amministrativo per ripopolare un borgo ormai deserto: quello di Salemi, nel Trapanese. Dal mese di maggio del 2018, il progetto è stato proposto anche dall’attuale amministrazione del comune dell’area grica. L’attuale primo cittadino, Paolo Greco, ha infatti pubblicato un avviso per l’acquisizione  di immobili inutilizzati, da concedere o donare, da mettere poi a disposizione dei cittadini. Funziona in questo modo: il proprietario di un appartamento disabitato  perchè ereditato dalla nonna o dismesso perché si è ormai lontani dal Salento), può concedere al Comune la propria casa in un comodato d’uso ventennale. Il vantaggio sarà quello di vedersi azzerare tutte le tasse: niente Imu, niente Tari pur essendo seconda casa (o terza, o quarta, e così via…) e nessuna addizionale Irpef.

Il video: tre i progetti già presentati da maggio scorso 58269fd1-8ec3-48b5-87c3-bddf3a2e23a2-2

Potranno usufruirne sia le famiglie con bambini, giovani coppie, sia le associazioni, cooperative o imprese e single che non possono permettersi l’acquisto di un immobile. I benefici per coloro che subentreranno nell’immobile, oltre all’assenza di affitto, anche lo sconto del 50 per cento di tutte le tasse. Vale per la Tari, ma non solo. Il dimezzamento dell’imposizione fiscale si riferisce anche alla tassa per l’occupazione di suolo pubblico. Un aspetto sicuramente vantaggioso per coloro che intraprendono avventure commerciali come ristorazione e affini.  Si tratta dunque di un progetto dal doppio vantaggio: da un lato, i cittadini potranno usufruire degli edifici per uso abitativo e per attività commerciali, studi professionali e associazioni culturali senza pagare l’affitto. Dall’altro, i titolari di più appartamenti saranno detassati completamente e non vedranno il proprio bene cadere a pezzi sotto i colpi dell'ususra e del tempo.

Infatti nessun inghippo, ma soltanto una condizione: quella dell’impegno alla manutenzione dell’immobile e ad eseguire eventuali, necessari interventi. Siano essi notevoli, con una vera e propria ristrutturazione, o più lievi come la manutenzione ordinaria. In questo modo, l'amministrazione eviterà anche di ritrovarsi edifici pericolanti, abbandonati o in stato di degrado Al momento, la popolazione del piccolo comune salentino si aggira attorno ai 2mila e 400 abitanti. Ma, come lo stesso primo cittadino ha sottolineato, negli anni Novanta si attestava invece sui 3mila e 100. Significa che il borgo dispone di decine e decine di immobili vuoti, inutilizzati, che invece potranno rappresentare la chiave di volta non soltanto per l’economia locale, così come per la cultura del luogo, ma innescando aspetti positivi in una piccola comunità: graziosa, ma troppo anziana.

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Commenti (9)

  • Ma se vi fate 4 conti certo che non conviene in 20 anni meglio pagare un affitto e vivere in una cittadina si spendono più o meno gli. Stessi soldi

  • Rettifica informazioni contenute nell'articolo: in merito al retro del Palazzo Baronale (nella foto), non vi e' alcun cantiere e la proprieta' dello stesso non ha ovviamente alcuna intenzione di farlo rientrare nel citato progetto. Saluti

  • Non saprei, queste tre critiche così acide e piuttosto infondate , mi sembrano più frutto di un'ostilità preconcetta che di un argomentazione razionale. Perché mai abitare a Caprarica sarebbe "abitare nel nulla", "lontano dalle comodità" "anni luce da ospedali"! Ma che stupidaggini. Prendete Google Maps e vedrete che da Caprarica al Vito Fazzi sono 15 minuti di auto (rispettando i limiti di velocità, cosa che un'ambulanza potrebbe anche non fare). Giorgilorio è un quartiere considerato periferia di Lecce, eppure per arrivare al Vito Fazzi occorrono 13 minuti (stessa fonte). È anche quello vivere nel nulla, nel deserto e lontano dalle comodità? Ma per favore... smettetela di dire sciocchezze!

  • Qualche dubbio. Se la gente è andata via da Caprarica o non ha rinnovato il suo volere di abitare in quel paese, un motivo ci sarà no? E' totalmente isolato, lontano da centri più attrezzati negozi,ospedali, centri commerciali, dottori sopratutto. Ottimo hai lo sconto sulle tasse, ma poi devi mantenere una casa vecchia, che ha costi di riscaldamento alti, che va restaurata con una spesa che non si sa quale sia. Per cosa? Abitare nel nulla, lontano da comodità, sicuramente molto lontano dal luogo di lavoro, e se succede qualcosa corna facendo anni luce da ospedali, medici di livello, e guardia medica. E' una bella iniziativa, ma non è che convenga tanto. Inoltre le occasioni lavorative a Caprarica sarebbero ZERO. L'iniziativa sarebbe oro a mio avviso SOLO SE PARTISSE DALL'ARTIGIANATO. Cioè se il trasferimento fosse fatto da artigiani che portano la bottega sul luogo, lanciano una produzione di artigianato di livello da subito, e viene collegato AL TURISMO. Ecco, dopo che i turisti vengono attratti e trasportati in Caprarica si potrebbe aprire le porte a questa iniziativa, perché servirebbero BAR, LOCALI, strutture ricettive. e quindi ci sarebbe un motivo per trasferirsi. Voglio dire, dare SOLO CASA serve a nulla se si vuole rilanciare un posto è l'economia che va rilanciata, devi dargli qualcosa da vendere ai turisti e portarci i turisti e giro economico. COSI' rilanci il paesotto e lo fai diventare famoso, per le botteghe. Aiuti a rilanciare una nuova tradizione di artigianato, aiuti il turismo e rilanci tutta la situazione in quella zona. non basta dare CASA NEL NULLA E NEL DESERTO. Occorre Sindaco, dare qualcosa ai turisti, se arrivano vale la pena trasferirsi e il paese rinasce. cosi è andare ad abitare nel deserto, senza alcuna offesa io AMO i paesini, ma oggettivamente alcuni sono deserti veri e propri.

    • lontano dai centri più attrezzati?ma perché dici @#?*%$ate?lecce dista 10 km, un centro commerciale dista 5km, l ospedale , cosi si fa una visita per farsi controllare il neurone delle @#?*%$ate dista 10km, bar e locali ci sono,vede dice solo fesseria senza neanche la minima conoscenza, a proposto non sono di caprarica, poi che questa iniziativa non avrà un fine per svariati motivi, tra cui le persone in possesso delle abitazioni emigrate per lavoro, o che nessuno ristruttura una casa per poi dopo 20 anni ridarla al suo proprietario , ok , forse sarebbe più sano parlare di questo

  • Bella iniziativa ma inutile perché per risolvere il problema dello spopolamento meridionale bisogna fare in modo che le persone lavorino e vivano al sud e che non debbano emigrare per necessità. Cosa si fa realmente per questo obiettivo? NIENTE. e finché sarà così i centri meridionali si spopoleranno e si impoveriranno sempre di più. Bisogna creare aziende e far lavorare la gente qui a Sud

  • Certamente un iniziativa LODEVOLE e buona, ma viene da pensare. Ammesso che una fsamiglia rilevi per venti anni un appartamento da ristrutturare, e che la ristrutturazione costi intorno ai cinquantamila euro, alla fine dei venti anni cosa succede? Si dovra' restituire l'immobile?

    • Condivido in pieno! Mi chiedo: chi è disposto a spendere i PROPRI soldi per ristrutturare la casa "altrui"... visto che, da quello che si evince dall'articolo, dopo 20 anni la si dovrà restituire???

      • sono dello stesso parere

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