Dopo quello probatorio sequestro preventivo dell'area del Twiga Otranto

Il gip ha accolto la richiesta del pubblico ministero. Il consulente della Procura ha evidenziato che l'area è inedificabile

LECCE – Nuovo sequestro dell’area e del cantiere dello stabilimento balneare di Otranto destinato a ospitare il marchio Twiga. Il gip del Tribunale di Lecce, Michele Toriello, ha infatti accolto la richiesta di sequestro preventivo avanzata dal pubblico ministero Antonio Negro. Il provvedimento è stato eseguito nelle scorse ore. Si tratta del secondo sequestro dell’area e dei manufatti fino ad oggi realizzati dagli indagati in località Cerra, dopo quello probatorio disposto a maggio scorso dalla Procura e confermato dal Riesame.

Quattro le persone iscritte nel registro degli indagati per abusivismo edilizio e occupazione abusiva di demanio: Raffaele De Santis per Cerra srl; Pierpaolo Cariddi, progettista e direttore dei lavori; Emanuele Maria Maggiulli, 51enne di Torino; e Giuseppe Tondo, 64enne di Otranto.

Secondo quanto rilevato dall’ingegnere Pierpaolo Fiorentino, consulente nominato dalla Procura di Lecce, le opere relative allo stabilimento da realizzare, sono in radicale ed insanabile contrasto con le previsioni dello strumento urbanistico e del regolamento edilizio del Comune di Otranto. Si tratta di un’area inedificabile, che  non risulta attraversata da nessuno dei quattro percorsi di accesso al mare previsti, in cui è presente un divieto di balneazione disposto dalla Capitaneria di porto.

Dopo il primo sequestro l’imprenditore Flavio Briatore aveva sospeso l’accordo per la concessione del marchio Twiga alla Cerra.

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