Emergenza roghi: tra le tre auto bruciate, anche Audi della moglie del presidente Sgm

Il fenomeno non si arresta: anche nelle ultime ore, incendi divampati a Veglie, Sannicola e Nardò. Si indaga per stabilirne le cause

Foto di repertorio

VEGLIE - L’emergenza incendi colpisce ancora. Nella notte appena trascorsa, infatti, sono tre gli episodi che si sono verificati in altrettanti luoghi. La prima vettura andata in fumo, pochi minuti dopo la mezzanotte, in via Colelli, a Veglie. I pompieri del distaccamento locale sono sopraggiunti per mettere in sicurezza la zona, ma i danni non sembranoingenti. E, con ogni probabilità, il rogo sarebbe stato di natura accidentale, forse dovuto a un guatso alla centralina. Fiamme anche a Sannicola, in via Giosuè Carducci, dove una Opel Astra, intestata a un operaio edile del luogo, un 55enne, è stata distrutta dal rogo, partito per cause che non è ancora dato conoscere.

L’incendio è stato spento dai pompieri del distaccamento di Gallipoli, sopraggiunti assieme ai carabinieri della stazione locale e ai colleghi della compagnia della Città Bella.  I militari dell'Arma hanno ascoltato l'operaio, per chiarire se abbia ricevuto minacce o strane richieste negli ultimi tempi. Un supporto investigativo arriverà dalle videocamere di sorveglianza, installate in più punti della zona.  Infine, sempre nella notte, una terza vettura è stata danneggiata anche a Nardò.  Intorno alle 3 e mezzo, un’Audi A4, intestata a una casalinga del posto (moglie di Mino Frasca, noto politico della destra salentina e presidente della Sgm, la società che gestisce i mezzi pubblici a Lecce) e residente in via Pietro Pomponazzi, una traversa di via Oronzo Quarta.  è stata messa fuori uso dal fuoco divampato per cause che gli inquirenti stanno ora vagliando.

Sono stati gli stessi militari dell’Arma a intervenire, accompagnati dal personale del 115, per eseguire i rilievi e ascoltare lla famiglia colpita da quello che ha il sapore di un messaggio. Anche due anni addietro, a metà marzo, ignoti appiccarono il fuoco alla vettura del politico. In quell'occasione, sempre un'Audi A4, modello station wagon, fu fata alle fiamme nel cuore della notte. Sul posto, gli agenti del commissariato locale rinvennero anche tracce evidenti di liquido infiammabile, lasciate dai piromani al momento del gesto. In questo caso, almeno per il momento, non sarebbero stati trovati indizi palesi del passaggio di qualcuno, ma l'ipotesi della matrice dolosa non sembra lasciare dubbi.

Intanto, alla luce dei numerosi episodi che, negli ultimi anni, hanno delineato il Tacco come una delle aree maggiormente colpite dal fenomeno, alcuni cittadini chiedono maggiore sicurezza e presenza delle forze dell'ordine. Risale a lunedì scorso l'altra notizia, sempre relativa agli incendi, che ha visto ben sette mezzi andare in fumo, probabilmente per volontà umana. Non è andata diversamente durante la settimana, dove altri fatti di cronaca simili sono stati registrati dal Capo di Leuca fino al nord Salento, senza neppure creare più di tanto sconcerto: quello degli incendi notturni, infatti, è uno strano caso tutto salentino che tende a non fare più notizia. I residenti dei vari centri sono così assuefatti dalla sfilza di episodi, da non trovare più sensazionale la cosa, fatta eccezione pergli sporadici scampoli di indignazione di qualcuno.

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