Falso invalido in giro sulla carrozzina. Poi chiede la reversibilità dopo la morte della madre

L’indagine, partita nel luglio del 2015 dai finanzieri, ha portato alla denuncia di un 53enne di Sannicola e della sua compagna, una docente di Tuglie

Teoricamente su una sedia a rotelle, eccolo mentre cambia una gomma.

SANNICOLA – Da due anni, a partire dal luglio del 2015, si sarebbe dichiarato completamente invalido, al termine di un intervento che lo aveva lasciato soltanto parzialmente menomato. Tanto che, durante la visita medica immortalata dagli inquirenti, lui non avrebbe neppure sollevato le braccia, fingendo immobilità totale. Ma nel mese di maggio del 2017 è scattata una inchiesta, quando i finanzieri si sono insospettiti sulla vicenda.

Nonostante la pensione per la sua falsa invalidità, ha persino inoltrato una richiesta, ad appena 20 giorni dalla morte della madre, per ottenere anche l’indennizzo di reversibilità. A finire nei guai, in un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce e condotta dalla guardia di finanza, un 53enne di Sannicola. Indagata anche la sua compagna, una docente di Tuglie.  L’uomo, formalmente affetto da un’invalidità fisica, è stato però scoperto mentre svolgeva normali attività dai militari del comando provinciale di Lecce e della compagnia gallipolina, guidati dal capitano Francesco Ranieri. Sono stati avviati appostamenti e pedinamenti, oltre alle riprese con l’ausilio delle videocamere installate in punti nascosti.

Il 53enne, stando a quei riscontri, si muoveva autonomamente e senza il bisogno di alcun ausilio. Il “falso invalido”, oltre a percepire indebitamente la pensione d’invalidità civile con indennità di accompagnamento ed aver beneficiato di prestazioni sociali agevolate, dopo appena 20 giorni dal decesso della madre ha presentato un’ulteriore istanza, per cercare di ottenere persino la pensione di “reversibilità”. Ma le fiamme gialle si sono avvalse della collaborazione di medici specialisti della Commissione medico-legale dell’Inps di Lecce, che ha sottoposto a visita di revisione il “falso invalido”; nell’occasione il falso invalido si è presentato su sedia a rotelle spinta dalla compagna.

IL VIDEO

Le indagini si sono concluse con la denuncia del” falso invalido”, in concorso con la donna, per le ipotesi di reato riguardanti la truffa aggravata ai danni dell’Inps. Il pubblico ministero, su richiesta dei militari operanti, ha avanzato al gip del Tribunale di Lecce una richiesta di sequestro preventivo del profitto del reato di truffa. Il conseguente provvedimento cautelare, con il qualesono stati disposti i sigilli alle somme indebitamente percepite, circa 20mila euro, ai danni del sistema previdenziale nazionale, emesso nei confronti del ”falso invalido” e della compagna, è stato eseguito nella mattinata di oggi. Gli strumenti concessi in dotazione al falso invalido dalla Asl, come la sedia a rotelle, sono stati recuperati dalla direzione sanitaria e poi assegnati agli aventi diritto. L’operazione eseguita rappresenta l’attenzione rivolta dalle fiamme gialle a tutela della spesa pubblica e del bilancio nazionale.

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