Rogo sul litorale adriatico, tregua apparente. Il fuoco si ravviva: attese le indagini

Il numero di ettari in fumo è raddoppiato. Arif e 115 al lavoro anche nella notte e in giornata per spegnere i focolai "nascosti" del sottobosco. Ancora emergenza in attesa delle indagini di carabinieri della compagnia leccese e forestali

Il fumo avvolge l'area colpita dal catastrofico incendio.

LECCE – E’ stata una tregua soltanto apparente quella sul litorale adriatico. Il fuoco si è infatti ravvivato: nonostante gli sforzi degli operatori sul posto, che hanno sperato di averla avuta vinta, il numero di ettari di vegetazione bruciati sarebbe almeno raddoppiato rispetto ai venti istimati nizialmente. Altre squadre dei vigili del fuoco e del personale di Arif, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, si sono alternate per tutta la notte e poi nel corso della mattinata di oggi. Le fiamme, che minacciano l’oasi “Le Cesine” da oltre 24 ore e l'intera fascia boschiva del circondario ardono ancora.

1df9c4a3-21ea-4221-8a66-bc6cdd6a61e1(1)-2Il fuoco, come si dice nel gergo dei “caschi rossi”, si è “nascosto”: nel sottobosco, infatti, è difficile stanarlo del tutto. E’ facile che riattecchisca dove sono presenti, per esempio, gli aghi di pino. Ed è ciò che è avvenuto nelle ultime ore. L’area, ora ridotta a un paesaggio nero e spettrale, dall’aria irrespirabile, si è rinfuocata. A partire dall’alba, il personale del 115 e i colleghi di Arif hanno cominciato a “bonificare” i terreni inceneriti: sopralluoghi eseguiti zolla dopo zolla per verificare la presenza di fiammelle e potenziali minacce di incendio. Un lavoro lungo e certosino che porterà via ore ed ore, attraverso l’impiego di decine di uomini.

dbb80abe-83c0-47e7-a35f-3b68a1b92e65-2Soltanto al termine delle ispezioni, dopo aver spento qualunque focolaio “dormiente”, gli ingegneri potranno effettuare una prima stima, più attendibile, dei danni. L’attività investigativa su quanto accaduto sarà infatti affidata ai carabinieri della compagnia di Lecce e i colleghi della forestale. Spetterà a loro confermare la natura dolosa del tragico rogo, fortemente sospettata e individuarne gli elementi. Non si tratterà di un compito facile data la vastità dell’area devastata e le condizioni nelle quali è ormai ridotta: se anche degli elementi vi fossero stati in un primo momento, ora saranno stati completamente cancellati dalla furia del fuoco.

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Commenti (3)

  • Qualcuno ancora dubita che il rogo sia un atto doloso? Ciò che è accaduto alle Cesine dimostra ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, l'alto grado d'inciviltà e di barbarie raggiunto da questi esseri che certamente non possono essere definiti "umani". Prenderli? non sarà facile.....

  • Uomini senza onore,vermi schifosi dovreste bruciare voi e tutte le vostre famiglie altro che le pinete!

  • che tristezza! solo chi non ha a cuore il proprio territorio e pensa "sulamente cu se inchie la panza" puo commettere questi disastri! Se verrà accertato che è stata veramente la mano di qualcuno ad appiccare il fuoco.. (cosa sicuramente possibile dato che il fuoco non è divampato qualche mese fa in piena stagione estiva, altrimenti si sarebbe rischiata la strage..) si devono vergognare perche si sono dimostrati i delinquentelli che sono - no mafiosi perche i mafiosi hanno un etica, alcuni una morale che rispettano.. questi invece pur di andare nel sedere, di qualcuno piu in alto - si permettono di rovinare quel pezzetto di meraviglia che Dio ha regalato al nostro territorio, a noi ... gran chini te m@#?*%$a! adesso bisognerebbe stare molto attenti a chi ci mette le mani su quei territori, così barbaramente bonificati.. chi si approprierà di quei territori per apporre le loro attività di business.. siete solo barbari, destinati a guardare le pecore. Un bacio Grande N. N. Donatelli

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