Tentato omicidio nella 167: spunta telecamera, un 19enne in stato di fermo

Una telecamera ha fornito agli investigatori le registrazioni di tutte le presenze nei pressi del condominio. Trovata cocaina sul fermato

I rilievi dopo l'accaduto, nella zona 167.

LECCE  - La svolta è arrivata nel pomeriggio di oggi: un giovane leccese, Michael Signore, di 19 anni, è in stato di fermo di indiziato di delitto, perchè sospettato del tentato omicidio delle ultime ore. Addosso, gli inquirenti gli hanno trovato alcune dosi di cocaina: motivo per il quale sarà ora indagato anche detenzione di stupefacenti finalizzata allo spaccio. Il personale della questura lo sta ascoltando negli uffici di viale Otranto, per chiarire la sua posizione relativamente al ferimento di Riccardo Savoia. Ora ricoverato in gravi condizioni.

I medici non hanno ancora sciolto la prognosi: il 37enne ferito nella giornata di ieri da fendenti e colpi di pistola che lo hanno raggiunto al capo, alla gola e al fianco sinistro. Per 48 ore, infatti, l’uomo leccese, personal trainer incensurato, resterà sotto osservazione nel reparto di Rianimazione del “Vito Fazzi”, dove è stato ricoverato al termine di un delicato intervento chirurgico, nel quale i medici hanno estratto le ogive, ma gli hanno dovuto asportare la milza. Il quadro clinico non avrebbe creato particolari apprensioni fra i sanitari del nosocomio leccese: il 37enne dovrebbe cavarsela.

Gli investigatori della squadra mobile, intanto, coordinati dal vicequestore Alessandro Albini, sono al lavoro da ore. Hanno eseguito rilievi, assieme ai colleghi della scientifica, per tutto il corso della notte. Una mano provvidenziale tesa agli inquirenti: l’unica videocamera di sorveglianza presente nel palazzo teatro del grave fatto di cronaca, che in un primo momento sembrava guasta, si è rivelata determinante.

Nonostante le prime difficoltà incontrate dagli investigatori nel funzionamento dell’hard disk, lo speciale “occhio elettronico” installato nella palazzina ha già fornito importanti fotogrammi al personale della questura. In quelle immagini tutti coloro che, nelle ultime ore, hanno avuto accesso al condominio, in entrata e in uscita. Compreso l'ingresso del ferito. Le registrazioni hanno confermato che l’agguato al 37enne sia stato teso sul terrazzo, al sesto piano del civico 3 di via Machiavelli. Sia il primo sopralluogo, che quelli seguiti in un secondo momento, non hanno infatti evidenziato tracce ematiche sulle rampe, né nell’atrio. I coinvolti nell’episodio hanno raggiunto, dunque, direttamente l’ultimo piano della palazzina. Per non dare nell’occhio. Ignorando, però, la presenza di una videocamere che ora ha immortalato il viavai. E che ora potrebbe incastrare i responsabili.

Gli investigatori di via Otranto, intanto, hanno ascoltato tutti i residenti dell’edificio per carpire informazioni preziosi ed elementi apparentemente insignificanti e che, invece, potrebbero rivelarsi fondamentali. Si scava nella rete dei recenti contatti di Savoia, per individuare la pista da seguire. Sembrerebbe escluso il contesto dei dissidi di natura personale per questioni sentimentali, ma si setacciano altri contesti. Non è escluso che uno dei responsabili dell’agguato possa essere in qualche modo essere collegato al condominio nel quale si è verificato l’accaduto. Aspetto che in un primo momento sembrava essere una remota possibilità e che, nelle ore, va facendosi strada.

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