Mai più fascismi: Anpi, Cgil e Link in piazza per scuotere le coscienze

Le associazioni denunciano preoccupanti episodi di recrudescenza del fenomeno e lanciano un appello a tutte le istituzioni: "Applicate la Costituzione e le leggi antifasciste"

LECCE – Tornano alla memoria, come un vecchio incubo che si credeva cancellato, i peggiori ricordi del ventennio fascista: violenza cieca, razzismo, annullamento della dignità individuale e repressione delle libertà fondamentali.

Cgil, Anpi, e Arci hanno deciso di reagire ai preoccupanti segnali di recrudescenza del fascismo, anzi dei fascismi, e all’escalation di violenze che hanno trovato il culmine nell’attentato di Macerata, compiuto da Luca Traini, neofascista accusato di tentata strage a danni di persone di colore.

La risposta a questa degenerazione umana e culturale non poteva che essere democratica: anche a Lecce, come avvenuto nel resto del Paese, le organizzazioni hanno indetto una manifestazione in piazza Partigiani cui hanno partecipato anche gli universitari dell’associazione Link.

L’obiettivo di Cgil, come spiegato dalla segretaria generale Valentina Fragassi, è quello di “risvegliare in modo deciso le coscienze sopite”. “Chiediamo non solo al governo italiano, ma a tutte le singole amministrazioni comunali di negare l’utilizzo degli spazi pubblici, nel pieno rispetto delle leggi Scelba e Mancino – prosegue -. La Costituzione italiana non è stata riformata e noi eravamo contrari a quella scellerata proposta di una modifica: siamo per un’applicazione piena e l’esigibilità della Costituzione che, purtroppo, non viene applicata”.

La numero uno del sindacato ha colto l’occasione anche per denunciare una sottovalutazione del fenomeno, avvenuta nel corso degli anni, e la sua continua giustificazione: “Non abbiamo bisogno di sé e di ma; abbiamo bisogno di una presa di coscienza generale per rinnovare i valori di questa democrazia che è stata fondata sull’antifascismo”.

Dall’appello corale, lanciato a tutte le istituzioni, è nata la campagna “Mai più fascismi”, promossa tra gli altri anche da Acli e  Libera: una raccolta firme che è un invito allo Stato a operare “perché manifesti pienamente la natura antifascista in ogni sua articolazione”.

“Sono 10 anni che denunciamo la formazione di queste nuove organizzazioni politiche neofasciste e ora il problema sta diventando evidente perché questi partiti non solo vogliono fare il salto di qualità, puntando al Parlamento, ma operano anche nelle periferie con singole azioni che rappresentano un’aperta apologia di fascismo. Queste organizzazioni possono produrre veri e propri fenomeni terroristici come è stato a Macerata: il rischio esiste - commenta Silverio Tomeo, segretario provinciale dell’Associazione nazionale partigiani italiani -. Il fascismo non è un’opinione tra le tante e l’antifascismo dovrebbe essere la religione civile del Paese.”.

Esiste una strada per arginare il fenomeno? “Sì – prosegue Tomeo -, ma è necessario una grande battaglia culturale rivolta alla gioventù, per sottrarre la possibilità di attrarre ragazzi sprovveduti, pescati dalle borgate o dagli spalti, e indottrinati in una forma paramilitare. Noi che abbiamo vissuto gli anni di piombo, ricordiamo il clima di terrorismo e gli omicidi degli anni ’70, conosciamo bene queste dinamiche e siamo preoccupati”.

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