Debiti col Comune e ristorazione abusiva: sequestrate aree usate da pescherie del porto

Il provvedimento preventivo del gip a seguito di un’indagine congiunta e interforze, che ha visto i primi sopralluoghi già nel mese di luglio scorso

Il blitz di questa mattina

GALLIPOLI – Parte del mercato ittico gallipolino finisce sotto sequestro: si tratta di alcune aree antistanti le pescherie presenti alle spalle del Castello: queste, oltre a svolgere l'attività abusiva di ristorazione, sarebbero state inoltre in debito col Comune, nel pagamento delle concessioni per l'utilizzo delle aree antistanti. Un blitz è infatti scattato, questa mattina, nella Città Bella. Gli agenti di polizia della questura, assieme ai colleghi del commissariato gallipolino, della compagnia locale della guardia di finanza, carabinieri e capitaneria del porto hanno apposto i sigilli all’area centrale del mercato del pesce, nei pressi del porto. La misura è stata emessa dal gip del Tribunale di Lecce a carico dei titolari di tre pescherie e di un ristorante, che hanno la sede sul posto, su concessione del Comune di Gallipoli.

Video: l'operazione congiunta

Durante l’operazione dello scorso 14 luglio -  anche in quella occasione scaturita da un sopralluogo congiunto e interforze tra polizia, carabinieri, fiamme gialle, guardia costiera, Asl e Ispettorato del lavoro -  fu contestato ai titolari degli esercizi commerciali, tra l’atro, l’occupazione abusiva del suolo demaniale marittimo. Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno fatto emergere la sussistenza di una radicata situazione debitoria nella quale versavano quasi tutti i titolari degli esercizi commerciali presenti nell’area, rispetto ai canoni concessori non pagati, per anni, oggetto di un procedimento amministrativo, instaurato dal 2016 dall’allora commissario straordinario della Città Bella.

La richiesta di sequestro preventivo, avanzata dal pm agli inizi del mese ed accolta dal gip, ha riguardato un’area di 415 metri complessivi, corrispondente agli spazi abusivamente occupati dai singoli commercianti di pesce con imbarcazioni, banconi, tavolini e sedie, dove i clienti erano soliti consumare i prodotti appena acquistati e che i commercianti hanno dovuto immediatamente rimuovere in concomitanza col sequestro. Le singole aree, tutte prospicenti i box destinati alla vendita del pesce, sono state transennate ed affidate in giudiziale custodia al sindaco di Gallipoli, così come disposto dal sostituto procuratore della Repubblica, titolare del procedimento penale.

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