"L'ora del riscatto": corteo di studenti per sostenere il diritto allo studio

Le associazioni Link e Uds vogliono ottenere un rifinanziamento dei servizi scolastici e universitari, contro le logiche di sfruttamento dell'alternanza scuola-lavoro

LECCE – Centinaia di ragazzi in marcia nel centro storico di Lecce: sono gli studenti delle scuole superiori e gli universitari scesi per strada per rivendicare il diritto allo studio, la salubrità e la sicurezza degli edifici e per chiedere che l’alternanza obbligatoria con il lavoro non si trasformi in una mera occasione di sfruttamento.

Il corteo, organizzato dalla rete universitaria Link e dall’Unione degli studenti (Uds) è partito alle ore 10.00 dal piazzale della stazione di Lecce ed ha visto la partecipazione anche di una delegazione del comitato No Tap che si batte contro la costruzione del metanodotto a Melendugno.

I ragazzi, scortati dalle forze dell'ordine, hanno attraversato viale Otranto, via XXV luglio, per recarsi sotto la sede del tribunale e concludere la giornata con un’assemblea pubblica presso Studium 2000, insieme al personale ed ai precari dell’ateneo salentino.

La riunione, prevista alle 15.30 nelle aule 3 B2/B3, è stata preceduta da un flash mob dei ricercatori che chiedono a gran voce, e da fin troppo tempo, garanzie rispetto alla continuità occupazionale ed alla stabilità dei contratti.

I nodi da sciogliere, nell’università pubblica, sono numerosi: negli ultimi anni, spiegano i ragazzi, il comparto dell’istruzione è stato oggetto di politiche di disinvestimento, riduzione del personale e aumento della burocratizzazione, con vincoli che rendono sempre più arduo svolgere con efficacia le attività didattiche e di ricerca.

“I lavoratori dell’università si impegnano quotidianamente per prestare al meglio il loro servizio nelle condizioni date, ma oramai la situazione è al limite della sostenibilità ed è a rischio la qualità stessa del servizio pubblico che è doveroso fornire agli studenti e al nostro Paese”, denunciano i coordinatori di Link.

“L’assemblea rappresenta un momento fondamentale per consolidare quel fronte comune alimentato, a partire dallo sciopero dei docenti indetto a luglio, da tutte le componenti accademiche per riscattare l’Università dalla condizione precaria in cui versa e per restituirle quella dignità che le politiche attuate negli ultimi anni le hanno sottratto”, aggiungono loro.

Video: il corteo per le vie di Lecce

Studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, in questo ennesimo autunno caldo di scioperi e manifestazioni affronteranno i temi più caldi che caratterizzano una vera situazione di “emergenza”.

L’obiettivo è quello di Link è quello di ripensare, globalmente, le politiche universitarie. “Apriamo oggi gli stati generali dell’istruzione per dire basta alla logica dello sfruttamento che caratterizza l’alternanza scuola-lavoro – spiega il coordinatore Pantaleo Sergio -: gli stage che i ragazzi svolgono presso le aziende, come noto, si traducono in esperienze vuote e prive di valore formativo. Ma non è questo l’unico problema: il diritto allo studio non è garantito a tutta la platea degli studenti. In troppi, anche quest’anno, sono rimasti privi di un alloggio o non hanno ottenuto la borsa di studio”.

Tra le rivendicazioni dei ragazzi c’è quindi anche quella di sollecitare un rifinanziamento per i servizi offerti agli studenti e per il trattamento economico del personale , volto a sostenere l’accesso ai saperi ed alla ricerca.

“L’assemblea di oggi è l’occasione per ragionare insieme su delle proposte da concretizzare per far fronte agli effetti delle politiche di disinvestimento dell’ultimo decennio – aggiungono i ragazzi di Link -, che potrebbero portare l’Università oltre il ciglio del baratro su cui si trova attualmente”.

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Commenti (3)

  • Bravi ragazzi protestate. Se non lo aggiustate voi sto paese che abbiamo ridotto ad un colabrodo non c'è più speranza.

    • io alla parola bravi aggiungerei studiate veramente è pensare a lavorare e non stare sulle spalle dei genitori

  • Oggi si è manifestato anche perchè la PROVINCIA ha comunicato a tutte le Scuole del Salento che non vi sono i SOLDI per attivare i Termosifoni nelle Scuole. Grazie Presidente GABELLONE, intanto lei lo stipendi per non fare nulla se lo prende lo stesso. Vergognati i ragazzi hanno diritto a stare in classe al caldo.

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