"La violenza è il rifugio degli incapaci": il video di un adolescente contro il bullismo

Uno studenti dell'istituto "Fermi" ha scritto una canzone per sensibilizzare i coetanei sul grave problema diffuso a macchia d'olio: "La musica deve fare la sua parte"

LECCE - “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci” scriveva Isaac Asimov. Questa massima, senza tempo, risulta quanto mai attuale in un periodo storico in cui la cultura della violenza viaggia su tutti i canali e a reti unificate. La frase è stata opportunamente rilanciata e diffusa tra i coetanei da uno studente dell’istituto tecnico “Enrico Fermi” di Lecce; quella stessa scuola in cui uno studente di 17 anni ha denunciato di essere rimasto vittima di atti di bullismo.

Il “caso” è balzato agli onori delle cronache locali, grazie alla denuncia sporta dalla madre del giovane. Ed ha sollevato un polverone di polemiche che merita una profonda riflessione sull’impronta educativa dei ragazzi in età scolastica.

Cristiano d’Agostino, intanto, amante della musica rap, ha espresso solidarietà al ragazzo che ha vissuto quest'umiliazione e vicinanza alla famiglia, attraverso un brano che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul grave problema del bullismo.

Per parlare ai coetanei, Cristiano ha scelto il linguaggio più diretto e comprensibile per loro: quello della musica, e del rap o hip hop in particolare che troppo spesso, al contrario, diventa veicolo di messaggi fuorvianti e “cattivo maestro” per gli adolescenti.

Ha quindi scritto una canzone, che prende spunto dalla frase di Asimov, già presentata nel 2014 nel corso della 20esima edizione della “Città del libro” di Campi Salentina.

L’occasione è stata utile a riproporre il brano e rilanciare quindi il messaggio di non violenza, sperando di colpire dritto alla coscienza ed alla sensibilità dei ragazzi. “Sono rimasto molto turbato dal caso del mio coetaneo, vittima di azioni vigliacche e violente – ha spiegato Cristiano – e ho sentito un senso di fratellanza, come se fosse accaduto a me. Io non ho mai subito atti del genere, né i miei amici più stretti, ma ho dei conoscenti che hanno avuto a che fare con questa difficile realtà”.

E poi, nella scuola, le voci corrono veloci. Così come il video che provava le violenze subite dal 17enne che si sarebbe diffuso in modo virale tra le classi del Fermi. “Il fenomeno esiste e non è marginale – conferma D’Agostino -; esiste ovunque, in tutti gli istituti secondari. La violenza scatta ormai per delle sciocchezze: basta una divergenza di idee, uno scambio di battute poco amichevole e, se non si blocca in tempo, la situazione degenera facilmente. Si arriva alle mani come niente fosse”.

Lo studente intende invitare i suoi coetanei a “relazionarsi alla pari con gli altri”. “Questo sentirsi sempre superiori agli altri non paga, dobbiamo essere solidali tra noi ed aiutarci, perché quello che è accaduto ad uno oggi, domani potrebbe succedere a me”.

Ed anche la musica, in questa fase delicata della crescita personale, ha il suo peso. “I gruppi musicali, con i loro testi non sempre positivi, hanno la loro fetta di responsabilità – aggiunge -. Molti cantanti inneggiano all’uso di droghe, esaltano la violenza e risultano attraenti per i ragazzi che si lasciano trascinare dalle mode. Questi esempi sbagliati hanno presa su di noi: per questa ragione vorrei usare il rap per lanciare messaggi, al contrario, positivi, di solidarietà e fratellanza”.

Il brano, “Sei un campione”, scritto e cantato da Cristian (in arte Arf Mc) è diventato un video disponibile al seguente indirizzo https://youtu.be/5ajxQa25Qkw. Come si usa dire in questi casi, fate girare.

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