Un alert vi ricorderà farmaci e visite: una salentina tra gli inventori dell’infermiere virtuale

Una studentessa di Tricase, di 26 anni, tra le co-fondatrici di uno speciale software, al momento in uso a compagnie assicurative private. Un supporto per gli anziani senza memoria

Foto di repertorio.

LECCE –  Un infermiere virtuale vi ricorderà quando è giunta l’ora di assumere quella precisa pillola e quando sottoporvi nuovamente a una visita medica. E se doveste avere una terapia multi farmacologica, nessun problema: vi rammenterà l'elenco di ogni singola medicina. E’ una salentina la cofondatrice della start-up che ha ideato questo assistente medico, utile soprattutto per anziani dalla memoria corta o cittadini affetti da patologie in generale. Roberta Musarò, studentessa 26enne di Tricase, è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza alla Luiss di Roma, dove si è trasferita da diversi anni.

Dal 2017, assieme ad altri soci, è a capo di  Medyx, questo il nome dell’impresa  a vocazione sociale che ha poi generato Medyx care, lo speciale IMG_6129-2-3di supporto ai fruitori. Tre anni di studio presso altre aziende, tra Barcellona e Berlino, per studiarne il business, prima di giungere al programma innovativo: un alert sullo smarthpone (per i pochi anziani che ne possiedono uno). Per gli ipotecnologici una serie di alternative: un sms, un messaggio Whatsap o direttamente una chiamata vocale. Un modo per ricordare l’appuntamento del medico, il dosaggio o l’assunzione di quel farmaco in maniera personalizzata, sulla base della patologia dell’utente, delle sue abitudini e del calendario delle visite passate. Al momento, il software è utilizzato soltanto da alcune compagnie assicurative private.

Al posto di un software, non si sarebbe potuta ideare un’app direttamente scaricabile da tutti?

Al momento abbiamo riscontrato che, nell’ambito della salute, le app non vengono utilizzate in maniera diffusa. Da sondaggi è infatti emerso come ben l’80 per cento degli utenti non riponga la fiducia nei programmi scaricabili sul cellulare o dispositivi in generale. Soprattutto nelle fasce anziane, l’utente percepisce come più affidabile un supporto tecnologico gestito e monitorato nel ramo privato.

L’infermiere virtuale sarà però accessibile soltanto a quei pochi anziani appartenenti ai ceti economici più alti mentre tutti gli altri, che vivono con poche centinaia di euro di pensione al mese, non potranno sottoscrivere una polizza assicurativa sanitaria…

Ed è infatti ciò che noi come impresa ci auguriamo: poter arrivare a tutti, garantire un supporto alla memoria di tutti gli anziani del Paese. La speranza, infatti, è che anche il servizio sanitario pubblico presto possa adottare il nostro “infermiere”.

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