"Canzoniere": con lo sguardo al Nuovo Mondo e i piedi saldi nella tradizione

Con l'ultimo lavoro discografico, il Canzoniere Grecanico Salentino si protende verso la world music con la maturità di chi sa perfettamente da dove viene

Il Canzoniere ai Koreja.

LECCE – La prima volta che mi sono trovato davanti Mauro Durante fu a Pisa. Correva uno degli anni a cavallo del 2000, non ricordo bene quale perché ora ne ho 40: io studente universitario, lui talentuoso musicista. Si festeggiava il Giugno Pisano e nel foyer del Teatro Verdi si esibiva l’Ensemble di Terra D’Otranto e Durante il giovane, che non era ancora maggiorenne, suonava tamburelli e tamorre.

L’ultima è stata invece ieri, nel concerto di presentazione di “Canzoniere” ai Cantieri Teatrali Koreja, freschissima fatica del gruppo – il Canzoniere Grecanico Salentino, appunto – che dirige dal 2007, in una sorta di continuità familiare con il padre Daniele, tra i fondatori e leader della compagine.

Tra i due estremi temporali c’è un percorso profondo e sudato di crescita artistica e maturazione personale, la sua ovviamente, di cui un passaggio fondamentale, a mio parere, è stata la stretta collaborazione con Ludovico Einaudi che, per due edizioni maestro concertatore della Notte della Taranta, lo ha voluto come suo più stretto collaboratore e lo ha educato ad avere una visione. Detto questo, mi pare di poter dire che “Canzoniere” rappresenta un punto di svolta nella storia della musica popolare salentina che diventa world music senza che questa evoluzione possa essere accusata di tradimento.

Prodotto tra Lecce e New York (Joe Madrin) per l’etichetta Ponderosa Music Records, il nuovo cd si dichiara già in copertina per quello che è: un concentrato di tratti fortemente identitari in un contenitore globale, esattamente come la salsa di pomodoro nella mitica bottiglia di vetro della Coca Cola. Certo, è una roba che Durante e pochi altri si possono oggi permettere di fare: tra questi certamente Giancarlo Paglialunga (voce, tamburello, calebasse), Emanuele Licci (voce, bouzouki, chitarra), Massimiliano Morabito (organetto), Giulio Bianco (zampogna, ciaramella, clarinetto, basso, flauti, armonica, campionamenti), compagni di avventura e di grande spessore. Una nota a parte la merita Alessia Tondo, che la maggior parte dei nativi hanno imparato a conoscere per aver cantato con i Sud Sound System nel 2003 “Le radici ca tieni”. Nulla di nuovo quindi per quanto riguarda la sua eccezionale voce e nemmeno per la sua disinvoltura nel battere il tamburello (che non guasta mai), ma non deve passare in secondo piano il fatto che è anche l’autrice di alcuni brani - Ientu, Tienime e Ayora - i primi due dei quali sono delle armoniose e per certi versi struggenti ballate che costituiscono punti cardinali di questo lavoro (così come Con le mie mani, dello stesso Durante).

“Canzoniere” contiene su dodici brani una sola pizzica tradizionale “Pizzica de sira”, ma la sua collocazione al centro della scaletta appare come una rassicurazione, il segnale di una consapevolezza, quella di non aver smarrito le coordinate della partenza anche se si è felicemente protesi verso le opportunità e le suggestioni del Nuovo Mondo (inteso anche come potenziale di pubblico internazionale fino ad oggi del tutto ignaro). L’ancoraggio alla tradizione è del resto tangibile in tutte le tracce, quando le melodie vengono dilatate, fin quasi a essere arrestate, e i testi cantati in stili diversi, attraversando il pop e molto altro ancora. Non c’è insomma trasfigurazione anche se la raccolta è una sfida ambiziosa, perché c’è perfetta padronanza filologica e artistica dei ferri del mestiere.

Le movenze di Silvia Perrone (moglie di Mauro Durante e ballerina da sempre molto apprezzata) servono a ricordare, per questo tipo di musica, l’importanza della grazia ma anche della grammatica dei passi perché le pizziche e le tarantelle non si possono ballare così come a uno gli viene in mente. Sia esso anche un affermato coreografo di questo cavolo. Andate dunque a sentire “Canzoniere”: stasera il concerto è ancora ai Cantieri Koreja, dopo di che inizierà un tour europeo. E anche se non proprio tutto vi dovesse convincere, sappiate che siete in buone mani: soltanto se sai da dove vieni, capisci fin dove puoi andare. Un lusso per pochi, oggi, nel panorama musicale salentino.

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