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I trasporti nel Salento ed il Frecciarossa

La soppressione delle fermate del Frecciarossa a Brindisi e Lecce sta giustamente lasciando l'amaro in bocca ed un senso di sconfitta nella perdita di un collegamento diretto con Milano del territorio salentino. Ma non bisogna lasciarsi trascinare da discorsi ideologici, e di autocommiserazione, che rischiano di sviare l'attenzione dai veri problemi trasportistici per i quali occorre invece dedicare attenzione ed energia e che effettivamente possono portare ad un miglioramento nei collegamenti. Alcune considerazioni preliminari comunque vanno rivolte all'impostazione del servizio.

Il Frecciarossa da Milano, istituito la scorsa estate nelle sole giornate del sabato e festivi, partiva alle ore 06:00 e vi giungeva di ritorno alle ore 23:50, orari oggettivamente problematici per chi da fuori Milano avrebbe voluto recarsi in stazione Centrale con mezzi pubblici, escludendo in questo modo, con molto probabilità, potenziali utenti non solo dell'hinterland milanese, ma anche e soprattutto di fuori provincia. Non meno problematica è la gestione dei trasbordi a Lecce nei giorni festivi, nei quali le FSE non effettuano affatto servizio ferroviario rendendo di conseguenza ancor più difficoltoso il trasferimento da e verso la provincia salentina.

All'atto pratico poi occorre osservare che il Frecciarossa Milano-Lecce permetteva il risparmio di poco più di un'ora rispetto al Frecciabianca, ma guadagno di tempo che avveniva sostanzialmente nel solo tratto tra Milano e Bologna, dove il Frecciarossa deviava sulla linea AV/AC. Risparmio di tempo comunque che all'incirca permane se si è disposti ad effettuare un cambio a Bologna. La questione vera quindi non è nell'avere o meno un Frecciarossa sino a Lecce che percorre la linea Adriatica come fosse un Frecciabianca, ma risolvere anzitutto quanto prima il "collo di bottiglia" del binario unico sito indicativamente tra Termoli e Lesina.

Completare poi il potenziamento dell'intera linea Adriatica, si da aumentarne nel suo sviluppo complessivo velocità/capacità e modificare l'altezza dei marciapiedi di stazione a 55 cm, sia per favorire l'incarrozzamento che per consentire l'ingresso di altri operatori come Italo. A livello locale invece occorre spostare l'attenzione e l'organizzazione dei sistemi di trasporto, sia su gomma che ferroviari, in una logica di rete nella quale, individuati i nodi di interscambio, si faccia in modo che gli incroci delle differenti modalità di trasporto avvengano qui ed al medesimo orario, in modo da favorire il trasbordo e rendere più agevoli gli spostamenti degli utenti, senza snervanti e lunghe attese.

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Commenti (1)

  • emilianucolo complice silente e strafottente del misfatto...se avessero soppresso il frecciarossa per bari avrebbe fatto la rivoluzione mettendo valanghe di denari della regione ( quindi anche leccesi) siccome riguarda Lecce ovviamente se ne strafotte.....e hanno tentato di abolire le Province, mantendendo schifosamente in piedi i carrozzoni del malaffare che si chiamano regioni....