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Degrado urbano

Le peggiori marine del Salento? Quelle Leccesi! Perché?

La pubblicità sul Salento, definito come le Maldive della Puglia, spiagge e mare di una bellezza incredibile, come Otranto, Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Porto Selvaggio, San Foca, Ostuni, e così via per tutte le altre incantevoli località di mare corrisponde a verità, solo con qualche eccezione. I criteri per l’attribuzione della bandiera blu attengono, non solo, alla qualità delle acque di balneazione, ma anche alle caratteristiche tecniche e di gestione degli impianti di depurazione, alla raccolta dei rifiuti, alle iniziative sulle sostenibilità ambientale, alle infrastrutture ricettive presenti sul territorio comunale e ad eventuali certificazioni.

Tutto ciò allora non esiste per le marine Leccesi, perché le peggiori spiagge Salentine sono proprio quelle leccesi, abbandonate a se stesse da questa Amministrazione e dalle precedenti. In parte è dovuto all’immobilismo nella gestione del “Parco di Rauccio”. Un rimbalzo di responsabilità che fa comodo un po’ a tutti trincerandosi dietro il rispetto di un ecosistema che fa ridere i polli. Sono state assegnate quindi le famose bandiere blu e come al solito per le cinque marine del Comune di Lecce “non c’è trippa per gatti”. Per le marine della provincia di Lecce, gestite da altri comuni in proprio come Castro, Otranto, Melendugno e Salve la musica però cambia.

Per Otranto si tratta dell’undicesima consecutiva, per gli altri Comuni della decima. Nello specifico, a conquistare la bandiera sono i siti della Zinzulusa e de La Sorgente (Castro), Porto Badisco, Madonna dell’Alto e Idro, Alimini, Baia dei Turchi, Santo Stefano (Otranto), Torre Sant’Andrea, Torre dell’Orso, Roca, San Foca Nord, Centro, Torre Specchia (Melendugno), Torre Pali, Marina di Pescoluse, Porto Vecchio (Salve). Perché? Semplice l’Amministrazione Leccese gestisce molto bene una splendida e incantevole città, iniziative culturali, la festa del Santo Patrono, ma non ha mai avuto alcun interesse o vocazione nell’investire nelle marine (forse un piccolo ma inesistente risveglio negli ultimi periodi), nel relativo turismo e in quella che è una attività demandata a terzi attraverso questo fantomatico ed allegorico “Parco delle Paludi”.

L’Amministrazione locale dedica la sua attenzione ai problemi dei locali cittadini e difficilmente dei vacanzieri temporanei nelle marine. Si salvaguardano ciò che è più visibile e si interessano principalmente, attraverso un Parco Fantasma, di salvaguardare la fauna (zanzare e zoccole) e la flora (erbacce e sterpi). Basta incassare le gabelle, da questi abbandonati e degradati quartieri periferici, e del resto, chi se ne frega. Sembra che gli ecologisti risolveranno tutti i problemi (dell’ecosistema ma non i problemi degli umani), per le “zanzare” faranno assumere dei pipistrelli e per le “zoccole” hanno intenzione, forse, di riaprire le case chiuse. E le persone che vivevano già in questi luoghi prima della costituzione del Parco? Nessun rispetto. Possono anche morire. Chi se ne frega!

Sono anni che si discute solo dell’erosione del mare e delle alghe, problemi risolvibili in qualsiasi parte del mondo meno che in un contesto ecologista Italiano. In questo benedetto “Parco” non si farà mai nulla, perché agli ecologisti non permetteranno mai di salvaguardare l’ambiente con delle opere appropriate. L’ecosistema deve essere garantito. Pardon l’eco-immobilismo deve regnare. Strade, fogne, pulizia delle strade e delle spiagge, erosione marina, ambiente malsano, videosorveglianza, sono solo alcuni dei problemi che attanagliano i quartieri fantasmi delle periferiche marine leccesi dove convivono abitanti e vacanzieri nei soli due mesi estivi. È forse questo il motivo per il menefreghismo generale, meno che per l’incremento del 25% della TARI a fronte di un peggioramento del servizio reso.

Ma a copertura di quale costo è stata determinato e destinato questo incremento? La festa del Sant’Oronzo a Lecce? Ogni tanto qualche funzionario visita qualche spiaggia e anziché programmare lavori per migliorare l’ambiente dei poveri fessi residenti e contrastare l’erosione marina, decretano il loro volere di abbattere a destra e manca abitazioni inglobate nel demanio marittimo dal continuo avanzare del mare. Se non si interviene con progetti seri, fra poco non ci saranno più neanche le marine Leccesi, definite ormai la Venezia del Sud, e le foto sono un esempio calzante per questa affermazione. Il popolo, il tanto bistrattato populismo, ha i suoi diritti sanciti dalla Costituzione, e se viene calpestato o abbandonato, si vedrà costretto a chiedere l’intervento della Magistratura, della Procura della Repubblica e di qualsiasi Entità preposta dallo Stato alla vigilanza del rispetto dei diritti civili. Luigi.

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