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Nociglia: scoperta una nuova Sibilla salentina

La prima sfida per tutti gli artisti chiamati ad affrescare le pareti di un edificio religioso era quella di tradurre la Parola di Dio in immagini persuasive. Ancor oggi il punto di partenza di ogni analisi sia iconografica che stilistica delle immagini sacre non può che essere la Parola Divina, che nelle chiese s'incarna in forme umanamente comprensibili, quali vescovi, santi, martiri, ecc., ognuno con un proprio messaggio cristiano.

Da qui nasce la curiosità investigativa di Luigi Ruggieri, un ricercatore di storia locale, impegnato nell'attività esplorativa del territorio salentino, il quale si è spinto a rimaneggiare l'importanza del ruolo rivestito in tempi antichi dal casale di Nociglia, visto come luogo di passaggio degli antichi pellegrini diretti al santuario di Leuca. La presenza in zona di una chiesetta dedicata a San Nicola ed in seguito a Santa Maria de Itri faceva in modo che i viandanti sostassero per pregare e recuperare le energie. Tale chiesetta (si trova sulla antica “via del Santo” oggi rinominata “via Vittorio Emanuele”) dispone di muri ricoperti da vari cicli pittorici, tra i quali molto interessante è il ciclo di affreschi tardo-medioevali, assai significativi. Infatti proprio sulla parete meridionale dell'edificio sacro sono presenti alcune immagini enigmatiche studiate accuratamente dal Ruggieri, il quale ne coglie l'essenza teologica, riportando i risultati del suo lavoro in un piccolo saggio dal titolo: “Nuovo significato dell'iconografia presente nella chiesa della Madonna dell'Itri a Nociglia”.

L'autore, valutando l'area tardo-quattrocentesca della chiesa, annuncia la presenza iconografica della Sibilla Cumana, figura scambiata fino ad oggi per quella di Santa Cesarea. Inoltre, identificando l'immagine di un vescovo dottore della Chiesa, ovvero Sant'Ambrogio, il Ruggieri rende gloria ad una importante funzione delle opere artistiche murali, ossia quella capacità di trasmettere dei concetti religiosi fra il clero locale, i fedeli del posto, i pellegrini che percorrevano le rotte leucane in direzione della Terra Santa e le famiglie nobili che in genere commissionavano i dipinti. Il filo conduttore è un costante e suggestivo raffronto tra le figure affrescate, le tematiche teologiche e gli aspetti liturgici in un periodo di trasformazione della cristianità impregnata ancora da richiami pagani.

Da ciò scaturisce anche un nuovo volto della stessa Madonna dell'Idri o Vergine dell'Idria (e non Odegidria per Nociglia). La notizia arriva al pubblico proprio in concomitanza dei festeggiamenti in onore della Madonna dell'Idri, patrona del paese (il patrono è Sant'Antonio). Infatti, quest'anno, al 14 aprile è stata programmata nel pomeriggio la tradizionale processione per le vie nocigliesi ed in serata la focara presso Largo Pertini e la festa in piazza, presso il Castello.

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