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Degrado urbano

Non può morire un essere umano per riparare le strade

Dalle foto si nota l’abbandono delle marine leccesi, luoghi degradati dall’abbandono totale da parte delle amministrazioni locali e centrale, che dovrebbero essere parte integrante di un territorio cittadino fra i più belli della nostra penisola. Si lanciano programmi fantasmagorici per integrare le marine leccesi nel territorio cittadino, creare un collegamento strutturale, culturale ed ecologico con la città di Lecce, ma sembra solo la solita utopia di chi non vede, non legge, non ascolta, non conosce e non visita il territorio posto sotto la sua responsabilità. Bisogna annoverare che almeno da questa amministrazione un piano è stato lanciato.

Ci saremmo aspettati qualcosa di più. Integrare una periferia significa, gestione del territorio, attenersi alle stesse norme, prestare la stessa attenzione, creare gli stessi servizi, intervenire e favorire una integrazione di strutture, piuttosto che utilizzare i quartieri ghetto (marine) per fare cassa, e non mostrare che esiste una amministrazione che vorrebbe gestire i problemi degli emarginati nei soli due mesi estivi. Non significa annotare e rimandare il tutto al successivo anno. E di anno in anno, cambia il colore della regia, e noi diventiamo sempre più vecchi senza alcun risultato.

Cosa manca? Facciamo un elenco? È stato già fatto e ben annotato su una lavagna durante il mese di agosto e settembre del 2017 negli incontri presso le 5 marine leccesi. È stato il primo incontro? No è una esperienza che si ripete da qualche anno con una Regia e un Produttore diverso! Adesso al mare non c’è quasi nessuno, magari anche quest'anno ci faremo qualche incontro verso agosto e poi possiamo lasciar trascorrere un altro anno, come hanno fatto le precedenti amministrazioni (plurale e non singolare). Oggi si legge che sono 23 i Comuni costieri pugliesi commissariati dalla Regione perché non hanno ancora provveduto ad approvare il Piano delle coste, indispensabile per regolamentare l’uso della fascia demaniale marittima. Fra questi, per il momento, non ci sono quelli leccesi (forse per carenza della fascia demaniale marittima?). Incrociamo le dita. Ritornando dopo quasi un anno, si salutano i vecchi amici e qualche vicino un po’ scontroso. Si rileva qualche leggero miglioramento.

Hanno pulito i marciapiedi e fatti sparire i cassonetti per la raccolta differenziata. Bisognerà andare in giro a chiedere se siano stati rubati. Si fa un rapido resoconto e i tanti problemi sono tutti lì. Ricordo che erano stati richiesti interventi per le strade danneggiate principalmente per il manto stradale rovinato dai lavori effettuati e mai ripristinato a regola d’arte, il collegamento da circa dieci anni degli emarginati alla fogna che si sta facendo vecchia senza capire se funzioni o meno, un intervento per contrastare l’erosione continua e costante del mare, una isola ecologica dove portare i rifiuti ingombranti e i soliti tralci di stagione, la solita derattizzazione mai fatta, e un primo intervento per le solite zanzare che ci dissangueranno durante il periodo estivo. Si aspettano turisti, magari anche durante il periodo primaverile o autunnale. Chi volete che venga da Torre Rinalda a Torre Chianca, passando per Spiaggia Bella (inventiamoci un altro nome perché questo stona un po’), su un territorio tempestato dal vento, senza quasi spiagge, senza servizi e senza alcuna cura, pulizia o sicurezza per le persone. Senza dilungarci molto “se ci sei batti un colpo”.

Luigi

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Commenti (1)

  • Nulla da eccepire, hai perfettamente ragione. Cambiano le Amministrazioni, ma i problemi sulle marine leccesi restano insoluti e si ripetono anno dopo anno. Strade dissestate, verde inesistente, acqua potabile e fognatura come un ago nel pagliaio, raramente raccolta dei rifiuti, alberi non potati, erbacce, sterpi, ecc. sparsi ovunque e mai falciati, un enorme disastro ambientale considerando anche lo stato in cui si trovano tutti i bacini e la darsena di San Cataldo, ruderi ovunque, muri a secco crollati e totale abbandono. Inoltre, non esistono bagni pubblici, nessun ufficio postale, nessuna farmacia, nessuna vigilanza nei marcati settimanali. In queste condizioni, QUALE TURISMO E' POSSIBILE???

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