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Turismo e Salento

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· Lecce

Ormai l’argomento turismo è all’ordine del giorno… i politici cercano soluzioni, competenze e comunque per lo più si avvalgono di esperimenti o espedienti che indirizzano, innanzitutto, ad un fare per ottenere consensi e dopo mungere denaro alla CE, infischiandosene, il più delle volte, del bene e dell’immagine della propria città e delle vere tradizioni di una comunità. Assicurare il futuro al proprio territorio e alla sua cultura è un atto, prima di tutto, di civiltà.

Bisogna con coscienza e anche saggezza tutelare il territorio ottimizzando le sue peculiarità senza pensare solo al portafoglio. Basta volgere lo sguardo intorno per cogliere questo disfacimento in nome solamente del dio denaro. L’affollamento turistico, infatti, si trova unicamente nei luoghi dove ci si può rimpinzare e trangugiare di tutto e di più taggandosi, tra frizzi e lazzi, sui social! Ormai anche quelli che si dicono o meglio s’ingiuriano incontri culturali di musica tradizionale, se non accompagnati da manifestazioni mangerecce vengono disertati.

Si sono inventato le sagre più bizzarre per attirare avventori! La musica tradizionale di un tempo che semplicemente allietava senza rompere i timpani, ha lasciato il posto al rimbombo, alla ressa, all’eccesso e alla disorganizzazione. Importante è trascorrere la serata nella baraonda farcendo il ventre già obeso e traboccante! Si parla spesso di dieta mediterranea salutare senza minimamente rendersi conto che anche quest’alimentazione benefica è stata travisata per adattarla ai gusti moderni. Mi chiedo, dove sia andata a finire quella semplicità di cibarsi di cibi genuini che profumavano di naturalezza, amore, partecipazione e armonia…

Eppure, in tanti, vagando per ristoranti sognano queste tipicità trangugiando roba dai sapori più insoliti senza nemmeno rendersi conto cosa effettivamente si stia ingurgitando e la provenienza e fattura di quell’alimento. S’immagina, appagando il palato, di avvicinarsi alla tradizione del luogo ed entrare nella sua cultura, nella sua essenza senza conoscerne la storia. A me sembra che questo strafogare stia invece mistificando la tradizione… la nostra tradizione e cultura, quella del vivere della nostra antica gente senza renderci conto che così facendo, ai nostri figli e nipoti, trasmetteremo una cultura tradizionale falsata e impoverita.

Il patrimonio tradizionale dei nostri avi era prima di tutto esempio di dignità, onestà, pudore, amore, semplicità, consapevolezza dell’autenticità dei valori, del profumo di genuinità e anche di serenità nell’accontentarsi del poco riuscendolo a valorizzare e vivificare. Dovremmo soffermarci a riflettere su questi valori, difficili da trovare oggigiorno e, prima di tutto, dovrebbero farlo i nostri politici smettendo di concedere licenze a iosa trasformando vie e viuzze dei nostri paesi in file di tavolate tra il via vai della gente e il suo chiacchiericcio e magari il rumore di qualcuno che suona sui gradini di chiese chiuse o tra monumenti al buio e palazzi antichi restaurati e serrati.

La cultura racchiusa tra quelle mura serrate colme di storia e di arte chi la vede, chi l’ammira se si continua solo a mangiare e bere senza sollevare lo sguardo dal piatto?

Maria Grazia Presicce

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