"Acqua rossa dai rubinetti: Aqp riduca le tariffe"

A Melendugno il comitato cittadino "No-acquarossa" sul piede di guerra contro Acquedotto pugliese: "I cittadini la percepiscono come dannosa e non si fidano"

rubinetto
E' un problema che si ripresenta di continuo. Soprattutto quando arriva l'estate. Dai rubinetti delle case di Melendugno sgorga acqua di colore rosso. La cittadinanza è allarmata e in molti si domandano se esistano correlazioni fra il consumo di acqua "potabile" di colore vermiglio e alcuni casi di patologie gravi che hanno colpito i melendugnesi. Sabato scorso il comitato "No-acquarossa" ha organizzato un dibattito con alcuni rappresentanti dell'Acquedotto pugliese e le autorità.

"I risultati del sondaggio che abbiamo condotto parlano chiaro", ha spiegato Franco Candido, coordinatore del Comitato. "Delle quattrocento schede che abbiamo distribuito ai melendugnesi ce ne sono state restituite in totale 353, un campione abbastanza significativo per ricavarne dei dati attendibili. E' risultato che su 353 cittadini soltanto 19, cioè il 5 per cento dei melendugnesi, consumano l'acqua del rubinetto domestico per bere o cucinare, mentre ben 334, e quindi il 95 per cento, non ne fanno uso. Dei 19 intervistati che utilizzano l'acqua, soltanto 9 hanno risposto che si fidano del liquido distribuito e 2 che lo ritengono più sicuro dell'acqua minerale. Al contrario, dei 334 intervistati che non usano l'acqua di Aqp, ben 240 rispondono di non bere acqua di rubinetto perché è spesso di colore rossastro, mentre 184 denunciano di ritenerla dannosa per la salute e 38 di bere altro".

"276 persone, poi - ha proseguito Candido - dichiarano di bere costosa acqua minerale, 28 affermano di bere acqua di pozzo e soltanto 18 di bere altro. 31 cittadini non rispondono. I risultati del sondaggio, poi, evidenziano che 266 melendugnesi su 353 ritengono di non essere informati abbastanza sulla qualità dell'acqua che pagano ad Aap, 44 pensano di esserlo, il resto non risponde. Infine, 327 melendugnesi pensano che la lotta intrapresa dal Comitato no-acquarossa sia giusta, mentre 321, ritengono utile che il comitato faccia effettuare periodicamente e privatamente le analisi dell'acqua potabile perché non si fida di quelle ufficiali."

Candido, poi, riferendosi ai risultati ottenuti dal Comitato, ha messo in rilievo che dopo la raccolta di firme e la petizione al Parlamento europeo, dopo l'appello a Prodi, il commissario delegato all'emergenza ambientale in Puglia ha obbligato l'Aqp, nel settembre del 2006, a rispondere ai cittadini e a risolvere il problema. In realtà, la soluzione prospettata si è rivelata inefficace e la cosiddetta "circuitazione ad anelli" ormai in fase di ultimazione, che mette in rete i tratti ciechi dell'acquedotto cittadino, per evitare i ristagni che colorano l'acqua, finora non ha funzionato.

"I risultati del sondaggio obbligano moralmente l'azienda Aqp a ridurre le tariffe del 50 per cento," ha affermato il coordinatore del Comitato, "e in questo caso applicherebbe il Provvedimento Cip 26/75 mai abrogato, perché a nulla serve dichiarare che l'acqua è potabile se poi i cittadini la percepiscono come dannosa per la salute ed evitano di consumarla. Non è forse colpa dell'Acquedotto pugliese se da anni a Melendugno ogni residuo di fiducia è scomparso rispetto all'acqua "potabile" rossa che viene sempre più spesso erogata dai rubinetti domestici?". L'amministrazione comunale, a seguito delle proteste, inviterà ufficialmente l'azienda ad un incontro, aperto ai rappresentanti del comitato, per approfondire le questioni tecniche riguardanti il fenomeno.

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