Cavi e pali neri, una foresta di metallo

Metropolitana di superficie: i lettori continuano ad esprimere i propri pareri. Una nuova lettera è giunta alla redazione di LeccePrima: "Ma sindaco e assessori camminano per la città?"

di Mauro Marino

Viene da chiedersi se il nostro sindaco e suoi uomini camminino per le strade della città. E subito dopo la domanda è… cosa pensano? Riflettono sulle scelte che compiono? Sono mai presi dallo sconforto per i disagi ed i danni che il loro operare provoca?

Cosa provano guardando la selva di pali neri (moderni littori dell'elettrificazione) che ormai contorna il centro cittadino?

Una vera foresta di metallo che si sommerà presto al fitto reticolato della caveria di alimentazione della metropolitana di superficie che già si può ammirare in atto appena fuori della stazione ferroviaria, sul nuovo grande rondò della Questura, su viale Gallipoli e su altri importanti nodi viari interessati. Una vera iattura per una città che non ha larghi boulevard, che vedrà sfoltite le chiome dei pochi alberi cui è dato d'esistere e che dovrà avviare una difficile convivenza con un ridimensionamento delle sue abitudini prime fra tutte le corsie preferenziali da non usare come spazio di sosta, ‘sport' molto amato dai nostri concittadini.

La ciliegina sulla torta della città ‘polista' rischia di divenire indigesta. Veramente credono i signori di Palazzo Carafa che quella sarà la chiave di volta per una riduzione del traffico? Veramente credono che i leccesi cambieranno le loro abitudini trasformandosi in entusiasti avventori del tramvai?

Certo l'uso di mezzi elettrici serve a ridurre l'emissione di gas nocivi e sappiamo quanto Lecce sia alle prese con i problemi dell'eccesso nell'aria di polveri sottili, aggravate quest'anno da un inverno per niente piovoso, ma c'è da chiedersi se non si poteva giungere allo stesso risultato ampliando la ‘flotta' delle corriere (è già stato fatto ma con veicoli che sono grandi il doppio di quelli già in circolazione) e avviando parallelamente ad una campagna di responsabilizzazione dei cittadini una severa regolazione dei flussi veicolari in città.

Ma si sa il nostro sindaco e i suoi uomini amano pensare in grande, un pò ‘ufani' per dirla alla leccese e pensano ad una Lecce europea non partendo dalle sue peculiarità ma immaginandola come una Parigi, una Bruxelles, una Milano(?) lontana dai ritmi ‘meridiani' che la fanno soavemente indisponibile (ahinoi!) alla rinuncia e al cambiamento.

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Commenti (8)

  • Avatar anonimo di Maurizio Madaro
    Maurizio Madaro

    Sono l'autore del sit-in realizzato in occasione dell'inaugurazione del filobus, tra l'altro ottima occasione per autocelebrarsi degli amministratori e potenziali eredi alla carica di primo cittadino (figuriamoci, uno spogliarellista-sindaco!!!) per i quali è valsa come campagna elettorale gratis (par condicio insegna, o no?). Vi rimando ad un altro mio post per chiarire le motivazioni delo stesso, per i quali credo di aver FATTO qualcosa per la città dove sono nato e che amo, e mi addolora veder deturpata in più punti dalla duissennata gestione amministrativa, sopratutto dalle iniziative di quel tal genovese importato (tra l'altro cognato di Fabrizio Camilli, noto "annnaquatore di benzina" agli arresti, rispondente al nome di Gianni Peyla. L'evidenza di quanto affermo e contesto è sotto gli occhi di tutti e mi spiace notare lo stato di assoluta apatia dei miei concittadini che continuano a subire supinamente ogni forma di angherie, degne da SUDDITI e non da CITTADINI.

  • ma possibile che nessuno se ne renda conto?! possibile che tutti criticano il filobus nella sua esteticità e non per la sua funzione? Credo che fin ora alcun giornalista o politico abbia effettivamente mosso serie critiche riguardo la futura operosità del sistema attualmente in costruzione. Qui la gente si limita a parlare di cavi e pali, nessuno pensa ai dati allarmanti che Lecce presenta: "gode" di un inquinamento che quotidianamente scavalca le soglie minime di pm10, fa da contenitore a circa 300 000 macchine provenienti dal cosiddetto grande salento che invadono e intasano lecce in ogni dove, dai parcheggi su marciapiede, non rispettando cosi i diritti del pedone, ai parcheggi in tripla fila, che intalciano i servizi di emergenza, dalla continua violazione di stop e semafori, alla totale e conclusiva mancanza di senso civico. Lecce è priva di industrie ad emissione altamente inquinante, però, qui si muore di tumore in percentuale superiore alle province di brindisi e taranto, qui si parla di un filobus che andrebbe bene per milano ma nessuno ricorda che il traffico automobilistico della nostra piccola cittadina ha un'intensità pari a quella del capoluogo lombardo(che vanta circa 1 000 000 di abitanti in più). E' chiaro vero?!il leccese è vizioso e certo non si scomoda per prendere uno stupido autobus. Il 90% dei leccesi non ha mai preso un servizio pubblico dalla nascità e non lo farà mai!(19 persone su 100 usano il mezzo pubblico)rendiamocene conto per favore! Non tirate fuori baggianate alla De Cristofaro pensando al filobus come ad un mezzo per tokyo o per new york, e non adatto a Lecce, o come un sistema ormai superato(e perchè mai il ministero dei trasporti finanzia interventi e promuove la costruzione di reti elettriche non inquinanti?) Fatevi un giro per la vostra stessa nazione. Città di dimensione non esagerata come le sopra citate, ma città di media-piccola grandezza adottano sistemi di filovia che trasporta sicuramente più delle prefissate 13 000 persone: bologna, parma, la spezia, genova sono schiaffi educativi per Lecce, in tutti i sensi(in 2 delle città elencate ho vissuto). Chiaro è che non saranno 3 linee a risolvere il traffico infernale, ma sono dell'idea che sia necessario un input educativo del cittadino all'uso del mezzo magari aumentandone la frequenza. Si parla solo di cavi e pali perchè non si è per niente abituati ad un intreccio di fili sul nostro cielo azzurro.

  • Avatar anonimo di Giuseppe E
    Giuseppe E

    Avevo intravisto gli oramai famosi pali neri durante le ferie natalizie. Vi assicuro che non vi capisco, tutta questa gente che si lamenta dei pali neri, sara` venuta a Parigi almeno una volta e visto le metropolitane vere, spaccare in due i boulevard con i vagoni che ti passano accanto ai balconi, avra` visto a Bologna , Milano, Parma, Napoli i pali grigini e neri dei filobus, avra` visto a Barcellona le Torri "gemelle" a quaranta, 40, metri della riva delle spiaggia urbana di Barcelloneta. Ma tanto la movida a Lecce va bene solo se la fai al BarrioViejo di Bilbao o al quartiere Raval di Barcellona, oppure nel Quartiere Latino di Parigi, ma non nel centro storico di Lecce e che caspita... Il leccese medio soffre maledettamente della malattia tipica dell`Italia, la sindrome NIRBY ( not in my back yard non nel mio giardino please). va bene tutto, il filobus lo prendo a Bologna o a Milano, o Parma ma a lecce... PS: la storia del filobus era nota a chi sa usare Internet da almeno 2 anni eccovi un link istruttivo: http://freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f30764&idd616&p12

  • Vorrei sapere il costo"reale" dell'opera, compreso il "regalo "in euro x la campagna elettorale del perrone, e poi mi chiedo ma una 30-40 di autobus elettrici, a metano o a biodiesel (avvertite l'adriana che esistono) non tanto grandi con delle "vere" corsie preferenziali e un serio progetto x i parcheggi insieme a far lavorare un po' i vigili urbani non avrebbero fatto risparmiare a noi leccesi un bel po' di euro? e poi trovate veramente belli quei pali x le vie di lecce? capisco la jattura di compartarci sempre da meridionali ma possiamo guardare un po' a città come siena, parma e riuscire ad avere lecce con più verde e meno auto?

  • Avatar anonimo di Gian Marco Chirienti
    Gian Marco Chirienti

    In dieci anni di amministrazione è vero che la "Sindaca" qualcosa di buono l'ha fatta (.... e vorrei ben vedere) ma bisogna essere proprio orbi per non i......rsi nel vedere quello scempio che sta realizzando in questi giorni con il denaro pubblico. Piuttosto in questi dieci anni, non ha realizzato nemmeno una pista ciclabile e ne un parco verde per poter portare i bambini a respirare un po' di aria pura abbelendo contestualmente la nostra amata citta'.

  • Ho letto di "selve di pali" di "orribili pali neri" di "città dei rondò" Ho letto che si accusa Adriana Poli Bortone di "deturpare " Lecce. Vorrei ricordare l'atto d'amore di Adriana Poli Bortone nei confronti della sua città che la portò lontano dai riflettori della politica nazionale per fare il sindaco di Lecce. La realizzazione del suo progetto suggestivo e ambizioso di far rivivere nel centro storico tutto ciò che è tradizione e personalità storico-artigianale. L'aver sottratto le strade all'abbandono e al degrado. La legge 449 sui Beni Culturali per la quale non ha mai chiesto riconoscimenti. Se siamo città d'arte è merito suo. Mi chiedo oggi se è nella natura umana negare tutto o fa parte della patologia umana? Signori non state indicando il sindaco di Lecce ma Adriana Poli Bortone che non è il sindaco ma è Lecce, il cuore pulsante della nostra Lecce che è cambiata e cresciuta grazie alla sua forza dinamica, a quel suo desiderio di voler fare, quella cocciutaggine di perseguire sempre più obiettivi. Grazie al suo rinnegare le vecchie mentalità, alla sua mentalità speciale, di audacia e di slancio verso l'avvenire, senza apriorismi o finalità remote. Lascia le ciarlatanerie alle ridicole, grottesche e sinistre congreghe di tanti nomi altisonanti e non, che finiranno di colpo nel bidone della storia che raccoglie i suonatori suonati o i tromboni che hanno fatto il loro tempo. Perché si è deciso di sostituire i vecchi incroci semaforici con le rotonde? Soprattutto per due motivi: per fluidificare il traffico e per garantire più sicurezza ai cittadini che utilizzano le auto ma che utilizzano anche altri mezzi di trasporto come la bicicletta e questo perché nelle rotatorie c'è una garanzia di miglior sicurezza per tutti, perché si è tutti costretto ad andare più piano. Si riscontra nei conducenti un comportamento ancora, a volte, incerto nel percorrere la rotonda. Quando si arriva nei pressi di una rotonda il primo obbligo è quello di rallentare e, siccome il tipo di rotonda che abbiamo è alla francese, dobbiamo anche fermarci e dare la precedenza a chi sta circolando all'interno della rotonda. Tuttavia i tempi di attesa sono ridotti del 70% con eliminazione totale dei tempi morti di sicurezza, normalmente dati da un semaforo e vi è l'eliminazione delle lunghe attese ai semafori. Una delle principali infrazioni che vengono commesse è in primo luogo quello di forzare l'entrata in rotonda invece di rallentare e dare precedenza, di entrare velocemente tagliando la strada a chi è già sulla rotonda. Non prendere in dovuta considerazione i ciclisti o ciclomotoristi che viaggiano all'interno della rotonda e quindi ci si immette e, molto spesso, si taglia, a questi veicoli più lenti, la strada. L'altra infrazione è quella di non utilizzare le frecce o comunque utilizzarle impropriamente. Spesso non vale il codice stradale…..vale la legge della giungla. Sembra una cavolata ma dovreste vedere in Inghilterra dove sono "nate" come le rispettano veramente e su "norme comportamentali" avremmo comunque un sacco di cose da imparare da loro, come il rispetto dei pedoni sulle strisce. Alcune rotatorie funzionano bene, altre meno a causa della testa degli automobilisti indisciplinati. A parte questo appare chiaro che la città aveva bisogno di interventi in incroci di particolare complessità. Oggi gli agglomerati urbani sono aree critiche per la qualità ambientale, il cui degrado è dovuto in gran parte alle emissioni inquinanti, atmosferiche ed acustiche, derivanti dal traffico veicolare. Con particolare riferimento al trasporto pubblico collettivo, si riportano nella tabella seguente i valori concernenti le emissioni di inquinanti atmosferici relative all'autobus e al filobus: agente inquinante autobus filobus NOx 18,60 1,27 CO 1,90 0,06 HC 1,34 0,00 SO2 1,44 0,62 particolato 0,56 0,012 CO2 1,880 1,380 Dai valori sopra indicati emerge come il filobus,in un'epoca in cui la salvaguardia ambientale e lo sviluppo sostenibile si trovano al centro delle politiche internazionali,nazionali e locali, sia un mezzo di trasporto pubblico di alta qualità compatibile con l'ambiente e veramente alternativo all'auto privata. In Italia il filobus rappresenta attualmente il mezzo di trasporto caratteristico di capoluoghi di medie dimensioni, dove svolge il servizio principale, e si assiste sempre più spesso ad iniziative volte al ripristino o all'estensione di reti filoviarie. Saremo tutti lieti di usufruire di questi innovativi mezzi urbani, considerando inoltre le nuove e restrittive norme europee in materia di inquinamento. I signori che non sono pronti ai cambiamenti possono sempre riconoscersi in una Lecce senza filobus e rondò, magari ad un tavolo di concertazione esaminare la possibilità di una desertificazione per un nuovo modello di città, ritrovo di beduini nomadi.

  • in riferimento all'articolo su "i pali della metropolitana" apparso alle pagine 12-13 del "Quotidiano di Lecce" del 23/02/2007: Nuove "visioni" architettoniche Noi siamo quelli cresciuti nelle Facoltà di Architettura sognando la "Ville Lumiere" di Le Corbusier, la "Organic Architecture" di Frank L. Wright o le visioni spaziali di Oscar Niemeyer su Brasilia. Noi siamo quelli che hanno riconosciuto Paolo Sica e la sua Storia dell'Urbanistica come pietra miliare nella nostra "giovane" storia Repubblicana. Noi siamo quelli che hanno studiato l'urbanistica sui "ring" viennesi, e gli "arrondissement" parigini noi siamo quelli che si sono trovati a sognare sulle "fantastiche" visioni di Gaudì a Barcellona... Noi, che abbiamo creduto nelle parole dei "grandi" assimilandone i pensieri, siamo quelli che hanno condiviso il pensiero che "ogni architetto deve essere necessariamente un poeta, un grande e originale interprete del suo tempo, dei suoi giorni della sua epoca." (F.L.Wright "An Organic Architecture:the Architecture of Democracy, Londra 1939") E dopo tutto questo, oggi, ci ritroviamo davanti ad un nuovo bivio... "Boutade" politica o nuova genialità Urbanistica in un mondo, e specialmente nelle nostre città, dove sempre meno "urbanisti" e architetti sono chiamati ad assolvere incarichi di sistemazione, organizzazione e pianificazione del territorio, sostituiti da schiere di "non tecnici", liberi professionisti "di altre professionalità" che si improvvisano novelli "Corbu" o F.L.Wright . ...avremo lo stesso stupore quel giorno quando scopriremo che l'operazione a cuore aperto è stata condotta da un Dottore...in Ingegneria?? O che il nostro dentista di fiducia è un ottimo Dottore in Agraria ma tanto appassionato di odontoiatria... Anni di studi... Secoli di storia.. Per scoprire che, per occultare qualcosa di "deturpante" per il panorama cittadino, come i pali della metropolitana leggera spuntati come funghi in tutta la città, basterebbe dipingerli e metterci un lampione. Un "colpo di genio" arrivato in evidente ritardo all'orecchio dei nostri novelli "urbanisti" infatti, sarebbero bastate qualche pennellata e due lampadine ben sistemate, per far sparire Punta Perotti a Bari... p.s. e siccome non si vive di sola architettura, voglia qualcuno spiegare a Riccardo Cocciante che la sua "Margherita" non vedrà più nulla dopo la pittura "di case vicoli e palazzi...", e quanti altri usi si potranno fare del colore che rende invisibili...chissà! Lecce, lì 23.02.200 R.D.P.

  • Da residente in Viale Marconi subirò lo scempio dei pali e dei cavi. Con un esposto al Sindaco ho messo in evidenza che i pali sono stati posti quasi in corrispondenza di alcune finestre. Un orrore che potevamo risparmiarci per continuare a godere del nostro cielo azzurro senza ragnatele elettrificate.

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