"ma ora basta con questa crociata anti-pali"

"La fine della campagna elettorale aveva fatto dimenticare di colpo tutta la rissa verbale scatenata dai pali del filobus segno evidente che si trattava di un argomento per una sterile dialettica"

Riceviamo e pubblichiamo una mail di un nostro lettore in risposta all'articolo firmato dalla nostra corrisponente da Londra, Luisa Cotardo (che al momento è a Lecce, e per questo ha potuto parlare in presa diretta dei pali...) sulla questione infinita del filobus (l'articolo è il seguente: http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=3100).

di Cesare De Carlo

La fine della campagna elettorale aveva fatto dimenticare di colpo tutta la "rissa" verbale scatenata dai pali del filobus segno evidente che si trattava di un argomento per una sterile dialettica tra sinistra e destra circoscritto al periodo. Oggi però casualmente leggo che ancora qualche nostalgico della crociata anti-pali ritorna sull'argomento. E lo fa con una infioritura poetica da fare invidia al più classicheggiante dei nostri autori letterari.

Non conosco l'età dell'articolista ma, forse non si è accorta, che, da molto tempo, la nostra bellissima città, pur conservando le linee architettoniche di un tempo, è radicalmente cambiata specie nel campo della mobilità interna. Sono finiti i tempi in cui sui viali trotterellavano solo le carrozze con i cavalli (con le ben note scie...profumate), le circolari color penicillina destra e sinistra e poche, pochissime automobili.

Oggi Lecce ha centuplicato il suo movimento traffico grazie anche alla gran mole di turisti che le nostre indescrivibili bellezze riescono ad attrarre. Lecce è una delle poche città italiane che è riuscita ad ottenere, in breve, questo straordinario risultato, ma è anche una delle pochissime città a non aver ancora limitato il traffico al suo interno, magari anche con un ticket. Perciò se gli automobilisti (i guidatori come li definisce la signora Cotardo) bestemmiano, è un dato di fatto, ma in fondo, debbono prendersela anche con se stessi che non sono capaci di rinunciare all'auto neppure per andare a comprare le sigarette all'angolo di casa. Allora cosa vogliamo? Le strade di Lecce sono quelle di 50 anni fa mentre i veicoli sono cresciuti in modo esponenziale.

Quindi che facciamo? Buttiamo giù i palazzi barocchi per allargare le strade o limitiamo il numero delle auto specie nelle zone centrali? La soluzione mi sembra scontata. E poiché gli immobili non possono essere abbattuti, allora, per quanto è possibile, lasciamo l'auto in garage e cominciamo a servirci dei mezzi pubblici tra cui anche il nascituro filobus che essendo elettrico deve prendere l'alimentazione dai fili che non possono stare se non su dei pali. In quanto poi alle sofferenze dei leccesi non credo che esse derivino dalla presenza dei pali, sarebbe deprimente e offensivo per i nostri concittadini.

Purtroppo oggi le sofferenze son ben altre e derivano dalla mancanza di lavoro per i nostri figli, dal dilagare della droga, dallo smog che ci uccide, dall'euro che ci ha impoveriti, dalla gran mole di incidenti stradali o dagli abusi su donne e bambini. Voler far credere che si soffre per dei pali oltreché un'esagerazione costituisce solo un alibi per vuole alienarsi dai problemi quotidiani. Ma la signora Cotardo si è chiesta se nelle decine di città dove il filobus e i relativi pali (non credo che altrove i fili di alimentazione siano mantenuti da cherubini biondi e con gli occhi azzurri) esistono da sempre, i rispettivi abitanti sono stati o sono in preda a simili sofferenze? E' un dato che mi piacerebbe conoscere.

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Commenti (25)

  • scusate.pensavo che fosse un articolo di oggi.Non mi sono accorto di essere in ritardo di sei anni...

  • peccato che i sostenitori , tanti (ma quanti? uno-due-tre?) e convinti, preferiscano poi evitare quest'obbrobrio ed usare l'auto,o andare a piedi,ma di sicuro non utilizzare quest'opera i cui vantaggi sono da indagare solo da parte della magistratura. E' vero che ci si abitua,ma il guaio è che in questo caso ci si abitua al brutto. Ci si abitua vedendoli ogni giorno, ma i turisti che li vedono per la prima volta rimangono inorriditi.Si parla tanto di sostenibilità, ed allora come si puà considerare sostenibile un'opera che ha distrutto una citta e le sue casse e che non viene utilizzata neppure dai tanti e convinti sostenitori che,per ammortizzare i costi, dovrebbero essere almeno 15000 al giorno.e non lo saranno mai.Neppure gratis

  • Avatar anonimo di Massimo Di Giulio
    Massimo Di Giulio

    Concordo pienamente con l'autore dell'articolo e posso assicurare i detrattori della fiolovia che i suoi sostenitori sono tanti e convinti. Un mezzo pubblico che non puzza, non fuma, non butta olio e non fa rumore è sicuramente più rispettoso del barocco di tante automobili. circa l'impatto faccio notare nessun percorso del filobus passa adiacente a palazzi storici e chiese barocche, quindi questo argomento è del tutto pretestuoso. Quanto alla selva dei pali, l'occhio ci farà presto l'abitudine, come l'ha certamente fatta alla molto più nutrita (contateli!!!!) selva di pali di luce, telefoni, semafori ecc. che veramente infestano Lecce e che in parte saranno sostituiti da quelli del filobus. L'unico argomento che condivido è sulla qualità del servizio di bus urbani. I cittadini dovrebbero compatti chiedere con forza che le 4 o 5 linee importanti abbiano una frequenza di 5 minuti! Se ci organizzassimo per fare questa battaglia (singoli, comitati, associazioni, grillini, verdi, legambientalisti, trekkinisti, ciclisti e quant'altro) allora avremmo reso un buon servizio a Lecce.

  • Se anche fosse uno di quelli che usano l'auto anche per comprare le sigarette il contenuto del suo discorso rimane comunque corretto. Perche' cerchi di contestare un discorso usando come grimaldello la correttezza dell'autore?

  • Egr. sig. De carlo lei parla di usare i mezzi pubblici,ma è certo di non far parte di quella schiera che parla bene e razzola male? Lei magari è uno dei tanti leccesi che abita a pochi passi dal proprio posto di lavoro ma non rinuncia all'auto.Si faccia un esame di coscienza ...quante volte ha usato o usa il mezzo pubblico? Forse il sig. Danilo meriterebbe le sue scuse e se vuole un consiglio vada a meditare "all'ombra" di quei pali cordialmente Claudia

  • E' evidente che l'autore di questo articolo non si è ancora reso conto che dietro a questa pseudo-soluzione per il trasporto pubblico a Lecce ci sono i soliti interessi di appalti e quant'altro... Cesare, non credi che sarebbe stato un miliardo di volte più opportuno destinare i tantissimi soldi spesi per questo scempio architettonico all'acquisto di ulteriori bus (a metano), in modo tale da migliorare concretamente il servizio con più mezzi pubblici a disposizione? Sveglia gente, è tutto un raggiro! Saluti

  • Sono veramente sconfortato nel constatare che c'è qualche persona che ha il coraggio (perché ci vuole veramente coraggio !) di difendere la scriteriata scelta dell'Amministrazione comunale. Questo Signore ha dato almeno uno sguardo all'ingresso dlla superstarda per Brindisi? E si è chiesto quale inderogabile necessità potesse mai giustificare un simile obbrobrio? E non venga, per altro, a darrci lezione di soluzioni comparate di problemi del traffico! E' mai stato a Roma, Napoli, Milano per paragonare con cognizione di causa gli impatti che una linea filoviaria ha sull'ambiente circostante? Un solo esmpio: una linea sulla via Nomentana di Roma, larga e lunga non so quante volte la nostra via De Pietro o il viale Otranto è, per tutta una serie di motivi ben altra cosa . E se è stato in qualcuna di queste città ha notato il numero di bus a metano che recentissimamente sono stati introdotti? E allora, prima di far discorsi che sanno anche un po' di demagogia a buon mercato, osservi e rifletta, circolando ripetutamente intorno alla famigerata rotatoria della superstrada, sullo scempio operato su di un ambiente che per la sua bellezza ha poco o nulla da invidiare ad altri. P:S: A proposito, perché la Redazione come.....foto sponsor dei pali non adotta quella da me indicata, ben più "suggestiva " di quella del largo della Questura?

  • Avatar anonimo di Danilo Maggiore
    Danilo Maggiore

    Mi dispiace vedere che anche nelle tue parole c'è molta confusione e poca informazione. Io evidenzio quanto voglio che purtroppo nella mia città la comodità è una prerogativa di molti, e non sembra di essermi escluso da tutto ciò. Prendere i mezzi pubblici? che passano ogni mezz'ora? che per arrivare da viale degli studenti a piazza mazzini o In viale rossini nelle ore di punta ci mettono mezz'ora, bè se non hai nulla tutto il giorno da fare che perder tempo su un bus ti consiglio vivamente di farci un giro. Finiamola con questi falsi moralismi, vengono create le aree dove lasciare le macchine e prendere la navetta per raggiungere il centro....si certo, peccato che queste aree sono a pagamento e la sera tardi anche incustodite. Devo pagare, pago per cercare il parcheggio in piazza mazzini. I servizi se devono essere offerti, devono rispettare determinate necessità, e devono essere efficienti, cosa che fino ad ora non sono assolutamente stati. A lavoro ci devo arrivare all'orario giusto e non quando un bus decide di passare e decide di accompagnarmi. Lecce, città d'arte, bella per i suoi monumenti, per le sue strade, deturpata da questa oscenità di pali e fili che come tante altre cose non serviranno mai e dico MAI a niente!!! Milioni di euro buttati, quando si poteva fare tanto per la viabilità, per le strade, per i parcheggi. Impariamo a usare la testa e a trovare soluzioni intelligenti, e non soluzioni che facciano dire " caspita lo sai, lecce ha il filobus"!!! Si lecce avrà il filobus, ma il filobus non avrà mai lecce!!!

  • Avatar anonimo di Ilaria M
    Ilaria M

    Lecce infestata degli obelischi neri: chi la ama non può che soffrire a vederla così. Abbiamo ereditato dai nostri antenati e predecessori una città dove si respira un'atmosfera unica tra il colore della pietra, le prospettive dei vicoli, il canto delle rondini al crepuscolo. Il fenomeno da considerare secondo il mio modesto parere è il flusso di auto proveniente dall'interland leccese ogni mattina. Bisogna avere la volontà di trovare una soluzione per questo flusso al quale si aggiunge in estate quello benvenuto dei turisti. Non si tratta solo dunque dell'uso indiscriminato dell'auto in città. Perchè non si è iniziato alimentando con combustibili come il metano tutti gli autobus che camminano fuori e dentro la città?..

  • Avatar anonimo di Cesare De  Carlo
    Cesare De Carlo

    Egregio sig. Danilo, non c'era alcun bisogno che lei mettesse in evidenza la comodità di noi leccesi nell'utilizzare a tutti i costi la proia auto anche per tragitti brevissimi. Ha solo scoperto l'acqua calda. Ad ogni modo se il traffico a Lecce è caotico ed i mezzi pubblici viaggiano vuoti, la colpa è anche di quelli come lei. Allora, invece di giudicare insensati gli articol altruii, dimostri lei un pò più di senso civico, lasci l'auto sotto casa e si serva dei mezzi pubblici. Farà un grosso favore alla città ed a se stesso. Cordialità Cesare De Carlo

  • Leggere questo articolo non è altro che, accorgersi che della situazione a Lecce, ben pochi se ne sono resi conto o meglio, quasi nessuno vuole ammetterlo. In una città con quasi centomila abitanti, dove le strade che permettono una viabilità decente con circolazione doppia in entrambi i sensi sono praticamente nulle, dove purtroppo si sà che i servizi pubblici vengono usati poco e niente perchè è abitudine della nostra città circolare in auto, parcheggiare vicino ai posti che interessano e fare meno strada a piedi possibile per raggiungere il centro, ci inventiamo un filobus, che non farà altro che creare disguidi, code e malfunzionamenti. Il bello arriverà a settembre, con la riapertura delle scuole e con un affluenza di traffico a prima mattina e all'ora di pranzo assurdo, dove il filobus non farà altro che intralciare e creare lunghe attese di coda. Le poche strade larghe che avevamo sono state rimpicciolite con le rotonde, altra genialata che non fà altro che creare disguidi visto che il 90 percento degli automobilisti non hanno ancora capito le regole della precedenza nell'immettersi in esse. Per non parlare dello scempio visivo dei pali, fili e via dicendo che tutti ciò ha creato. E' stato creato un servizio inutile, senza senso, quei soldi potevano tranquillamente essere utilizzati per aggiustare le strade ( che sono in condizioni disumane,piene di buche e dissestate), e non a creare un servizio che sarà un flop dal primo momento.

  • Avatar anonimo di Mauro V
    Mauro V

    Vedere la mia bella città sfregiata da questo ammasso di piloni mi da l'angoscia. Il vecchio sindaco con l'approvazione di questo progetto ha perso tutta la mia stima che si era guadagnata in passato per aver abbellito Lecce. Credo che per tutte le scelte amministrative che una giunta prende ci sia sempre dietro un discorso d'interessi che vanno altre la logica del miglior risultato minimo sforzo, tanto non son soldi loro chi paga son solo e sempre i cittadini. In questo caso, ed è sotto gli occhi di tutte le persone che hanno un minimo di mente critica e razionale, sono stati spesi un botto di soldi per avere un servizio che di fatto non dà nessun vantaggio in più rispetto a quello che si poteva ottenere potenziando la città di autobus non inquinanti. Aggiungiamo anche le spese di manutenzione che dovrà affrontare il comune per mantenere funzionante la linea di fili che squarcia il cielo della città... e io pago...

  • Gentili Sig., Tutto questo litigare rispetto ad un'insfrastruttura di trasporto a Lecce non è nuova. Per chi conoscesse veramente Lecce dovrebbe sapere che la Nostra ha già vissuto esattamente un secolo fa gli stessi patemi e polemiche riguardo un sistema di trasporto collettivo elettrico: Il tram del mare. Ebbene si, per oltre 30 anni, i primi del secolo scorso, Lecce si è fregiata della linea di tram più lunga d'Italia che da Piazza Sant'Oronzo portava il popolino e i nobili leccesi sino a San Cataldo. Anche allora i manicheimi e le dicotomie si concretizzarono in pro Tram e contro Tram. Anche allora tra le ditte appaltatrici ( costruzione, messa in servizio e gestione) vi erano come oggi degli stranieri ( Tedeschi allora, Olandesi oggi), e non l'Ansaldo che non c'entra nulla con questo progetto. Anche allora ma molto più di oggi lo "scempio" ambientale fu tale come direbbero molti oggi nel 2007, da attirittura piazzare delle linee ferrate sui basoli antichi del centro. Mio bisnonno che allora era direttore di un quotidiano cittadino "il Tempo" riporta Le cronoche delle polemiche di allora in consiglio comunale e anche fuori. (NB per chi volesse posso fornire copia di alcuni articoli). Poi arrivò il fascismo e per ridare ordine e pulizia alla bella città di Lecce e restituirLe candore e armonia ordino' lo smontaggio del tram leccese e pali e linee ferrate furono portater via per sempre da Lecce. Non le polemiche che sono rimaste celate sino all'arrivo del filobus nel nuovo secolo. Qualche anno fa, vi fu, una bella mostra al Castello Carlo V di Lecce sul Tram del mare e su internet per chi volesse si possono travare molte info, http://scienzasalento.unile.it/tramdelmare/tramway/tram1.htm Infine un appunto da Leccese, domiciliato fuori Italia, ma con residenze ancora nei pressi del Tribunale, come qualcuno citava, il filobus non da alcun fastidio visivo preferisco i pali nero antico ai verdini e grigino di altri pali cittadini. Non posso tollerare invece e sarebbe bello che la stessa energia retorica fosse utilizzata dai tanti pro e contro filobus contro il vero scandalo di graffiti e taggers che deturpano i monumenti leccesi e persino i pannelli con le cartine della città. Le mura all'entrata di Lecce rassicuro il ns amico San Remese fino ad oggi mostrano solo capperi e deterpazione, ne riparliamo quando, e se, saranno restaurate. Saluti,

  • Avatar anonimo di Cesare De Carlo
    Cesare De Carlo

    Sig. Sergio, non so da dove lei abbia preso i dati per fare simili affermazioni sulla "decadenza" del filobus. Se si fosse informato meglio e meno frettolosamente avrebbe potuto apprendere che quello che sta per iniziare sarà un autunno storico per le filovie italiane. A Napoli stanno per concludersi i lavoro per le nuove linee urbane, mentre a Roma hanno reintrodotto la "bifilare" dopo essersi pentiti per averla sospesa. Così come a Genova, ad Ancona e a Chieti il servizio è tornato dopo due anni di forzata assenza. Per non parlare poi di città come Avellino, Genova e Bologna (dove le linee raddoppiano) della stessa Lecce, di Modena , Savona, Pescara, Pomezia ecc. dove gli impianti sono in via di realizzazione. A Roma, a quarant'anni dalla sua scomparsa, se hanno deciso di reintrodurre il filobus, qualche vantaggio pure ci sara. O no? A lei l'ardua sentenza! Cordialmente Cesare De Carlo

  • é bene che sappia il sig. De Carlo che i tempi sono ormai finiti anche per il suo tanto amato filobus "orrendo trabiccolo appertenuto al passato" e non solo per le carrozze.....

  • Avatar anonimo di Pino Sparro
    Pino Sparro

    ...che sono orrendi, che lecce è stata devastata! non solo dobbiamo subire una scelta, così fondamentale, presa senza ascoltare in nessun modo i cittadini, ma che poi dobbiamo fare pure fare finta di niente e minimizzare...beh mi sembra assurdo. che cavolo c'entra la salvaguardia dell'ambiente? erano state proposte al comune altre soluzioni non inquinanti, ha riferito la stampa, ma non sono state accolte. perchè? perchè i pali sono così numerosi? non mi meraviglierei se domani scoprissimo che l'ansaldo o chi per essa aveva necessità di collocare da qualche parte questo numero incredibile di pali ! non mi meraviglierei insomma se succedesse come per la lupiae: chi informa correttamente è preso in giro ed insultato e poi... tanto i cittadini hanno la memoria corta, no?

  • Avatar anonimo di Gabriele Mariano
    Gabriele Mariano

    questo dibattito sui pali inizia a stancare, siamo tutti d'accordo "SONO BRUTTI" ma se(e sottolineo il se) il filobus dovesse dovesse contribuire a rendere salubre l'aria che respiriamo ven vengano anche i brutti pali. Ma il filobus deve viaggiare elettricamente su tutto il percorso e non, come è previsto, con trazione a gasolio sul viale dell'Università. se risolverà il problema ambiente ben venga altrimenti se il filobus fallirà chiederemo ai politici ideatori il rimborso di quanto speso. Gabriele Mariano

  • Avatar anonimo di Cesare De Carlo
    Cesare De Carlo

    Egregio sig. Maddalo, se esistono i sostenitori del filobus a tutti i costi (e non è vero leggendo qualche altro commento) vedo, con rammarico, che esistono anche i denigratori a tutti i costi che sono poi i più temibili in quanto sono solo distruttivi e non lasciano margini a nessuna speranza a differenza dei primi. Cordialmente Cesare De Carlo

  • Avatar anonimo di Daniele Maddalo
    Daniele Maddalo

    Da cittadino leccese che viaggia posso dire di comprendere il valore di mezzi pubblici efficienti. Sono altresì convinto che l'amministrazione dovesse intervenire sul problema traffico con decisioni non temporanee. Il livello di smog in città è da tempo a livelli più che preoccupanti, come risulta dalle centraline di rilevazione. Tutto questo però non esime chi ci amministra dal chiederci se, come cittadini, accettiamo una soluzione, se soluzione sarà, che abbia un così forte impatto ambientale. La nostra città è cambiata per sempre e non ci è stato chiesto se lo volevamo. A tutt'oggi non avevo ancora sentito un solo leccese esprimersi positivamente sulla nuova rete filoviaria. Del resto perchè stupirsi, esistono gli adoratori di satana, perchè non dovremmo avere i sostenitori del filobus a tutti i costi. grazie daniele maddalo

  • Sono di Sanremo, vivo a Milano, turista a Lecce da 10 anni. Ho apprezzato in questi anni il netto miglioramento della città di Lecce, ho ammirato lo sforzo dell'amministrazione per rendere ancora più bella una città già magica per natura, ma i pali sono troppi! Non critico il progetto filobus, essendo cresciuto tra tram, metropolitane e filobus appunto. Ma non riesco a tollerare che arrivando da Brindisi ad accogliermi ci sia una enorme torta con uno sproposito di candeline e non più il suggestivo scenario delle antiche mura della città. I pali, enormi monoliti neri, sono troppi e troppo vicini. Non ci vuole una laurea in ingegneria per capire come triangolare i fili o iscriverli in una curva. A volte basta approfittare dello stesso palo per reggere due mensole sulle quali appendere i fili e non mettere due pali a 20cm l'uno dall'altro. L'ambizioso progetto del filobus avrebbe suscitato solo qualche mormorio da bar se non fosse stata così evidente la totale mancanza di rispetto del bene principale di Lecce, la sua bellezza architettonica, il suo splendore barocco. Ora dovrò fare lo slalom tra i pali con lo sguardo per continuare a vedere i magnifici palazzi restaurati e spero con tutto il cuore di vedere stracolmi di passeggeri, come a Milano nelle ore di punta, i filobus nel centro storico di Lecce, in modo da giustificare una tale anomalia amministrativa. Mi sono chiesto, sin dalla presentazione del progetto, se non fosse stato meglio sviluppare la rete filoviare su tratte extraurbane e favorire la circolazione urbana dei nuovi mezzi appena comprati. A mio avviso, l'impatto ambientale dei pali sulla Lecce-S. Cataldo ad esempio sarebbe stato meno disarmante. Ma noi italiani, non solo i salentini, siamo abituati a subire e sono convinto che ci abitueremo a contare i pali mentre saremo in coda cercando di superare un filobus in sosta perché ha scarrucolato, ossia le aste si sono sganciate dai fili. Con un po' di tristezza e molta amarezza, Francesco

  • Avatar anonimo di Luisa Cotardo
    Luisa Cotardo

    Gentile lettore, le campagne elettorali non hanno mai suscitato il mio interesse, chi le porta avanti ha abbastanza soldi per fare da sé. Il mio commento ad un progetto come il filobus a Lecce sarebbe andato a qualunque orientamento politico. Non importa la corrente, lo stemma, il colore. Il commento è all'operato. Alle cose che si fanno, soprattutto se si fanno per la comunità, come si dice. Se trova anacronistico o nostalgico ricordare un "prima", quello che penso è che è questo proprio quello che chi fa le cose si aspetta. Che si dimentichi, e quanto prima, il prima. Credo come lei che si dovrebbe amare di più la bici. Credo come lei che esistano grandi problemi come la disoccupazione, o la droga. Ma non è di questo che stiamo parlando. Né, tanto meno, le sofferenze altrui si possono quantificare. È peccato perfino pensare ad una loro classificazione. Quello che penso è che le cose si possono fare in maniera diversa, guardando a chi le cose le ha fatte prima. Per esempio, lei si chiede se nelle altre città con filobus la gente soffre come quelli che hanno dimostrato disappunto. Peccato che qualcuno pensa e non dorme. E dice. Posso dirle che a Sanremo, città storica per il filobus, è stata la prima in Italia. Ma anche a Genova, a Milano non hanno adottato il sistema adottato a Lecce. I pali sono troppi. Troppo fitti. E con una circonferenza esagerata. Fuori luogo. Che deturpano parte dello scenario. Non conosco i motivi di questa scelta, so che hanno mutato il volto della città dove sono nata, e lo hanno mutato per sempre. Non ho mai visto le carrozze, né pretendo che i fili di alimentazione siano mantenuti da angioletti, ma sono grande abbastanza per ricordare una Lecce bella e romantica. Pensante, artistica. Mi piace sapere che sia cambiata e che stia mutando, ma conservando il suo cuore. Negli ultimi anni è diventata poi, se possibile, ancora più bella. È per questo che ho la sensazione che ora il capolavoro, la Gioconda, abbia i baffi. Io ricordo. Mi ricordo le strade di Lecce ed il cielo libero. E figure magiche passeggiare, anche, per quelle strade. Come Edoardo De Candia, che i cieli li dipingeva, e liberi: "Dammi un bacio, dammi un bacio", chiedeva alle ragazze. Le chiedo scusa se ricordo. Auguri a lei, ai suoi figli. Cordialmente. Luisa Cotardo

  • Avatar anonimo di G. V.
    G. V.

    Ieri dopo aver letto l'articolo mi sono detta che sono d'accordo con il signore. Io non sono nè a favore nè contro i pali.Non sono di Lecce ma ormai sono residente da qualche anno e rimango scandalizzata dall'abitudine che c'è a Lecce di prendere la macchina per spostarsi anche da un angolo all'altro del marciapiede. Ed infatti gli autobus sono vuoti. Tutti hanno la scusa che gli autobus non rispettano le corse. Io tutte le volte che ho preso l'autobus o sono stata estremamente fortunata o hanno funzionato alla perfezione perchè i tempi di attesa sono stati praticamente nulli. Certo, andrebbero magari potenziate le corse, aumentate le fermate, sistemate le panchine per le soste, creare ogni tanto dei punti con servizi però alla fine a me personalmente abituata alla mia città in cui molta molta gente prende l'autobus tant'è che a volte c'è da stare quasi in bilico sui gradini (altro eccesso in negativo pre certi versi), non mi sembra vero di salire sull'autobus e di potermi sedere!!!!!Non sono di destra, anzi, ma questa questione dei pali mi sembra stia diventando stucchevole per quella brutta abitudine tutta italiana di protestare a prescindere. Aspettiamo per vedere come vanno le cose quando partirà il servizio e solo dopo potremmo dare un giudizio. Tanto ormai i soldi sono stati spesi.Personalmente se il servizio funzionerà sarò ben lieta di usufruirne (pur abitando in periferia).E per la giornalista che ha scritto l'articolo: il cielo di Lecce è blu e meraviglioso anche attraverso i pali (che non sono in tutta la città)ed inoltre non è necessario andare nel centro storico per poterlo osservare. Cordiali saluti

  • Avatar anonimo di Andre Ingu
    Andre Ingu

    Siena: città del palio Lecce: citta dei pali ho detto tutto

  • prima delle votazioni, si era ancora in tempo a chiedere scusa alla citta' ed ammettere che il progetto del filobus era troppo invasivo e deturpante, ma leggendo quest'articolo non ci rimane da dire........ogni cittadino ha i pali che si merita.

  • Avatar anonimo di Giuseppe Rizzo
    Giuseppe Rizzo

    Rimango attonito nel leggere il commento a favore dei "pali" da parte di un moderno lettore. Sono a Lecce ed ho verificato di persona quanto mi avevano riferito parenti ed amici. E' stato compiuto uno scempio ambientale immenso, con complicazioni sulla mobilita' incredibili per chi da tempo vive nelle vicinanze del Tribunale. Se si voleva decongestianare il traffico, bastava fare delle semplici corsie prefenziali, magari con cordoli per il servizio pubblico.Se si vuole combattere lo smog esistono i bus elettrici o a metano. Ma non si violenta cosi' una citta' d'arte. In una citta civile, i cittadini avrebbero punito gli amministratori responsabili di disastro ambientale. Ma come leggo, questi signori vengono perfino eloggiati per le moderne iniziative. Povera Lecce mia

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