Melendugno: "Basta acqua rossa, promesse mai mantenute"

Il comitato continua a portare avanti la sua battaglia per risolvere il problema dell'acqua non potabile e punta il dito anche verso i politici locali: "Da destra a sinistra non s'è mosso nessuno"

A Melendugno continuano le proteste per l'acqua rossa. Una situazione a dir poco inverosimile e che ancora non s'è risolta. "Risale all'inizio dell'estate 2007 la clamorosa notizia dell'Aato Puglia che autorizzava 1.540.000 euro per interventi di Aqp sulle vecchie condutture idriche di Melendugno e su quelle in cemento-amianto delle marine di San Foca e Torre dell'Orso", ricorda Franco Candido, coordinatore del comitato No Acqua Rossa di Melendugno. "E' fuor di dubbio - prosegue - che tale risultato sia stata una grande vittoria del Comitato no-acquarossa che, pur se minuscolo per mezzi e numero di attivisti, è riuscito a smuovere un colosso gigantesco come l'Acquedotto pugliese e a far assumere, a tutti i livelli, impegni seri e importanti fino alla quantificazione di grosse somme".

"Intanto sono passati quattro mesi e nulla si è mosso all'orizzonte, nonostante le promesse di alcune autorità cittadine", prosegue Candido. "Sempre più frequentemente la gente ci chiede: ‘Caro Comitato: ma chi vi ha dato certe notizie? Siete sicuri che non vi abbiano presi in giro?' Francamente, il dubbio è venuto anche a noi. Speriamo che abbiano detto la verità per una volta, ma nel frattempo ci domandiamo: come mai non sono iniziati i lavori? Possibile che Aqp, la Regione Puglia (azionista di maggioranza dell'Acquedotto pugliese) e i politici locali (in maggioranza al Comune e alla Regione) non si rendano conto dell'urgenza che riveste il problema acqua potabile a Melendugno? E' normale che enti tanto importanti per la salute dei cittadini, si rendano protagonisti di atteggiamenti così poco attenti alle richieste di acqua salubre e pulita che vengono da migliaia di utenti? Come mai le bollette per acqua e fognatura non sono state dimezzate, come era stato chiesto, malgrado la scarsissima qualità di acqua rossastra che viene spesso erogata, all'improvviso, nel comune di Melendugno? Perché i politici locali non si impegnano in tal senso? Perché i politici comunali e regionali adottano la politica del "prendi il voto e scappa" invece di tentare, almeno per salvare la faccia, di risolvere i problemi dei melendugnesi, soprattutto quelli riguardanti la salute pubblica?"

Tutta una serie di domande ancora insolute, secondo Candido. "Il Comitato no-acquarossa non vuole essere polemico giusto per il gusto di esserlo - ricorda -, ma intende invitare alla riflessione quanti a tutti i livelli (in primo luogo politici di qualsiasi colore e autorità pubbliche), hanno il compito di tutelare i diritti fondamentali dei cittadini, garantiti dalla Costituzione italiana. Non è concepibile in uno Stato di diritto come quello italiano, infatti, che il diritto alla salute di migliaia di persone venga calpestato e vilipeso oltre il limite della decenza. E' ovvio che davanti all'atteggiamento pervicacemente passivo e tracotante degli enti competenti non potrà che corrispondere l'azione dei cittadini-utenti che, a breve, si organizzeranno per contestare in massa qualsiasi pagamento venga addebitato dall'acquedotto pugliese alla popolazione. Questo potrà avvenire perché siamo già, praticamente, in presenza del mancato rispetto da parte dell'Acquedotto, del contratto di fornitura sottoscritto tra Aqp e i cittadini-utenti che impone sempre e comunque la fornitura di acqua potabile salubre e pulita, inodore, incolore e insapore".

"Tutti i cittadini devono sapere - prosegue - che per legge tutta l'acqua che arriva nelle loro case deve essere necessariamente potabile altrimenti non può essere erogata, se ciò non avviene i cittadini hanno il diritto di ribellarsi e di contestare le bollette (magari rivolgendosi alla Federconsumatori locale) e pretendere di avere un servizio efficiente, così come efficiente è lo stipendio che viene erogato con le tasse pagate dai cittadini a tutti i dirigenti e ai dipendenti Aqp, oltre che a tutti gli altri politici che non muovono un dito per aiutare i melendugnesi. Dopo le denunce ai carabinieri, quindi, dopo le prime contestazioni delle fatture, dopo le due petizioni all'Unione europea, i melendugnesi non sanno più a chi rivolgersi. L'Aqp continua a fare orecchio da mercante e ad incassare milioni di euro per acqua che nessuno consuma e che rischia di compromettere la salute dei cittadini".

"Tranne qualche giornale come: La Gazzetta del Mezzogiorno, il Nuovo quotidiano di Puglia, Il Gallo e Lecceprima (online), Città Magazine, Euromediterraneo, Canale Otto, Telenorba e TeleRama, gli organi di stampa e la TV, timorosi, non osano sfidare il potente Acquedotto pugliese. E' per questo che alcuni cittadini melendugnesi - dice ancora Candido - si sono rivolti ad internet ed hanno creato un sito (http://www.comitatonoacquarossa.it) perché sperano che diffondendo al massimo le immagini dell'acqua rossa possano indurre i dirigenti AQP e i politici pugliesi a vergognarsi e ad intervenire. E' chiaro, tuttavia, che se l'azione del comitato non verrà supportata da un gran numero di concittadini, non si avrà la sensazione che i melendugnesi si sono veramente stancati di ricevere acqua rossa nelle loro case e né i dirigenti Aqp, né i politici si preoccuperanno più di tanto di intervenire".

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