A Vicenza 3 volte Tir e il Lecce archivia il campionato

Una splendida tripletta di Tiribocchi regala ai salentini la vittoria in Veneto di fronte all'ex Gregucci. E ora si guarda al futuro

Vicenza-Lecce 1-3
Reti: Tiribocchi (L) al 14' del p.t., Padoin (V) al 27' del p.t., Tiribocchi (L) al 10' del s.t., Tiribocchi (L) al 44' del s.t.

Non che vi fossero dubbi, è chiaro. Mancava solo il sigillo dell'algebra. Ed ora c'è anche quello. Il Lecce di Vicenza è un tre per tre inarrestabile, che vuole voltare subito la pagina Spezia, brutta parentesi di un finale di campionato più o meno brillante. Ecco allora tre preziosismi di Tiribocchi, ed ecco tre punti in tasca per archiviare la stagione con la salvezza certa e proseguire sulla strada della costruzione di un nuovo cammino. L'infinita stagione delle luci e delle ombre, si dirà, delle tensioni fra tifoseria e società, del "caso Zeman", della formazione imbarazzata e imbarazzante del derby d'andata, ricostruita dopo la disfatta con nuovi innesti, dell'impronta data da Papadopulo. Che proprio a Vicenza gioca a scacchi con il futuro e disegna una squadra di giovani e meno giovani, sperimentando il Lecce che verrà.

Fra i pali va Rosati, che ancora una volta ci mette tanto del suo, specie nel primo tempo, l'unico veramente disputato dal Vicenza dell'ex Gregucci (discreto il centrocampo, impresentabile la difesa). I tre difensivi sono Polenghi, al rientro, Diamoutene e Schiavi. A centrocampo, rivoluzione sulla fascia destra: laddove solitamente si vedono Tesser o Vascak, oggi va Munari, che però fatica nel nuovo ruolo e fa vedere le cose migliori quando ritorna in mezzo. Ma il test serve anche per provare a centrocampo le geometrie del giovanissimo Diarra, che parte titolare accanto al regista Zanchetta e a Vives; sulla sinistra, il solito Giuliatto; in attacco un Tiribocchi strepitoso ed un Osvaldo mobilissimo, in giornata di grazia nelle vesti di assist-man, un po' meno fortunato nelle conclusioni a rete: oggi gli manca davvero solo il gol. Una curiosità: in panchina Papadopulo porta il brasiliano Angelo, che si aggrega al gruppo dopo il bruttissimo infortunio che gli ha fatto saltare tutta la stagione da gennaio in poi (per lui, ricostruzione dei legamenti del ginocchio).

Il Vicenza non naviga in acque limpidissime, anche se la sua posizione di classifica è migliore di tante compagini annaspanti, così decide che deve fare un boccone del Lecce e dare slancio alla propria posizione. E dopo dieci minuti di studio, l'intramontabile Schwoch manda chiari segnali di fumo a Rosati, in forma di perfido pallonetto che il portiere giallorosso respinge in corner a mano aperta dopo un'impennata verso il cielo. Ma intanto il Lecce ha un Osvaldo in più nel motore, e dopo qualche tentativo personale (tiri a lato e serpentine in area), al 14' serve dalla distanza Tiribocchi. Il bomber è voltato di spalle rispetto alla porta difesa da Zancopè, e coperto da un avversario, ma siccome è uno che vede la porta anche con la nuca, improvvisa un tiro al volo a giro facendo terminare il viaggio della palla sotto l'incrocio dei pali. Gol spettacolare e Vicenza avvisato. Oggi, niente sconti.

Così i veneti si lanciano all'arrembaggio e Foti, al 19', serve Nastos nel cuore dell'area giallorossa: tiro forte e teso, Rosati si supera in tuffo e spedisce in corner. Ma la ricerca spasmodica del gol viene premiata al 27', quando Padoin improvvisa un blitz nell'area piccola, con la retroguardia salentina colta di sorpresa, dopo una corta respinta di testa di Munari, e insacca alle spalle di Rosati. Si va al pareggio ed è una lotta fra teste: prima una bordata di Diamoutene su corner di Giuliatto con palla che sorvola di poco la traversa (29'), poi (31') schiacciata di Schwoch su cross pennellato da destra da Martinelli, con il felino Rosati sempre pronto. Sul finale, da registrare uno scambio nello stretto fra Schwoch e Padoin, con nuovo intervento dell'estremo difensore salentino. Quindi tutti negli spogliatoi. E nella ripresa sarà tutta un'altra storia: il Vicenza scomparirà, il Lecce deciderà di chiudere la pratica prima di finire ancora una volta come un pesce lesso: Spezia docet.

E infatti, dopo appena tre minuti dal fischio di Ciampi di Roma, il Tir incrocia con Osvaldo, il quale si ritrova a tu per tu con Zancopè che sul pallonetto ci mette una mano e salva in extremis. Un mezzo miracolo, sicuramente, anche se non potrebbe nulla all'8', quando l'argentino ne inventa una di quelle clamorose: si lancia in spaccata al volo su uno spiovente dal fondo, colpendo la palla di esterno destro; più che un tiro, una mossa da karateka, che imprime alla sfera un effetto strano, facendola sorvolare tutto lo specchio, per poi spegnersi di poco oltre l'incrocio sinistro dei pali. Graziato la prima, graziato la seconda, alla terza però Zancopè va al tappeto. Osvaldo, sempre lui, vince un contrasto con Rigoni e serve Tiribocchi al volo, che lascia partire un destro violento che piega letteralmente la mano sinistra del portiere proteso in tuffo. E' il raddoppio del Lecce, che spezza le ali al Vicenza e lascia la formazione di Gregucci tramortita a guadare le stelle. Tanto che al 13' i salentini potrebbero dilagare. Tiribocchi prova a ricambiare i due assist di Osvaldo, fornendogli il passaggio finale per una conclusione micidiale, con pallone che si stampa clamorosamente sull'incrocio dei pali per poi rimbalzare in campo, essere ripresa ancora una volta di testa da Osvaldo e finire al lato di un niente. E questa si chiama, tout court, sfiga. Ma di quella nera.

Ma intanto la foga del Lecce è inesauribile, il Vicenza è una barca senza timone in balia della tempesta: Munari spara da fuori, Zancopè respinge in angolo (14'), Osvaldo parte in contropiede e minaccia la porta con un rasoterra di poco fuori (17'). E intanto cominciano i cambi: nel Lecce Vascak prende il posto di Vives e prende posizione sulla fascia destra, Munari si sposta al centro. I vicentini provano a farsi rivedere ed al 27' Cavalli, un nuovo entrato, grazie ad un lancio al volo si ritrova solissimo in area giallorossa, ma invece di controllare, prova un tiraccio destinato alla volta celeste. E intanto Papadopulo richiama Osvaldo, stremato, e inserisce il fantasista Valdes, ma la palla buona capita sulla testa di un difensore, Polenghi che raccoglie un angolo e da meno di un metro incorna con forza: Zancopè compie un prodigio soprannaturale, vola sotto la traversa e spedisce fuori con la mano.

E' la premessa di un rocambolesco finale, degno di un thriller: Vailatti, che ha da poco sostituito Raimondi, prova ad accendere l'ultima miccia vicentina. Il suo sinistro è velenoso, la palla assume una traiettoria bizzarra, s'incurva e si schianta sul palo destro della porta difesa da Rosati, per poi rimbalzare nuovamente in campo; l'azione prosegue e s'innesca un micidiale capovolgimento di fronte, concluso dal Tir con un rasoterra di piatto destro che pone il terzo sigillo personale alla gara. Nulla di nuovo sotto il sole: per l'attaccante romano è la seconda tripletta stagionale esterna, dopo quella inferta al Crotone.

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