Arbitri e mercato, la serie A e il nodo dello stadio: il punto del presidente del Lecce

Saverio Sticchi Damiani ha affrontato tutti i temi di maggiore attualità, dall'ultima partita di Brescia ai progetti futuri: "Prima il Padova, poi parliamo di obiettivi più ambiziosi"

Sticchi Damiani con Liguori e Meluso.

LECCE – Il presidente dell’Us Lecce, Saverio Sticchi Damiani, ha fatto il punto della situazione nel corso di una conferenza stampa al Via del Mare: dall’arbitraggio di Fourneau nella gara di Brescia, all’importanza del prossimo match, contro il Padova; dall’analisi del campionato fino ad oggi agli obiettivi per la seconda parte del torneo; dalla finestra di mercato e dalle immancabili voci su possibili trasferimenti all’agibilità dello stadio, il numero uno del club di via Costadura ha provato a tracciare la rotta, chiarire dubbi, smentire ricostruzioni.

L’arbitraggio di Brescia-Lecce

Sticchi Damiani per la prima volta non ha seguito la squadra in trasferta, ma ha visto la partita in televisione: “Abbiamo fatto una grossa prestazione, ma ci siamo chiusi troppo negli ultimi minuti. L’arbitraggio ci ha danneggiato e mi riferisco all’episodio della mancata espulsione di Tonali”. Il presidente ha voluto rassicurare i tifosi, spiegando loro che il Lecce si fa sentire nei modi e nelle sedi opportune: “Dopo Pescara-Lecce ho avuto una discussione accesa con il designatore, che era presente: in quel faccia a faccia mi spiegò che la valutazione data all’arbitro era eccellente e che anche il secondo giallo per Meccariello era stato sacrosanto. Penso oggi a quel giudizio e non mi ci ritrovo perché il fallo di Tonali non poteva dare adito a nessuna interpretazione. Non cerchiamo alibi, non faremo piazzate, ma le cose vanno dette”.

“Campionato straordinario”

Fatta la doverosa premessa, il presidente si è soffermato sulla valutazione di medio periodo: “Abbiamo fatto un campionato straordinario, al di sopra di ogni aspettativa, frutto del lavoro del direttore sportivo Meluso prima e dell’allenatore Liverani poi. Domenica con il Padova avremo un doppio match point: uno per ipotecare la salvezza, l’altro per ragionamenti più ambiziosi rispetto ai quali non ci tiriamo indietro. Non sventoliamo altri obiettivi perché non sarebbe serio farlo ora, ma qualora ci fosse anche una possibilità su cento di lottare per la promozione, sarebbe da pazzi non provarci”.

Sticchi Damiani, rispondendo poi a una domanda, ha confermato che il salto di categoria porterebbe nelle casse una trentina di milioni di euro, mentre una retrocessione in serie B comporta come “paracadute” una ventina di milioni. Insomma, la serie A vale comunque una marea di soldi e pensare che qualcuno non voglia arrivare così in alto – come pure si sente dire nel solito sottobosco dei social – è semplicemente privo di razionalità. Il presidente ha spiegato inoltre che i soci stanno sostenendo sforzi importanti per tenere alta l’asticella: da una parte fanno fronte alla terza fidejussione stagionale (2 milioni di euro), dall’altra hanno già ripianato il disavanzo di circa 5 milioni di euro del bilancio che va in approvazione a fine anno.

“Mancosu per noi non è sul mercato”

Sulle voci di mercato Sticchi Damiani è stato molto chiaro: “Mancosu è molto attaccato al Lecce, ce lo ha dimostrato con i fatti. Non so chi abbia deciso di metterlo in mezzo, ma non credo sia una strategia che faccia bene al ragazzo. Per noi non è sul mercato, nessuno ci ha contattato. Ci vogliono due condizioni perché se ne possa parlare: la prima è che sia lui, davanti a un’occasione irripetibile, a chiedercelo e non ci sarebbe nulla di male; la seconda è che si dovrà sedere con noi chiunque lo voglia: il suo contratto scade nel 2020”. Sul punto il presidente ha rivelato che per Mancosu, come per altri calciatori, è stata inserita una clausola che prevede la rescissione automatica, ma solo in caso di retrocessione in C: questo per una misura prudenziale, al fine di non gravare il club di contratti molto onerosi.

Più in generale Sticchi Damiani ha precisato che il “gruppo va preservato. È irrispettoso verso questa squadra parlare di cinque, sei rinforzi. Abbiamo già stabilito che, al momento opportuno, potremo attivarci per innesti mirati che innalzino la qualità complessiva”. Molto più movimentato, si spera, sarà invece il mercato in uscita: si cercherà di dare adeguata collocazione a tutti coloro che ambiscono a giocare con continuità e ai calciatori che, per varie ragioni, sono ai margini del gruppo.

Il contenzioso con Padalino e la questione stadio

Il presidente ha rivelato anche l’esistenza di un contenzioso con Padalino. Il tecnico, esonerato nell'aprile del 2017, era legato al Lecce anche per la scorsa stagione, per la quale è stato regolarmente retribuito, mentre per il restante periodo, da giugno a dicembre, sarà il Collegio arbitrale a pronunciarsi: secondo il club, il rinnovo automatico  previsto in caso di promozione in serie B, possa ritenersi applicabile anche in caso quell’allenatore sia stato allontanano nell’anno precedente la salto di categoria. La questione è comunque circoscritta agli ultimi sei mesi, dato che proprio oggi Padalino è stato ufficialmente annunciato come tecnico del Foggia: in vista di questo accordo, nei giorni scorsi aveva inviato al club giallorosso la necessaria comunicazione per la rescissione.

Per quanto riguarda lo stadio, gravato da carenze strutturali oramai molto serie, Sticchi Damiani ha fatto riferimento alla riunione che c’è stata questa mattina in prefettura. Appurato che l’agibilità della Tribuna Est non potrà essere prorogata oltre il 2019 e che il Comune non dispone delle notevoli risorse necessarie per intervenire in maniera definitiva, si sta facendo strada l’ipotesi di un intervento del Credito Sportivo Italiano, che avrebbe già manifestato il suo interesse. Un sopralluogo nella struttura è previsto a breve, ma il presidente non è voluto andare oltre rinviando di qualche settimana l’approfondimento.

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