Il Brescia vince al 92' e supera il Lecce. Sulla gara pesa un errore grave dell'arbitro

Giallorossi in vantaggio con La Mantia al 25', ma nella ripresa Donnarumma in apertura e Gastadello in chiusura ribaltano le sorti del match. Al 22' però Fourneau risparmia a Tonali una meritata espulsione

Liverani si dirige a fine gara verso l'arbitro per lamentarsi della mancata espulsione di Tonali.

LECCE – Nell’ultimo dei tre minuti di recupero concessi, il Brescia trova con Gastaldello la zampata vincente per avere la meglio sul Lecce, passato in vantaggio nel primo tempo con La Mantia e poi raggiunto a inizio ripresa da Donnarumma.

I lombardi hanno confermato di essere una squadra dotata di un tasso tecnico importante, di un gioco efficace, di una personalità che si rivela su ogni pallone conteso. Aver cercato la vittoria fino all’ultimo istante è il miglior merito della squadra di Corini che balza al secondo posto dietro il Palermo e proprio davanti ai salentini, terzi insieme al Pescara che lunedì sera gioca a Verona.

Detto questo bisogna dire e sottolineare che l’arbitraggio di Fourneau si è rivelato decisivo per far pendere le sorti della gara dalla parte del Brescia. Al 22’ Tonali, ammonito un minuto prima trattenuta, commette un fallo che in tutte le categorie federali non può che essere sanzionato con l’ammonizione, tanto è evidente e anche pericoloso. L'arbitro fischia la punizione, ma non sembra prendere provvedimenti ulteriori; ne nasce un parapiglia che si conclude con il cartellino, sventolato in faccia a Gastaldello e Lucioni, che diventa lo specchietto per le allodole di un direttore di gara incapace di prendere con serenità una decisione tutto sommato automatica. Come se Tonali fosse un dio del calcio e il Rigamonti il suo sacro tempio, Fourneau si dimostra nell'occasione privo di quel briciolo di autorevolezza che serviva e deroga al regolamento oltre che al buon senso lasciando in campo il regista del Brescia. 

Sugli sviluppi di quella punizione il Lecce va in vantaggio: Mancosu, dopo un primo tentativo in porta respinto, serve Bovo che tira molto bene di sinistro costringendo Alfonso a smanacciare sull'accorrente La Mantia che non ha alcuna difficoltà a segnare. Per il Brescia è una mazzata, ma i padroni di casa restano in undici e da quel momento in avanti non perdono occasione per contestare tutte le decisioni loro sfavorevoli, mentre Corini, molto più invasato di quando giocava, si concede anche plateali proteste senza per questo essere espulso.  Nemmeno gli assistenti Colarossi e Muto sembrano immuni da responsabilità: da rivedere la posizione di Donnarumma sul gol dell’1 a 1, in un'azione molto simile a quella del vantaggio leccese, ma anche quella di Scavone, autore dell'assist per Mancosu che aveva poi superato Alfonso, al minuto 57: giudicata regolare la prima, non buona la seconda.

Al Lecce si può rimproverare un atteggiamento attendista che da una parte ha consegnato il pallino del gioco comunque nelle mani del Brescia, alimentando la sensazione delle rondinelle di potercela fare, e dall’altra non è stato bilanciato dalla solita efficace capacità di ripartenza: almeno quattro o cinque ribaltamenti interessanti del gioco non sono stati concretizzati a dovere e quasi sempre l'aggressività dei lombardi ha disturbato la linearità delle risalite dei salentini.

A conti fatti, però, il possesso palla del Brescia non si è tradotto in un tiro al bersaglio: Vigorito non vanta parate memorabili, Alfonso solo un paio di respinte. Il Brescia ha costruito meglio e con più continuità, giovandosi di una manovra incisiva tanto per vie centrali quanto sulle fasce, ma il Lecce non ha mai sbandato davvero, è stato spesso in apprensione ma ha retto generalmente con ordine e attenzione. Il cedimento è avvenuto solo nei minuti finali: non riuscendo più a risalire il campo, i giallorossi hanno concesso agli avversari la possibilità di provarci fino in fondo e dopo due corner è arrivato il gol partita: Bisoli anticipa di testa un esausto La Mantia e allunga sul secondo palo dove Gasteldello, indisturbato, insacca.

La squadra di Liverani non esce ridimensionata dal match, per nulla: la sensazione è però, avvertita anche dopo la partita col Perugia, che serva un ulteriore sforzo se si vuole il definitivo salto di qualità. Non era certo la promozione l’obiettivo dei giallorossi e l’attuale classifica rimane un lusso tutto da godere, ma il campionato fatto fino a questo momento dice che il Lecce ha già l’impianto per rimanere molto competitivo fino all’ultima giornata: un paio di innesti di spessore e il gap con le vere big – Palermo, Brescia, Pescara, Perugia - sarebbe sostanzialmente azzerato. Domenica prossima i salentini sfideranno in casa il Padova.

Il tabellino di Brescia-Lecce 2 a 1

BRESCIA (4-3-1-2): Alfonso; Sabelli, Gastadello, Romagnoli, Mateju; Ndodi, Tonali, Bisoli; Splaek; Donnarumma, Morosini (87' Cortesi). A disposizione: Andrenacci, Martinelli, Cistana, Curcio, Viviani, Ferrari, Semprini. Allenatore: Corini

LECCE (4-3-1-2): Vigorito; Lepore, Meccariello, Lucioni, Bovo; Armellino, Petriccione, Scavone (87' Arrigoni); Mancosu (76' Haye); La Mantia, Falco (89' Palombi). A disposizione: Bleve, Riccardi, Di Matteo, Cosenza, Torromino, Marino, Pettinari, Fiamozzi, Tabanelli. Allenatore: Liverani

Marcatori: 25' La Mantia, 49' Donnarumma, 92' Gastaldello

Ammoniti:18' Scavone, 21' Tonali, 24' Gastadello e Lucioni, 78' Mateju

Arbitro: Fourneau di Roma 1; assistenti: Colarossi di Roma 2 e Muto di Torre Annunziata; quarto ufficiale: Maggioni di Lecco

La  16esima giornata

Risultati: Foggia-Cremonese 3 a 1; Ascoli-Cittadella 1 a 1; Palermo-Livorno 1 a 1; Perugia-Spezia 1 a 1; Carpi-Salernitana 3 a 2; Crotone-Venezia 1 a 1; Cosenza-Benevento 0 a 0; Brescia-Lecce 2 a 1; Hellas Verona-Pescara  (lunedì).

Classifica: Palermo 30; Brescia 27; Pescara e Lecce 26; Cittadella 25; Verona, Benevento, Perugia 22; Spezia 21; Ascoli, Venezia e Salernitana 20; Cremonese 19; Cosenza 15; Crotone e Carpi 13; Foggia 12; Padova 11; Livorno 10.
 

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