Intelligente, concreta e anche bella. L’Italia di Prandelli parte col piede giusto

La vittoria contro l'Inghilterra reca il marchio di un progetto tattico ben radicato nelle convinzioni di Cesare Prandelli. Venerdì contro la Costa Rica, che ha superato l'Uruguay per 3 a 1, l'occasione di blindare l'accesso agli ottavi di finale

@TM News/Infophoto

LECCE - Ammettiamolo pure. Al fulmineo pareggio di Sturridge, ha fatto capolino nella testa dei 50 milioni di commissari tecnici di questo Paese la solita ammissione: “Lo sapevo, sarebbe stato troppo bello”. E invece l’Italia di Prandelli, all’esordio contro l’Inghilterra, ha dimostrato non solo che il gran goal di Marchisio non è stato casuale, ma che “addirittura” è capace di correre sulle gambe di un progetto tattico ben definito. E la vittoria per 2 a 1 grazie al colpo di testa di Balotelli su magistrale cross di Candreva è arrivata, con merito, al termine di una gara intelligente innanzitutto dal punto di vista della gestione della condizioni fisica a fronte di un clima insopportabile.

Che gli avversari guidati da Hodgson potessero far male con la progressioni e gli slalom in velocità dei loro attaccanti di talento, coordinati da un Rooney meno visibile di altri tempi ma più uomo squadra, lo si sapeva da un pezzo, soprattutto tenendo conto della struttura e della qualità dei difensori italiani. Ma la bravura dell’Italia è stata anche quella di fare i conti con i suoi noti limiti, di correre quindi dei rischi preventivabili senza però stravolgere l’impianto di gioco orchestrato dal suo allenatore: propensione al gioco manovrato ma non accademico, alle verticalizzazioni e alle sovrapposizioni dei laterali, alla compattezza dei reparti. Con al centro la visione di Andrea Pirlo, uno che, come il vino, migliora invecchiando. E non è un caso che il talentuoso Verratti si guadagni la sufficienza piena con un instancabile lavoro di interdizione di pressing sul portatore di palla, né che uno come Darmian, alla seconda partita ufficiale, assuma il controllo della propria fascia di competenza con invidiabile padronanza. Prandelli non è un tecnico speculativo e da quando siede sulla panchina azzurra ha bene in mente il percorso da seguire

L’avvio del Mondiale gli ha sorriso, nonostante l’infortunio di Buffon a poche ore dal fischio d’inizio avesse scatenato uno psicodramma collettivo: Sirigu si è disimpegnato bene, a parte un paio di incertezze su cross. Segno di un gruppo costruito sul merito, elemento talvolta sacrificato a criteri di altro tipo. Non è comunque un credito illimitato quello maturato ieri a Manaus perché la seconda partita già si configura come quella decisiva: tutti pensavano dovesse essere determinante la terza, quella contro il temuto Uruguay, ma la vittoria della Costa Rica contro la Celeste ha cambiato le carte in tavola e così venerdì gli Azzurri avranno la possibilità di mettere in cassaforte l’accesso agli ottavi.

>E’ stato un bel confronto quello tra Italia e Inghilterra. Ben diretto, peraltro, dall’olandese Kuipers che non ha sbagliato un colpo. Con un solo cartellino giallo ha gestito un confronto delicato e sempre in equilibrio. Tanto di cappello.  

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