Una gara dai due volti. Liverani: "Lenti nel primo tempo"

Il tecnico dei giallorossi ha offerto la sua lettura della partita vinta per 4 a 1. L'allenatore del Carpi deluso: "Nella ripresa siamo rientrati in campo troppo molli dopo aver giocato all'altezza del Lecce"

Fabio Liverani e Fabrizio Castori (foto Chilla).

LECCE - Al termine della gara i tecnici di Lecce e Carpi si sono ritrovati in sala stampa per rispondere ai cronisti. Il punteggio di 4 a 1 potrebbe lasciar pensare a una partita facile per i padroni di casa, ma così non è stato: il Carpi per un tempo ha tenuto botta, sfiorando anche il gol in un paio di circostanze. Per i salentini la lettura del match è stata molto difficile, come ha sottolineato Fabio Liverani: La partita è stata come l'avevamo immaginata. Chiaramente l'intensità del Carpi non poteva essere la stessa per 90 minuti e quindi sapevamo che nella ripresa avremmo trovato qualche spazio in più per le nostre giocate e la nostra qualità. Nel primo tempo eravamo lenti nel fraseggio, avevo chiesto delle cose che non abbiamo messo in pratica e in più abbiamo concesso delle ripartenze e delle occasioni sulle quali Bleve è stato molto bravo. Nel secondo tempo abbiamo legittimato la vittoria.

Il tecnico del Lecce ha dunque approfondito la sua analisi, parlando anche dell'espulsione di Lucioni: "Questa squadra appena cede qualcosa a livello mentale, si complica la vita: rimanere in dieci nel finale è una cosa senza senso, una ingenuità, così come perdere palla quando dovremmo mantenere il livello del fraseggio. Su questo dobbiamo lavorare tanto, perché a quattro partite dalla fine conta di più la testa e noi non possiamo concedere nulla. Mancosu il primo tempo sbagliava troppo, non giocava in maniera facile, anzi con qualche leziosismo. La rotazione della palla era lenta, l'occupazione della porta sui cross dal fondo era insufficiente e le marcature preventive non venivano fatte nel momento giusto. Nel giro palla Petriccione e Tabanelli si alzavano sulla linea degli attaccanti e noi non possiamo palleggiare solo con Tachtsidis, dobbiamo farlo con più calciatori in mezzo al campo per tirare gli avversari fuori dal guscio. Abbiamo fatto invece quello che volevano loro, interpretando male il lavoro fatto in settimana. Bisogna capire che partita stiamo giocando per trovare le soluzioni giuste". 

Sulla prestazione di Falco, il tecnico è stato essenziale: "Per qualità nel secondo tempo è diventato determinante a differenza del primo tempo in cui è stato positivo, ma non di più. Quando lui sale di livello spacca le partite, che significa calciare in porta, fare assist, guadagnare le punizioni giuste, questo significa essere determinante.Credo che meritasse il secondo gol". 

La cronaca della partita

Liverani ha insistito sul concetto di scelta: "Nel primo tempo Marino, arrivato sul fondo, aveva fatto un cross alto e lento. Io gli ho chiesto se lui avesse visto quali fossero i nostri giocatori in area: il più alto supera appena 1 e 70. Nel secondo tempo ha servito un pallone diverso, calciato forte, ha provocato una ribattuta e poi con un piatto per Venuti ha propiziato il gol. Loro avevano un centrale di un metro e 98 e un altro di un metro e 95, noi avevamo Falco e Palombi: mi sembrava il minimo cercare i cross con palla veloce a terra. La scelta fa la differenza: possiamo giocare, essere belli, ma è la scelta che diventa determinante: se ne faccio una solo di alleggerimento, estetica ma poco cattiva, diventa una giocata fine a se stessa, ma io non l'ho mai chiesto. Io voglio palleggio, in verticale e non in orizzontale perché non mi piace".

L'allenatore del Carpi, Fabrizio Castori si è detto molto deluso per la condotta dei suoi nel secondo tempo: "Siamo tornati in campo troppo molli, abbiamo fatto due autentici regali, è chiaro che poi diventa più difficile. Abbiamo fatto cinquanta minuti alla grande, siamo andati sotto per delle leggerezze ma questo non giustifica l'atteggiamento remissivo che è venuto dopo. Il nostro temperamento deve essere combattivo. La cosa che dovevamo cercare di fare era di giocare con un ritmo aggressivo". L'allenatore degli emiliani, che ha dovuto fare i conti con una dozzina di assenze - da ultimo il forfait di Concas e l'uscita del campo di Arrighini per infortunio , non ha cercato alibi dimostrando molta signorilità e fair play.

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