Rizzo lascia la panchina del suo Lecce: "Decisione sofferta ma irrevocabile"

Dopo la disfatta di Catania arriva l'annuncio del tecnico: ringrazia tutti e parla di motivazioni personali. A nulla è valsa la richiesta dei dirigenti di fare marcia indietro

Roberto Rizzo, secondo da sinistra, il giorno dell'annuncio della sua riconferma.

LECCE - Roberto Rizzo non è più l'allenatore del Lecce. Nel primo pomeriggio ha comunicato le sue irrevocabili dimissioni ai dirigenti che, presi alla sprovvista, stanno ora valutando il da farsi. La squadra si ritroverà domani pomeriggio per riprendere gli allenamenti in vista della sfida di sabato con il Rende al Via del Mare.

In una nota diffusa dal club il tecnico leccese ha motivato la sua scelta: “In queste ore ho maturato una decisione, che seppur sofferta, è irrevocabile, nonostante i vari inviti da parte della società a ripensarci. Ho deciso di rassegnare le dimissioni dalla guida tecnica della prima squadra, dettate esclusivamente da motivi personali. Al presidente Saverio Sticchi Damiani e alla società tutta rivolgo il mio ringraziamento per il supporto datomi in questi mesi, a tutta la squadra va un abbraccio sentito, augurando al Lecce le migliori fortune per la prosecuzione del campionato. Per ultimo, ma non per ordine di importanza, la mia riconoscenza verso i tifosi giallorossi, che non hanno mai mancato di far sentire il loro calore e attaccamento anche in questo mio ultimo periodo di lavoro”.

I contenuti della dichiarazione, naturalmente, non rispondono a tutti gli interrogativi: in queste settimane sono forse maturati dissapori con un pezzo di squadra? E le operazioni di mercato sono davvero quelle che il mister aveva richiesto? Se sul primo quesito si può solo congetturare in nome di quello spirito militaresco che disciplina il rapporto tra lo spogliatoio e il resto del mondo, sul secondo qualche considerazione si può fare. Nelle tre partite di campionato finora effettuate, un pareggio, una vittoria e una sconfitta, quella pesante di ieri a Catania, il Lecce non ha mai effettuato le cinque sostituzioni ora previste da regolamento: tre contro la Virtus Francavilla e coi rossoblu siciliani, due col Trapani. La panchina appare dunque "corta" soprattutto nella sua parte di under (i calciatori nati prima del 95' al massimo possono essere 14), al netto delle indisponibilità per problemi fisici o squalifiche (Pacilli, Costa Ferreira, Di Piazza, Marino).

Rizzo parla di motivi personali e sicuramente c'è un pezzo di verità: la pressione sin dal pareggio di Abruzzese allo scadere della prima partita è stata impressionante, amplificata da una eco mediatica e virtuale dove la spazzatura e la cattiveria trovano uguale diritto di cittadinanza di opinioni ragionevoli per quanto critiche possano essere. Bisogna avere la pelle dura per sopportare la gogna oltre a tutti i problemi connaturati al fatto stesso di allenare una squadra, peraltro della propria città, chiamata a vincere per diritto divino ed è legittimo che un signore come Roberto Rizzo abbia deciso di tirarsene fuori. In fondo questo può essere il più bel gesto d'amore che si possa fare nei confronti della propria squadra, che ti appartiene due volte perché ti porti sopra la responsabilità più grande e perché quei colori li hai nel sangue: un po' come quando lasci andare via qualcuno perché sai che, nonostante tu ce la metta tutta, non può funzionare. Il cuore non sempre basta.

Il commento: "Come farsi del male: effetti collaterali della gogna mediatica"

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