Due salentini a caccia dell'impresa nella mitica 100 chilometri di Asolo

Tony Gubello e Antonio Marra, atleti della Podistica Copertino, saranno al via di una delle gare più difficili e affascinanti del panorama internazionale

LECCE – Hanno corso maratone e ultramaratone, dal Passatore alla Pistoia-Abetone, dalle 6 ore al Gran Sasso, ora cercano la vera impresa. Sabato 14 luglio, alle 14, Tony Gubello e Antonio Marra, atleti salentini della Podistica Copertino, saranno al via di una delle gare più difficili e temute del panorama internazionale: l’ottava edizione della 100 chilometri di Asolo, uno dei centri storici più suggestivi d’Italia che conserva in ogni scorcio testimonianze della sua storia millenaria. L'ultramaratona si snoda tra le colline Asolane e il massiccio del Grappa. Un viaggio attraverso luoghi ricchi di fascino che furono teatro di battaglia della Grande Guerra.  Se nella prima parte la gara assomiglia molto alla 100 chilometri del Passatore, con i dolci saliscendi di Maser, Monfumo, Cavaso del Tomba e Possagno, ben diverso è il percorso dell'ultramaratona asolana dopo i primi 25 chilometri. In località Fietta, un piccolo borgo a 400 metri di altezza, parte la tremenda salita tutta tornanti che porta al «Salt dea caora» (Salto della capra). In meno di 8 chilometri si arriva a circa 1350 metri di altitudine. La pendenza varia dal 18 al 20 per cento e non lascia respiro al maratoneta.

Tra i tratti più duri e affascinanti, la Forcella Mostacin, l'ascesa verso Cima Grappa dalla Val Vecia (1200 metri di sterrato), attraversando i comuni di Maser, Monfumo, Cavaso, Possagno, Paderno, Borso del Grappa, Pove, Romano d'Ezzelino, Solagna, Castelcuccio e Crespano, tra la provincia di Treviso e di Vicenza. Luoghi che hanno fatto la storia d’Italia, con il sacrario militare, nel cui corpo centrale sono custoditi i resti di 12.615 caduti. Ogni cima racconta un pezzo del nostro passato: Col Moschin, Colle della Berretta, Monte Asolone, Monte Pertica, Prassolan, Monti Solaroli, Fontana Secca, Monte Peurna, Monte Santo, Monte Tomatico, Meatte, Monte Pallon e Monte Tomba.

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Nella parte finale oltre 25 chilometri di discesa, tra tornanti che mettono a dura prova muscoli e articolazioni, già provati dalla fatica. Una grande sfida per i due atleti salentini, che sapranno rappresentare al meglio il Salento tra salite e discese ardite.

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