Il Lecce in campo con Balotelli: “Sappiano da che parte stare, no al razzismo”

La società giallorossa ha espresso con un tweet la vicinanza all’attaccante del Brescia dopo i fatti controversi di Verona. Chiusura per un turno del settore poltrone est del Bentegodi

Mario Balotelli a Verona (ansa)

LECCE - L’abbraccio ideale e la solidarietà sconfinata nei confronti di Mario Balotelli, dopo la controversa questione dei cori razzisti rivolti nei suoi confronti da una sparuta frangia dei tifosi del Verona nel corso della gara di domenica scorsa, prosegue anche oggi a colpi di messaggi e tweet, mentre la vicenda travalica anche i confini calcistici. Solidarietà e posizione netta contro ogni forma di razzismo a tinte giallorosse nelle ultime ore: anche l’Unione Sportiva Lecce, così come poco prima aveva fatto anche la società della Roma, si è schierata al fianco di “SuperMario” Balotelli scegliendo in maniera inequivocabile da quale parte stare. Il messaggio è stato postato sul canale twitter ufficiale della società salentina.                   

“L’U.S. Lecce si schiera al fianco di #Balotelli e condanna ogni forma di razzismo e discriminazione territoriale. Noi abbiamo scelto da che parte stare perché il calcio, che è il nostro sport, non ha nulla a che vedere con questi fatti. #noracism” il testo del post pubblicato sul canale social. Un’attestazione che segue molti altri interventi di uguale tenore (tra questi anche quelli di Mino Raiola, procuratore del giocatore, e Lapo Elkann) dopo i fatti di Verona-Brescia. Al decimo minuto della seconda frazione  di gioco la partita è stata interrotta per tre minuti dopo che l’attaccante bresciano ha scagliato il pallone verso la curva,  minacciando di abbandonare il campo, a causa di alcuni ululati indirizzatigli da un settore dello stadio Bentegodi. Il calciatore che insisteva per lasciare il campo, è stato rincuorato e abbracciato dai compagni di squadra e dagli avversari e l'arbitro Mariani, che ha parlato con Balotelli, ha chiesto che lo speaker facesse l'annuncio di possibile sospensione del match. Balotelli è rimasto in campo ed ha segnato anche il goal con il quale il Brescia ha ridotto lo svantaggio.

Nelle scorse ore il giudice sportivo ha disposto la chiusura per il settore “Poltrone Est” dello stadio di Verona dal quale sarebbero partiti gli insulti razzisti nei confronti di Mario Balotelli. Una decisione non condivisa dal presidente gialloblu Maurizio Setti che ha commentato: “Siamo solo un capro espiatorio”. La società scaligera ha invece attuato il pugno duro contro il capo ultrà Luca Castellini posto al bando dallo stadio sino al 2030. In una nota ufficiale la società gialloblù ha comunica la misura interdittiva a seguito delle dichiarazioni dell'ultrà, che aveva parlato ieri tra l'altro di "pagliacciata di Balotelli" e ancora di "Balotelli non completamente italiano", e delle frasi delle settimane scorse ("inneggiare a Hitler è goliardia") riemerse in queste ore. Il Verona ha parlato di "espressioni gravemente contrarie ai principi etici e ai valori del nostro club”.

Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, ha intanto regalato un pallone autografato a Mario Balotelli che sarà a lui recapitato dalla Iene, ma in consiglio comunale c’è chi non propende per una linea morbida e di tolleranza. “Il Comune di Verona deve adire le vie legali nei confronti di Mario Balotelli e di chi ha diffamato Verona” Lo chiedono in una mozione quattro consiglieri comunali (primo firmatario Andrea Bacciga, eletto nella lista del sindaco Federico Sboarina). Gli altri firmatari sono i leghisti Roberto Simeoni, Paolo Rossi e Anna Grassi, cui si è aggiunto Leonardo Ferrari, di Fratelli d'Italia.

               

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