Ironman di Francoforte, Beccarisi e Centonze nell'Olimpo del triathlon

Leonardo Beccarisi e Floriano Centonze, dell'Msl triathlon team, chehanno rappresentato il Salento nell'Ironman di Francoforte , una delle gare più importanti al mondo. Beccarisi, primo dei pugliesi in gara, ha chiuso con l'ottimo tempo di 11 ore, 33 minuti e 19 secondi; precedendo di poco più di 15 minuti l'amico e compagno di squadra Centonze

LECCE – A volte bastano quattro parole per trasformare un sogno in realtà e farti entrare, di diritto, nell’Olimpo dei grandi del triathlon. Già, perché quelle quattro magiche parole: “You are an Ironman” (pronunciate dallo speaker quando si taglia il traguardo), sono un istante impossibile da dimenticare, l’obiettivo di una vita sportiva che si materializza. A volte basta una manciata di parole per racchiudere mesi di lunghi allenamenti. Mesi di sacrifici, allenamenti in piscina, bici e corsa che si susseguono costanti e incalzanti. Mesi di rinunce e fatica, di sudore e tabelle da rispettare. E’ la preparazione che rende l’Ironman così grande. Senza i tanti chilometri di bici e corsa e le tante giornate in vasca, quel giorno tanto atteso non avrebbe quel gusto così dolce anche se colmo di fatica.

Lo sanno bene Leonardo Beccarisi e Floriano Centonze, i due atleti della squadra Msl triathlon team, che hanno rappresentato il Salento nell’Ironman di Francoforte (campionato europeo di specialità e tappa del mondiale per la finale di Kona nelle Hawaii), una delle gare più importanti al mondo. Una gara massacrante, in cui gli atleti devono nuotare per quasi 4 chilometri, per poi affrontare 180 chilometri di bici e oltre 42 chilometri di corsa. Beccarisi, primo dei pugliesi in gara, ha chiuso con l’ottimo tempo di 11 ore, 33 minuti e 19 secondi; precedendo di poco più di 15 minuti l’amico e compagno di squadra Centonze. Risultati di prestigio assoluto per i due atleti di Galatina e Capararica, che hanno gareggiato in condizioni proibitive, con il termometro che ha sfiorato i 40 gradi. Le condizioni meteo hanno messo a dura prova gli atleti, come dimostra il numero di coloro che hanno abbondonato la g11714457_1615483968741048_1666377520_n-2ara: oltre 600.

Quella di Francoforte è una gara affascinante e spettacolare, il vero Ironman (a differenza di Pescara che prevede la metàd ella distanza in ogni disciplina). Una lunga emozione che inizia all’alba presso il parco circostante il “Langener Waldsee”, il lago situato 15 chilometri a sud di Francoforte. Saliti in bicicletta si ritorna verso la città, dove si inizia il giro da ripetere due volte, con un dislivello di circa mille metri e le due famose salite denominate “The Hell” e “Heartbreak Hill. Gli attraversamenti dei paesi e i punti ristoro sono sempre spettacolari, con un pubblico entusiasta a tifare per ogni atleta. I quattro giri di corsa sulle rive del “Main”, con la caratteristica degli attraversamenti sui ponti (otto in totale) lasciano il segno. Una fatica spazzata via dagli ultimi 200 metri tra due ali di folla e lo speaker che urla incessantemente il nome di ogni atleta. Un mix di adrenalina, felicità, commozione, emozione e gioia difficile da raccontare.

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Per il 38enne Leo Beccarisi (allenato dal professor Mimmo Ruggieri, uno dei mostri scari del triathlon a livello nazionale), un traguardo con dedica speciale alla mamma scomparsa e a Federica, anima gemella e compagna di vita, senza di dimenticare Floriano, compagno di avventura e allenamenti. 

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