Ironman di Francoforte, Bergonzoni nell'Olimpo dei grandi del triathlon

Bergonzoni dell'Msl triathlon team, ha rappresentato il Salento nell'Ironman di Francoforte, una delle gare più importanti al mondo

LECCE – A volte bastano quattro parole per trasformare un sogno in realtà e farti entrare, di diritto, nell’Olimpo dei grandi del triathlon. Già, perché quelle quattro magiche parole: “You are an Ironman” (pronunciate dallo speaker quando si taglia il traguardo), sono un istante impossibile da dimenticare, l’obiettivo di una vita sportiva che si materializza. A volte basta una manciata di parole per racchiudere mesi di lunghi allenamenti. Mesi di sacrifici, allenamenti in piscina, bici e corsa che si susseguono costanti e incalzanti. Mesi di rinunce e fatica, di sudore e tabelle da rispettare. 

Lo sa bene Massimiliano Bergonzoni, l'atleta della squadra Msl triathlon team, che ha rappresentato il Salento nell’Ironman di Francoforte (campionato europeo di specialità e tappa del mondiale per la finale di Kona nelle Hawaii), una delle gare più importanti al mondo. Una gara massacrante, in cui gli atleti devono nuotare per quasi 4 chilometri, per poi affrontare 180 chilometri di bici e oltre 42 chilometri di corsaBergonzoni ha chiuso con l’ottimo tempo di 10 ore, 57 minuti e 15 secondi (completando la frazione di nuoto in 68 minuti, quella di bici in circa 5 ore e mezza e la maratona in 4 ore esatte). Un risultato di prestigio assoluto pl'atleta originario di Bologna ma salentino d'adozione, ottimo podista (tesserato con la Podistica Magliese) e tecnico Fidal.

Quella di Francoforte è una gara affascinante e spettacolare, un vero Ironman. Una lunga emozione che inizia all’alba presso il parco circostante il “Langener Waldsee”, il lago situato 15 chilometri a sud di Francoforte. Saliti in bicicletta si ritorna verso la città, dove si inizia il giro da ripetere due volte, con un dislivello di circa mille metri e le due famose salite denominate “The Hell” e “Heartbreak Hill. Gli attraversamenti dei paesi e i punti ristoro sono sempre spettacolari, con un pubblico entusiasta a tifare per ogni atleta. I quattro giri di corsa sulle rive del “Main”, con la caratteristica degli attraversamenti sui ponti (otto in totale) lasciano il segno. Una fatica spazzata via dagli ultimi 200 metri tra due ali di folla e lo speaker che urla incessantemente il nome di ogni atleta. Un mix di adrenalina, felicità, commozione, emozione e gioia difficile da raccontare.

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