L'atleta salentina Viviana Verri è la regina della "100 chilometri del Gargano"

La prima edizione della "Gargano 100", l'ultramaratona del Promontorio, ha visto trionfare Viviana Verri. L'atleta salentina dell'Amatori Corigliano è stata la prima donna a tagliare il traguardo nella gara dei 100 chilometri del Gargano, chiudendo al 13esimo posto assoluto con il fantastico tempo di 10 ore, 51 minuti e 30 secondi

LECCE – La prima edizione della “Gargano 100”, l’ultramaratona del Promontorio, incorona come regina Viviana Verri. L’atleta salentina dell’Amatori Corigliano è stata la prima donna a tagliare il traguardo nella gara dei 100 chilometri del Gargano, chiudendo al 13esimo posto assoluto con il fantastico tempo di 10 ore, 51 minuti e 30 secondi. Un risultato eccezionale quello raggiunto dalla Verri, piccola grande atleta capace di fondere talento, muscoli, resistenza, velocità, tenacia, grinta e doti fisiche eccezionali.

Grande prestazione anche per il compagno di squadra Antonio Specchia, 30esimo assoluto con il tempo di 12.45.31. A chiudere lo splendido quartetto dell’Amatori Corigliano, che ha rappresentato e fatto onore al podismo salentino nello “Sperone d’Italia”, Rita Meleleo e Rosa Fasiello, che hanno concluso appaiate la loro gara e il loro viaggio tra le vie del promontorio, chiudendo in 14.44.38.

La “Gargano 100” si è rivelata una gara lunga e massacrante, contraddistinta da salite e discese impegnative, su un percorso che ha condotto gli atleti da Vico del Gargano al traguardo di Cagnano Varano, toccando alcuni dei punti più belli del promontorio: Vieste, Peschici e Rodi Garganico e l’incantevole scenario della Foresta Umbra. Scorci e paesaggi che hanno ricompensato i podisti della fatica e dello sforzo compiuto. Già dai primi 15 chilometri la gara ha rivelato tutta la sua complessità, con una salita continua che ha condotto gli atleti da un’altitudine di 400 metri sino agli 800. Poi una discesa che ha messo a dura prova muscoli e tendini e un percorso ondulato (tutto “in linea”, su strade provinciali asfaltate), fino agli ultimi, indimenticabili, cinque chilometri della salita finale verso il traguardo di Cagnano Varano, nel buio assoluto e sotto il cielo stellato della primavera della Daunia.Verri-2

Un risultato frutto di tenacia, allenamento, migliaia di chilometri percorsi, sacrifici e una forza interiore difficile anche da immaginare. Gli ultramaratoneti sono pronti a tutto e sopportano fatica e dolori. Nessuna difficoltà toglie fascino al piacere della corsa, che deve servire a testare i propri limiti più estremi, a spingersi oltre ogni traguardo. Perché l’allenamento più importante è di carattere mentale: il corpo umano può portare solo fino a un certo punto. Per andare oltre, bisogna ricorrere allo spirito.

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