Lecce-Frosinone, il primo round finisce pari. Papini e Gori, è una questione tra mediani

La gara di andata della finale termina 1 a 1. Al 15' vantaggio dei padroni di casa, ma gli ospiti trovano la rete su una deviazione decisiva della difesa giallorossa. Sul finire traversa di Bogliacino. Sabato il ritorno che vale una stagione

I giocatori del Lecce salutano il pubblico (foto Chilla).

LECCE – Mister Lerda schiera Beretta e Zigoni dal primo minuto, con Doumbia sulla corsia sinistra e Ferreira Pinto sulla destra. Martinez va in panchina, ma in campo non c’è Vinetot, infortunatosi nella seconda parte della settimana (quella a porte chiuse), bensì Sales che va a occupare la parte destra della difesa con Diniz al centro. Il capitano è Abruzzese. Per il Frosinone di Stellone, la formazione è quella attesa alla vigilia.

Primo tempo

Il Lecce parte col piede giusto: pressing alto e grande corsa. La prima occasione è al 4’ con Zigoni che al volo anticipa il portiere Zappino, ma la sfera finisce alta sulla traversa. Il vantaggio dei padroni di casa arriva al minuto 15 con Papini che ruba palla sulla trequarti a Gori, avanza di una quindicina di metri e lascia partire un destro sul quale il portiere ciociaro non può far nulla. Al 23’ Abruzzese, sugli sviluppi di un calcio d’angolo trova l’impatto con la sfera ma non la precisione.

Al 31’ la doccia fredda per il “Via del Mare”: il Frosinone ottiene il pareggio con Gori, il cui tiro è deviato da Diniz in maniera decisiva. La rete del centrocampista è propiziata da un passaggio in rovesciata di Curiale che riesce a mantenere la posizione in area di rigore: nell'occasione il Lecce paga almeno un paio di incertezze. Subito dopo il goal del pari, il difensore centrale Biasi si arrende per infortunio, al suo posto Bertoncini.

Il Lecce ci riprova: al 37’ un cross di Lopez viene deviato da Bertoncini e Zappino deve tuffarsi e smanacciare in calcio d’angolo per evitare la rete. Al 44’ un episodio che fa molto discutere nel dopo gara: Beretta viene nettamente spinto in area dopo aver deviato il pallone che finisce sui piedi di Papini la cui conclusione termina alta.

Secondo tempo

Nella ripresa i padroni di casa provano nuovamente a forzare i tempi e dopo due minuti non sfruttano al meglio un contropiede con Doumbia il quale, invece di sfondare in area di rigore dopo una prepotente progressione, si ferma e mette al centro per Zigoni che, disturbato da un difensore, trova un'affannosa deviazione ma niente più. Lerda ricorre a Bogliacino che rileva Ferreira Pinto quando manca ancora mezzora al termine della gara, con Beretta che si sposta sulla fascia sinistra del fronte d'attacco.

Di gioco, comunque, se ne vede poco, anche perché il Frosinone si rivela maestro nello spezzare le azioni e indurre l’arbitro, che privilegia sempre la fisicità degli attaccanti, a fischiare qualche calcio di punizione di troppo. Il Lecce poi non ce la fa a mantenere elevata l'intensità del pressing e allora per gli ospiti è più facile gaudagnare tempo con il possesso della palla nella propria metà campo.

Zigoni non ne ha più e lascia il posto a Barraco e Beretta si sposta nella sua peregrinazione continua a fare la punta centrale. Sulla punta, al minuto 80’, ci sarebbe un altro calcio di rigore se non fosse per una bandierina sventolata dall’assistente di linea, sebbene con un certo ritardo. A cinque minuti dalla fine Bogliacino scheggia la traversa su calcio di punizione e, dopo un tiro fiacco di Frara all’87’, Beretta sciupa una buona opportunità preferendo il tiro da fuori area invece di servire i compagni che accorrevano in superiorità numerica.

Un pareggio, quello maturato al “Via del Mare”, che lascia tutti i conti in sospeso concedendo ai ciociari il vantaggio del fattore campo. Al “Matusa” sarà una questione di testa, innanzitutto. Il Lecce riavrà il suo capitano Miccoli dopo il turno di squalifica mentre perderà Salvi, ammonito con eccessiva fiscalità dall’arbitro per un intervento in scivolata che non tradiva alcuna cattiveria.

In sala stampa sia il tecnico Franco Lerda che il presidente Savino Tesoro hanno avuto da ridire sulla condotta arbitrale di Sacchi: in un match in cui ha sanzionato tutti gli interventi aerei scomposti o presunti tali a beneficio soprattutto di Daniel Ciofani e Curiale, è francamente cervellotico spiegarsi come non sia stato concesso il rigore, sul finire del primo tempo, per il fallo su Beretta conseguenza di un'entrata assolutamente fuori tempo.

Il tabellino di Lecce-Frosinone 1 a 1

LECCE (4-2-3-1): Perucchini; Sales, Diniz, Abruzzese (cap.), Lopez; Papini, Salvi (84’ Amodio); Ferreira Pinto (59’ Bogliacino), Beretta, Doumbia; Zigoni (75’ Barraco). A disposizione: Petrachi, De Rose,  Martinez, Bellazzini. Allenatore: Lerda

FROSINONE (4-4-2): Zappino; M. Ciofani, Blanchard, Biasi (33’ Bertoncini), Crivello; Frara (cap.), Gori (85’ Carrus), Gucher, Paganini; D.Ciofani, Curiale (83’ Gessa). A disposizione: Mangiapelo, Altobelli, Carlini, Viola. Allenatore: Stellone

Marcatori: 15’ Papini, 31’ Gori

Ammoniti: 52’ Salvi, 56’ M. Ciofani, 89’ Abruzzese

Arbitro: Sacchi di Macerata

Spettatori: 11863

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