Lecce, il Tir si rimette in moto e spunta l'arcobaleno

Gara a gran ritmo contro il Piacenza. I salentini conquistano la terza vittoria consecutiva contro la seconda della classe e si tirano fuori dalla bagarre

La terza vittoria consecutiva è stata la più bella, la più avvincente. Un Lecce spregiudicato e agguerrito, capace persino di tocchi eleganti su un campo molle e viscido per la pioggia, ha messo sotto i piedi un Piacenza giunto nel Salento suonando la grancassa della cinquina rifilata al Modena e rincasando a testa bassa sotto i dribbling di un Valdes trascinante, le incursioni di un Tesser in ottima forma e la freddezza di un Tiribocchi tornato al gol dopo un fastidiosissimo digiuno. E gli uomini di Papadopulo, contro i secondi della classe, hanno guadagnato tre punti ed applausi a scena aperta. Molto importanti anche questi ultimi, perché sintomatici di un rinascente flirt fra tifosi e giocatori, dopo mesi di buio e aperte contestazioni.

Ora la classifica piange sempre meno, le acque torbide dei play-out distano cinque lunghezze, ma sarebbe comunque prematuro fare voli pindarici. Concretezza è quello che occorre, anche se la cavalcata dell'ultimo mese è un inno all'ottimismo. Soprattutto dopo questa affermazione contro una "big" del campionato, nella quale, forse per la prima volta dall'inizio della stagione, si è vista compattezza in tutti i reparti. I meccanismi cominciano ad essere oliati e il Lecce di oggi è scivolato via una bellezza. E questo mentre un Piacenza frustrato e avvilito riusciva soltanto a scivolare per la pioggia.

Non solo tecnica e tattica, però. E' vero che il 3-5-2 si è ormai consolidato modulo prediletto ed i protagonisti sembrano interpretare bene i propri ruoli, indipendentemente da chi scenda in campo. Il Lecce di oggi è piaciuto soprattutto perché ha mostrato di avere un'anima, oltre che attributi. Ha vinto lo spirito di gruppo, insomma, in un gara in cui ognuno s'è ritagliato uno spazio fondamentale sotto i riflettori, anche chi è entrato a gara avviata. Oltre ai già citati Valdes, Tesser e Tiribocchi, sono piaciute la concentrazione dei tre rocciosi centrali, Diamoutene, Cottafava e Polenghi, la generosità del "percussore" Munari, la tenuta atletica di Giuliatto, la combattività di Juliano. Da premiare anche il coraggio di Zanchetta, per la grande voglia di riemergere dopo guai fisici a catena e di lottare fino all'ultimo minuto su un campo al limite della praticabilità. E poi c'è Diarra, entrato nel finale. Un ragazzo che sta crescendo molto e che ha mezzi importanti. Da valutare con attenzione.

Lasciato volontariamente per ultimo, Rosati. Perché merita una citazione a parte, tutta per lui. In tre gare di fila, ha registrato 270 minuti di imbattibilità. Puntuale nelle uscite, plastico, preciso, strepitoso in alcune occasioni, con Modena, Arezzo e oggi con il Piacenza. Ha soltanto 23 anni, ma un fisico da granatiere e soprattutto la capacità di dare sicurezza ad un intero reparto. Pavarini rientrerà dalla prossima, a Crotone. Ma il futuro fra i pali del Lecce è nei guanti di Rosati.

PRIMO TEMPO

Piove a dirotto, ma non è questo a frenare i ragazzi della curva. Solitamente occupano il loro posto anche quando cade dal cielo grandine a grappoli. Questa volta, sono tutti sotto, lasciando volontariamente un "buco" grande così nella parte alta della curva. Protestano contro alcuni provvedimenti giunti in settimana. Molti di loro, infatti, sono stati multati dalla Questura, con cifre dai 30 a 300 euro, perché nella gara di sabato scorso (Lecce-Arezzo) stati visti e riconosciuti mentre incitavano in piedi la propria squadra (come scritto nelle motivazioni) in piedi vicino alla balaustra. Fatto che succede da sempre, in tutti gli stadi, ma che è proibito e che, qualora dovesse ripetersi, comporterebbe una diffida di ben 7 anni. Caso analogo è accaduto a Roma.

Arbitra un fiorentino, Gianluca Rocchi. Che rompe le righe dopo il doveroso minuto di silenzio per commemorare De Luca, presidente del Siena scomparso la notte scorsa. Si parte ed il Piacenza alza subito la cresta. Zanchetta al 3', sulla trequarti, perde l'equilibrio a causa del terreno inzuppato di acqua, la palla gli sfugge dai piedi e Cacia la fa sua, involandosi verso l'area. Ne nasce un rasoterra molto teso, che si spegne fuori di poco, con Rosati che si distende comunque, a scanso di equivoci. Nei minuti immediatamente successivi, i piacentini guadagnano due angoli e credono probabilmente che la pratica Lecce sia facilmente archiviabile. E invece, la prima, vera occasione capita sui piedi, anzi, sulla testa di un giallorosso. Il tutto, ironia della sorte, confezionato da due centrali difensivi doc: al 6' minuto Diamoutene raccoglie da un corner in area emiliana e scarica un destro violentissimo. La palla sta per uscire fuori di poco, ma Polenghi irrompe alle spalle di tutti e, colpendo di testa, centra in pieno l'incrocio dei pali. Azione da brividi.

Il Lecce ci prende gusto, e tre minuti dopo Tesser dalla fascia destra lancia al millimetro per Tiribocchi, che sbuca da due avversari, calamita il pallone con uno stop a seguire da ovazione e vola verso l'area. Coppola esce in extremis e gli chiude lo specchio con il corpo. Al 12', un'altra clamorosa occasione capita fra i piedi del Tir. Grazie ad una "papera a due" di Coppola e Campagnaro. Il portiere esce per agguantare un cross quasi innocuo, il difensore irrompe da dietro e gli cade addosso, la palla sfugge dalle mai come una saponetta impazzita e l'attaccante leccese ci mette un piede. Iorio si getta in scivolata ad un passo dalla linea e salva il salvabile. Disperazione fra i tifosi. Ma il gol sembra davvero nell'aria.

Ed è esattamente così. Al 14' il brasiliano Tesser entra in area. Ingabbiato da quattro difensori, inizia a danzare la samba con il pallone fra i piedi, facendoli ammattire, poi prova un tiro-assist non proprio perfetto. Ma a gonfiare la rete pensa Tiribocchi che, accompagnando il compagno in area, ci mette una punta da ballerino e infila alle spalle di Coppola. Il Tir ritrova l'appuntamento con il gol, il Lecce inizia a sognare, il Piacenza perde pezzi. Al 18' Anaclerio s'infortuna e viene sostituito da Gemiti.

Poi, per una decina di minuti il terreno ormai viscido impedisce alle due squadre di produrre azioni degne di nota. Da segnalare, solo il giallo per Riccio, che al 23' stende Cottafava. Alla mezzora, però, il Lecce si rianima: Valdes irrompe da sinistra e con classe ed un equilibrio che sfiora le leggi della fisica, si beve la difesa piacentina imballata fra le pozzanghere, quindi dal fondo mette al centro per l'accorrente Tiribocchi. Coppola si flette e respinge il pallone a mano aperta prima che il Tir ponga le seconda firma personale sull'incontro. Alla mezzora, giallo per Munari, che era diffidato e salterà la trasferta in Calabria. E al 35' è ancora Lecce, sempre Lecce. Valdes raccoglie un pallone da un corner di Giuliatto, si accentra e dal limite dell'area scaglia un fendente provvisoriamente deviato in angolo da un difensore. Il Piacenza appare sempre più scoraggiato e nervoso. Campagnaro al 37' atterra Juliano e "conquista" un'ammonizione. Il Lecce è invece sempre più bello ed anche il cielo, all'altezza del 39', decide di omaggiare la gara: spariscono le nubi, dietro la Est compare l'arcobaleno.

Al 41' il Piacenza ha un sussulto inatteso. Dai piedi di Riccio parte un missile terra-aria di una violenza inaudita che andrebbe a bucare la rete, se Rosati non levasse i pugni spedendo in corner. Sugli sviluppi del quale Campagnaro si ritrova la palla tra i piedi, tutto solo. Ma il suo destro trova ancora una volta la strepitosa risposta del portiere leccese. Il doppio appuntamento mancato con il gol da parte degli avversari non demoralizza il Lecce, che, anzi, sembra trovare nuova forza vitale. Valdes, al 43', parte in contropiede, punta l'area, la penetra, vede Coppola in uscita e lo salta con un tocco di fino del pallone che attraversa tutto lo specchio e si spegne al lato del palo sinistro di un semplice soffio. Favoloso. E clamoroso. Ed il primo tempo si chiude qui.

SECONDO TEMPO

Quando le squadre rientrano dal tunnel, è subito Munari. Il centrocampista al primo minuto entra di prepotenza in area, potrebbe servire Tesser a destra, ma preferisce la percussione solitaria, che termina però con un mezzo assist innocente. Subito dopo, un cross da poco di Rantier si trasforma per l'acqua in un pallone maligno: la sfera rimbalza sull'erba zuppa, acquista velocità ed uno strano effetto, Rosati si tuffa ed allontana con la mano destra. Il Piacenza prova ad uscire dal blocco e Iachini leva uno spento Riccio per provare Lazzari. Subito dopo (12') Papadopulo risponde con Vives per Juliano. Al 14' ancora Rantier, per gli ospiti: al centro dell'area, da ottima posizione, anticipa Zanchetta e calcia al volo. Rosati ancora una volta si getta e respinge la palla, che danza pericolosamente in area fino a quando la difesa non libera. Ed è ancora momento di cambi: al 17' standing ovation per Tiribocchi, che lascia il posto ad Osvaldo. Al 19' è invece di nuovo tempo di cartellini: lo becca Nocerino, per un fallo sullo sgusciante Valdes. Che due minuti dopo lancia alla perfezione Osvaldo: l'argentino scatta sul filo del fuorigioco, ma al momento del tiro lo specchio gli viene chiuso da Lazzari.

Al minuto 23, azione da manuale del calcio. E per il Piacenza è puro capogiro. Osvaldo raccoglie da destra un servizio di Zanchetta, sfugge all'avversario e serve Tesser che converge verso l'area, vede Valdes libero, gli regala palla, ma da ottima posizione il fantasista cileno tira sul palo esterno. Secondo legno, fiumi di battimani. Il Lecce presidia con autorità ogni spicchio di terreno, il Piacenza soffre ed è sempre più stanco e privo di idee. Alla mezzora Simon prende il posto di Cacia, mentre poco dopo Papadopulo richiama Tesser per inserire Diarra e dare maggiore copertura in zona centrale.

Sul filo dei minuti finali, gli ospiti iniziano a collezionare angoli, ma il Lecce ci riprova con Osvaldo al 39' che scatta in contropiede e conclude di sinistro a lato. Gli uomini di Iachini riprendono a pressare, al 41' c'è anche un cartellino per il nuovo entrato Vives. E al 48', in pieno recupero, potrebbe scattare la beffa: Lazzari in piena area, quasi all'altezza del dischetto, prova a scaricare di destro. E la sventola batterebbe un incolpevole Rosati, proteso nel solito slancio energico, se Munari non ci mettesse il corpo di mezzo, sventando il angolo. Per il Piacenza è l'ultima occasione, ed un disperato Nocerino, il minuto successivo, placca in modo plateale l'imprendibile Valdes, scambiando il calcio per rugby. Per lui è secondo giallo, poi il fischio finale. Il Lecce guarda al futuro con più serenità.

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