Dopo la contestazione, il Lecce si allena in una sede top-secret

Chiricò e il direttore sportivo sono al centro delle proteste. Il club non solo chiude le porte, ma si isola per evitare nuove occasioni di tensione

Chiricò con alcuni compagni nell'allenamento a Martignano.

LECCE – Allenamenti a porte chiuse per il Lecce in una sede che resta top secret anche per la stampa. Dopo la contestazione di ieri al centro sportivo di Martignano nei confronti di Chiricò e del direttore sportivo Meluso, arriva la reazione del club che si è orientato per la misura interdittiva in modo da allentare la tensione e consentire a tecnico e squadra di prepararsi al meglio al primo impegno ufficiale, quello casalingo di martedì prossimo contro la Feralpisalò, valido per il secondo turno di Coppa Italia.

Come prevedibile la protesta degli ultras e di alcuni tra i tifosi che hanno gremito la struttura dove il Lecce solitamente si allena, è esplosa in tutta la sua virulenza concentrandosi nei confronti del direttore sportivo e del calciatore originario di Mesagne, mentre per la squadra e i colori sociali sono stati fatti cori di incoraggiamento.

Meluso, del resto, poche ore prima, aveva dichiarato in conferenza stampa di essere l’unico responsabile dell’operazione di mercato con la quale è stato definito il trasferimento, a costo zero, del calciatore inviso a una parte della piazza. Un modo per scagionare la proprietà, ma è chiaro che nessuna acquisizione si perfeziona per iniziativa del solo direttore sportivo.

La posizione della tifoseria più radicale non è dunque stata scalfita e la contestazione di ieri ha invece certificato che non c’è margine di ricucitura. Il muro contro muro, d’altra parte, non può prolungarsi ed è necessario a questo punto che il nodo venga sciolto anche perché tra meno di un mese inizierà il campionato di serie B. O Chiricò viene messo ufficialmente sul mercato oppure tecnico, società e compagni devono fare quadrato: un “contenzioso” Meluso-Curva Nord non regge nemmeno sul piano logico e può solo logorare tutto il resto.

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Sul fronte campagna trasferimenti si registra l’intesa con Mauro Vigorito: il 28enne portiere, proveniente dal Frosinone, ha firmato un accordo per tre anni. Riempita dunque un’altra casella fondamentale. Si attende ora uno sprint per un altro difensore centrale che possa supportare il reparto in attesa del rientro di Lucioni (metà ottobre dopo aver scontato la squalifica per doping) e Riccardi (tempi più lunghi per la rieducazione dopo l’intervento al crociato anteriore del ginocchio) e il “colpo” per quanto riguarda l’attacco.

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