Il Lecce è in vacanza: dopo l'ultima seduta, l'orgoglio di Mancosu

Al Via del Mare l'allenamento conclusivo della stagione. Il calciatore sardo ha lodato il gruppo, con un pensiero speciale per Arrigoni e Scavone

Marco Mancosu nella partita da lui indicata come quella della svolta, contro l'Ascoli.

LECCE – Per i sardi l’orgoglio dell’appartenenza territoriale fa parte del corredo genetico. Talmente tanto intrinseco, fisiologico perché trasuda dai gesti, dalle parole. Non meraviglia, dunque, che Marco Mancosu, capitano del Lecce per gran parte della stagione (ha ceduto i galloni ad Arrigoni nelle partite in cui il mediano è partito titolare) e autore di tredici gol, abbia festeggiato la conquista della serie A, al termine di Lecce-Spezia, avvolgendosi nella bandiera con i Quattro Mori, vessillo ufficiale della Sardegna.

E non mente certo, quando, in conferenza stampa esterna tutta la sua soddisfazione per le parole di ringraziamento che gli tributano i tifosi sottolineando che la promozione di questa stagione è stata per molti di loro la più bella di sempre. Oggi pomeriggio i giallorossi hanno sostenuto l’ultimo allenamento al Via del Mare: la parola d’ordine adesso è vacanza. Ci si rivedrà nei primi giorni di luglio, probabilmente, quando nel gruppo ci saranno già almeno alcuni dei nuovi innesti, quelli che il direttore sportivo sta già cercando per alzare l’asticella della qualità, come la massima categoria richiede.

Ma ora è il momento di staccare la spina e, d’altra parte, Mancosu sarà un punto fermo del Lecce di Fabio Liverani anche nella prossima stagione. Nel ripercorrere quella appena conclusa, il trequartista ha individuato nella partita contro l’Ascoli quella in cui ha maturato la piena consapevolezza della squadra da lui capitanata: “Non tanto per i sette gol – ha spiegato -, ma perché giocavamo a memoria”. Difficile, del resto, dimenticare lo stupore generale mentre quel pallottoliere prendeva consistenza, contro un avversario giunto al Via del Mare in buone condizioni di forma e di classifica.

Arrigoni e Scavone sono i compagni a cui ha voluto dedicare un bel 10 in pagella: al primo per la grande professionalità dimostrata in tutti gli allenamenti, anche quando giocava così poco che sembrava fosse sul punto di essere ceduto; al secondo per la continuità con la quale ha trascinato la squadra fino al momento del grave incidente di gioco, proprio nella gara contro l’Ascoli del 1 febbraio che venne subito sospesa.  

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