Mancosu, fiducia nel futuro e un solo rimorso: la partita con l'Hellas Verona

Il capitano del Lecce analizza la prima fase di campionato. Respinte al mittente le analisi disfattiste maturate dopo la batosta contro l'Atalanta: "Tra noi e loro c'è un abisso e si è visto"

Mancosu dopo il gol vittoria contro il Torino (foto Chilla).

LECCE – A dispetto di qualche eccessiva folata di disfattismo, il Lecce è in linea con la quota di galleggiamento. Per il capitano dei giallorossi, Marco Mancosu, la classifica dopo sette giornate - caratterizzate da un quoziente di difficoltà mediamente molto alto - rispetta la previsioni della vigilia.

Alla ripresa degli allenamenti, il calciatore sardo si è presentato in conferenza stampa con l’equilibrio e la sincerità di sempre, mostrando, insomma, quelle doti che lo hanno reso un saldo punto di riferimento dentro e fuori lo spogliatoio: “Fino ad oggi mi rimprovero una sola partita, quella contro l’Hellas Verona. Abbiamo giocato male, abbiamo meritato di perdere”.

Mancosu, rispetto all’idea di un approccio mentale talvolta fragile – tesi sostenuta dal presidente Saverio Sticchi Damiani dopo la partita di Bergamo -, ha rispettosamente dissentito: “Non ho problemi a dire che tra noi e loro c’era un abisso e si è visto. Nel 2019 hanno fatto più punti della Juve, giocano la Champions, sono molto forti. Io penso che la nostra identità prima o poi verrà fuori e che la nostra crescita passi anche da batoste come quella contro l’Atalanta. A me interessa solo che alla fine del campionato ci siano tre squadre dietro di noi”.

Il capitano ha ribadito in più passaggi che ci vuole del tempo perché la squadra raggiunga la condizione migliore, un po’ perché questo accade tutti gli anni, un po’ perché non sono in pochi ad aver saltato per varie ragioni il ritiro: “Parlo per me innanzitutto: non mi era mai capitato di saltare la fase di preparazione e questo ha un prezzo anche psicologico perché non è facile quando la testa chiede qualcosa che il corpo non riesce a dare. Non pensavo sarebbe stato così duro rimettersi al passo”.

Dopo la sosta per gli impegni della Nazionale, il campionato del Lecce ripartirà da San Siro, teatro della prima uscita stagionale: questa volta l’avversario è però il Milan e ci sarà il debutto del nuovo tecnico rossonero, Stefano Pioli. Di solito si dice che i cambi alla guida tecnica siano forieri di miglioramenti, ma la storia del calcio è ricca di prove in senso contrario. Il calciatore del Lecce sceglie una via di mezzo: “Credo che la sosta sia servita a tutti: loro avranno avuto tempo di assimilare la filosofia del nuovo allenatore, noi abbiamo lavorato sodo in una settimana che è stata intensa quasi come quelle delle ritiro”.

In attesa del salto di qualità della squadra, Mancosu è il capocannoniere della squadra con quattro reti in sette gare (di cui tre rigori). Il capitano, tuttavia, non riesce a godersi questo primato: “Sarei contento se fossero serviti ad  avere più punti – ha detto il capitano con eccessiva dose di severità, considerando che solo la marcatura contro il Napoli è stata infruttuosa -. Lo scorso anno, dopo sette giornate, avevo lo stesso numero di gol, ma eravamo in cima alla classifica, ora invece siamo nei bassifondi e non vedi ripagati pienamente gli sforzi che fai”.

Non c’è però motivo di abbattersi e di questo il calciatore sardo è assolutamente convinto. All’analisi lucida, Mancosu, accompagna una sostanziale fiducia nei mesi che verranno: “Questa mi sembra la serie A più difficile degli ultimi anni perché in passato, a questo punto, si erano delineati già distacchi di un certo tipo. Dobbiamo continuare a lavorare: sono sicuro che, come gli altri anni i risultati arriveranno”.

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