Barak: "Venire qui, una scelta facile". Paz: "Subito buoni segnali"

Presentati alla stampa gli ultimi due arrivati in casa giallorossa. Entrambi cercano quello spazio che le squadre d'appartenenza non gli hanno concesso in questa prima parte di campionato

Barak e Paz.

LECCE - Quale sarà il punto debole di "Tonino" Barak? La domanda nasce un attimo dopo la conclusione della sua presentazione alla stampa nella sala "Sergio Vantaggiato" del Via del Mare. E se la prestazione in campo aveva già tolto qualsiasi dubbio sul tipo di contributo che il caciatore ceco potrà dare al Lecce, quella davanti ai microfoni rassicura anche sulle qualità morali del 25enne.

In un italiano non ortodosso ma più che comprensibile, il centrocampista ha così esordito: "Voglio ringraziare la società e tutti coloro che mi hanno accolto così bene, per me questa è grande opportunità. Mi sono trovato subito a mio agio, avevo buone sensazioni quando sono sceso in campo. La squadra ha fatto una gara di grande livello, io preferisco non parlare di me perché ho fatto ancora poco e vorrei fossero gli altri a farlo".

Antonin Barak ha spiegato come si è concretizzato il suo passaggio al Lecce ( in prestito secco): "Ho parlato durante il mercato con il  mio procuratore: lui conosce bene tutte le squadre e mi ha detto cose positive sul club. Io ho sentito subito fiducia intorno a me ed è stato facile scegliere di venire qui perché so di poter dare una mano alla squadra, ma anche di poterla ricevere".

Barak ha poi escluso di aver parlato con Zdenek Zeman, il boemo per eccellenza del calcio italiano, della destinazione leccese ma ha aggiunto di avere come punto di riferimento un ex centrocampista, suo connazionale: "Per me Nevded è un idolo. Lui ha fatto carriera per la professionalità, il lavoro, non per il talento. Conosco i suoi esordi, era uno che rimaneva a dormire al campo di allenamento. La sua storia è una grande motivazione per me". 

E se per caso Barak avesse bisogno di altri stimoli, uno ce l'ha di sicuro in casa: la sua prossima moglie, infatti, oltre ad avere un passato nelle giovanili dello Sparta Praga, è una delegata Uefa per il calcio femminile. "Questa cosa può anche essere negativa - ha detto candidamente Barak -. Non è facile trovare la misura giusta per parlare con lei: ogni tanto mi arrabbio perché è sempre molto critica con me". Un poco di pepe, in fondo, non guasta: per il resto tutto va a gonfie vele, lei è incinta di qualche mese. 

Il centrocampista di proprietà dell'Udinese sa di doversi esprimere nella continuità, archiviato l'ottimo esordio: "Mi sento benissimo e in questa stagione non mi manca nemmeno un allenamento. Devo migliorare sul ritmo, perché vorri trovare l'intensità per tutta la partita: domenica dopo una sessantina di minuti ho avvertito un calo. Ma sono contento, so che la fisicità è una mia caratteristica e che devo metterla al servizio della squadra". Sulle possibili opzioni per il suo impiego, il ceco è stato rassicurante: "Ho quasi sempre giocato da mezzala, ogni tanto trequartista e pure da play: posso cavarmela in tutti i ruoli del centrocampo".

Dopo il calciatore ceco è toccato a Nehuén Mario Paz rispondere alle domande dei cronisti: "Ho visto quasi tutta la partita dalla panchina,  la squadra ha fatto una gara magnifica. La partita era di fatto finita quando sono entrato, ma ero concentrato". Sul perché dal suo arrivo in Italia non abbia trovato molto spazio, il centrale difensivo ha fatto spallucce: "Non so perchè, non è una domanda alla quale posso rispondere: io so che mi sono allenato sempre cercando di trovare spazio negli undici titolari". Paz ha poi spiegato: "Io sono venuto qui con l'obiettivo di giocare e per farlo ho bisogno di fiducia. I segnali che ho avuto in questi pochi giorni sono buoni. Ho voglia di far bene per aiutare la squadra a raggiungere l'obiettivo della salvezza".

Terminata la conferenza di presentazione, i due calciatori hanno raggiunto i compagni negli spogliatoi in attesa del primo allenamento settimanale. Il bollettino di fine seduta segnala l'assenza di Gabriel, Tachtsidis e Farias, tutti fuorisede per curare i rispettivi problemi.: l'attaccante brasiliano, ovviamente col permesso della società, è volato addirittura in Brasile. Babacar e Majer hanno riposato perché alla prese con uno stato influenzale, mentre Meccariello, Lapadula, Donati e Saponara hanno seguito un progamma di lavoro personalizzato.

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