Quelli del "Panaro": quando la corsa unisce amicizia, sfida e goliardia

Un trofeo unico nel suo genere, che vede competere alcuni podisti salentini pronti a sfidare il cronometro per non aggiudicarsi il tanto temuto cesto

LECCE – Un gruppo di amici uniti da una grande passione comune, quella del podismo, con l’aggiunta un perfetto mix di goliardia, sana competizione, divertimento e ironia. Sono questi gli ingredienti alla base del “Panaro”, un trofeo unico nel suo genere, che vede competere alcuni podisti salentini pronti a sfidare il cronometro per non aggiudicarsi il tanto temuto cesto ottenuto con l’intreccio di canne e olivo: Lu Panaru appunto.

La storia del Panaro è iniziata nel 2016 dall’idea di quattro amici: Massimo, Gino, Piero e Vittorio, che nel 2017 hanno creato un apposito regolamento. La competizione è suddivisa innanzitutto in due categorie: il Panaro per la maratona e il Panariello per la mezza maratona. I partecipanti, invece, sono suddivisi in top (per gli atleti più veloci) e tip (per quelli un po’ più lenti). Della prima categoria, la “Top Panaro”, fanno parte Amerigo Sabetta, Angelo D’Amico, Annalisa Cassinelli, Carlo Bello, Giuseppe Spedicato e Roberto Mansi. Della seconda, la “Tip Panaro”, fanno parte Adriano Macchia, Alessandra Berchicci, Antonio Sparavigna, Luigi Giannone, Luigi Falco, Mario Mariano, Marta Ciccarese, Massimo Montinaro, Maurizio Bernardini, Piero Preite, Raffaele De Carlo, Sabrina Pallara, Salvatore Cassinelli, Sergio Collura e Vittorio Carbone.

Il sistema è semplice, all’inizio dell’anno, in occasione della prima gara disputata (maratona e mezza maratona), i partecipanti stabiliscono un tempo di riferimento. Chi realizza il tempo più alto si aggiudica il temuto cesto (consegnato in20181102_120345-2 maniera ufficiale), che conserverà fino a quando qualcuno non farà peggio di lui. Fino ad allora, ovviamente, sarà “schernito” dagli altri partecipanti, che nella migliore delle ipotesi gli daranno del “cicoraro”. Chi si aggiudica più trofei nel corso dell’anno solare conquista il tanto temuto titolo di Panarone. Nel 2017 è toccato al buon Piero, podista di lungo corso, gigante buono dotato di grande senso dell’umorismo, che ha collezionato tre Panari e un Panariello. Attualmente è titolare contemporaneamente del Panaro e Panariello, un vero record.

La situazione per il 2018 vede Piero in testa con 3 Panari; Antonio, Vittorio e Gino con 2 Panarielli ciascuno; e Raffaele con un Panaro.  Tra i top Roberto conduce con 2 Panarielli, davanti ad Amerigo con uno. L’attesa, ovviamente, è tutta per la terza edizione della Maratona del Barocco, in programma domenica 2 dicembre. Sulle strade di casa sarà grande la partecipazione degli atleti del gruppo, che cercheranno in ogni modo di non aggiudicarsi il cesto, sfidando il cronometro e gli altri concorrenti. Una sfida nella sfida dunque. Quest’anno i premi finali per il titolo di Panarone dell’anno sono stati realizzati dai ragazzi richiedenti asilo politico ospiti dei progetti Sprar gestiti da Arci Lecce, secondo il metodo tradizionale salentino.

Altra regola fondamentale è che il primo arrivato della categoria offre il caffè a tutti, mentre chi realizza il record personale in maratona e mezza maratona, offre, una tantum, caffè e pasticciotto a tutto il gruppo. Poche e semplici regole che condensano tutto il bello dello sport, quello vero, fatto di amicizia e risate, della gioia di stare insieme e di condividere la stessa passione, di vivere la sfida con goliardia, di provare comunque a mettercela tutta e a dare il massimo e, soprattutto, di vivere ogni traguardo con la stessa emozione del primo. Magari controllando subito i tempi degli altri.

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