Shakhov, non solo assist ma tanta corsa: a Firenze nessuno come lui

Un passo alla volta, l'ucraino si sta inserendo nei meccanismi di gioco voluti da Fabio Liverani. Per il portiere Gabriel ancora interventi decisivi: la vittoria passa anche da lui

Shakhov in azione a Firenze (foto Chilla).

LECCE – La vittoria del Lecce a Firenze, oltre ai tre punti, ha portato almeno altre due certezze: la prima è che la squadra ha una sua definita fisionomia indipendentemente dai protagonisti in campo.

Le assenze di Mancosu, Majer, Lapadula, Falco e Meccariello sono state ben compensate dalla generosità e dall’organizzazione mostrate da Lucioni e compagni. La Mantia, alla seconda marcatura stagionale, ha dato dei segnali importanti: già nella scorsa stagione ci volle qualche partita perché iniziasse a girare nel modo giusto (la prima da titolare, a Livorno, alla quinta giornata, con gol).

Buone cose ha fatto anche Farias, fino a che ha retto: si sarebbe guadagnato un rigore se solo arbitro e Var avessero applicato il regolamento e il protocollo e sull’azione del vantaggio ha pescato in area Shakhov che ha poi servito l’assist. L’apporto dei due attaccanti è stato, insomma tangibile. Con Lapadula già pienamente calato nella parte e in attesa del miglior Babacar, il reparto offensivo sembra oggi offrire buone garanzie per assortimento ed efficacia.

Una considerazione a parte merita Shakov perché, a parte il passaggio decisivo, ha segnato un primato nella partita: statistiche alla mano, ha percorso quasi 13 chilometri e mezzo e ha fatto registrare anche la velocità media più alta nella corsa (8,6 chilometri all’ora). Nessun’altro in campo ha fatto meglio. L’ucraino, s’è visto, non è uno sprinter, come del resto non lo sono Tachtsidis e Tabanelli, ma con i tempi giusti si sta progressivamente inserendo nei meccanismi di gioco. Ha caratteristiche offensive – sono due gli assist all’attivo – ma sta lavorando solo nella fase di non possesso per essere qualcosa di più che un vice Mancosu. Percepito per lo più come un oggetto misterioso, sembra ora avviato verso un maturo inserimento nel collettivo.

Il secondo punto fermo, di cui si è avuta la riprova, è il portiere, Gabriel: sono state due le parate decisive, quelle su Vlahovic, subito dopo il vantaggio del Lecce e si è fatto trovare pronto in almeno altri episodi nell’area di rigore anche se in un’occasione ha scelto male il tempo dell’uscita e per poco Milenkovic, di testa, non ha trovato il gol. Una macchia su una partita altrimenti perfetta. L'estremo dei giallorossi, al netto dei 27 gol subiti - quella del Lecce è la seconda peggior difesa dopo il Genoa -, non è affatto nuovo a buone prestazioni. Per il momento la squadra è in buone mani.

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A 36 anni dalla morte di Lorusso e Pezzella

Oggi ricorre il 36esimo anniversario della morte di Ciro Pezzella e Michele Lorusso, deceduti il 3 dicembre del 1983 in un incidente stradale avvenuto mentre raggiungevano i compagni di squadra per una trasferta. L'Us Lecce li ha voluto ricordare con un messaggio: la memoria dei due calciatori è sempre molto viva nella tifoseria giallorossa. Nei pressi dello stadio è stato relizzato un murale sulla facciata laterale di un palazzo di via Ragusa, alto sei piani. Un anno addietro, poi, la Curva Nord dello stadio di Via del Mare è stata intitolata alle due "eterne bandiere". 

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