Tenuta fisica e varietà di scelta in organico: la differenza si è vista a San Siro

La pausa per le gare dell'Italia ha consentito ai giallorossi un generale avanzamento sul piano fisico. Farias, più sciolto e dinamico, ha lanciato un segnale

Il gol di Babacar (foto Chilla).

LECCE - Due volti, una squadra. Dal primo tempo in cui il Lecce non riusciva a fare due passaggi di fila e imbarcava acqua da tutte le parti, rimanendo a galla grazie ad un'altra buona prova del suo portiere, alla ripresa che ha registrato una riconquista del campo ceduto ai rossoneri e un confronto aperto a qualsiasi risultato.

Nei 90 minuti di San Siro contro il Milan, la squadra di Liverani ha mostrato tutti i suoi difetti, ma anche le sue qualità: lento, traballante, timoroso davanti all'arrembaggio iniziale; coriaceo, equilibrato, pericoloso dopo l'intervallo. L'ingresso di Farias per Falco, sempre piuttosto in disparte ha dato alla squadra la seconda sponda, dopo quella offerta da Babacar, per risalire il terreno di gioco in maniera corale e con più sicurezza. Quando Petriccione ha preso il posto di Majer le ripartenze sono state gestite meglio, anche perché dal punto di vista fisico il Milan era già da un pezzo rientrato nei ranghi. Nel momento in cui, infine, l'attaccante senegalese ha alzato bandiera bianca per crampi, è stato rilevato da Lapadula, un elemento che in serie A vanta quasi 70 presenze, che per una squadra come il Lecce è davvero tanto.

Dalla panchina, insomma, sono venute delle risposte importanti che dicono molto del margine di miglioramento esistente: con un organico in buone condizioni fisiche in tutti i suoi elementi (rientrato Meccariello che deve ancora ingranare con il ritmo gara, si attende Imbula) Liverani ha realmente, e non solo sulla carta, più soluzioni e maggiori possibilità di adattarsi alle mutevoli esigenze di una partita. Confortante anche il fatto che Babacar abbia mostrato una discreta tenuta per una settantina di minuti: non è poi così lontano, adesso, dalla migliore condizione. Quando c'è lui in campo il Lecce ha fisicità nel reparto avanzato e tutta la squadra ne trae beneficio perché cambiano i tempi di gestione del possesso palla. E se pure riceve due palloni in 45 minuti, riesce a creare scompiglio.

Da un certo punto di vista, insomma, la pausa sembra essere servita per alzare l'asticella del rendimento medio generale. Se poi Benzar e Shakhov - i primi acquisti nel mercato estivo - riuscissero a imporsi come valide alternative nei rispettivi ruoli, il Lecce potrà fare un ulteriore, piccolo, salto in avanti. Il fatto che non abbiano inciso fino a oggi ha certamente pesato sul piatto di una bilancia già gravato dai problemi di condizionamento fisico degli ultimi arrivati, ma anche di uomini chiave, come Mancosu oltre allo stesso Babacar.

Con tre partite in una settimana (Juve e Sassuolo in casa, con la Samp in trasferta mercoledì 30), Liverani potrà dare spazio più o meno a tutti per poi definire le gerarchie e completare la profilazione tecnica e tattica della sua squadra. 

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