Triathlon, per Beccarisi fantastico poker nell'Ironman di Zurigo

Quarto traguardo in due mesi per il triatleta di Galatina, che ha concluso il suo decimo Ironman ed è terzo nella classifica mondiale di categoria

LECCE – La decima. Per tagliare il traguardo di un Ironman ci vogliono grandi doti atletiche e fisiche, preparazione, allenamento, testa, tecnica, coraggio e tanto cuore. Per conquistarne quattro in circa due mesi, invece, bisogna essere dei grandi atleti e dei veri “uomini d’acciaio”. Lo sa bene Leonardo Beccarisi, triatleta di Galatina che, dopo aver tagliato il traguardo dell'Ironman di Lanzarote (il più duro al mondo) a fine maggio e quello dell’Ironman 70.3 di Pescara il 10 giugno, e l’Ironman a Klagenfurt, in Austria, a inizio luglio ,ha concluso un fantastico poker, concludendo con il tempo di 11 ore e 26 minuti l’Ironman di Zurigo. Nel caldo anomalo dell’estate Svizzera, "scortato" come sempre dalla sua famiglia, Beccarisi ha disputato una grande prestazione, rendendo onore al Salento e ai colori della bandiera italiana, completando il suo decimo Ironman, un curriculum sportivo che pochi possono vantare. Nella classifica mondiale di specialità il triatleta salentino è terzo assoluto (e primo degli italiani) nella sua categoria, su quasi 6mila partecipanti, non lontano da due ottimi atleti, un britannico e uno della Repubblica Ceca.

Gara complicata quella Svizzera, caratterizzata dall’ondata di caldo record che da alcuni giorni ha investito l’Europa. Il percorso si snoda in gran parte lungo il lago, con il percorso in bicicletta che conduce gli atleti attraverso il centro città, il lago e attraverso i piccoli villaggi e la campagna ondulata di Zurigo. La maratona è molto tecnica, come del resto ricordano coloro che hanno visto trionfare Daniele Meucci nei Campionati Europei di atletica del 2014.

“Zurigo sulla carta sembrava una gara tranquilla ed invece è stato un inferno – spiega Beccarisi –, il caldo ha portato la giuria a vietare la muta e chi non ha saputo gestire lo sforzo ha dovuto cedere. Gli atleti ritirati sono stati ben mille e 210, un vero record”. “Difficile anche il percorso – prosegue –, con un dislivello di 1.500 metri anziché 1.200 come dichiarato. La maratona sembrava tutta piatta ma era caratterizzata da un continuo saliscendi passando dal centro di Zurigo molto suggestivo, con ben 240 metri di salite complessive. Alla fine in tanti hanno pagato lo sforzo. Io sono molto soddisfatto per aver saputo gestire la gara, soprattutto la frazione in bici senza strafare, perché sapevo che in maratona avrei recuperato tutto, e infatti ho conquistato ben 330 posizioni con un soddisfacente 5 minuti e 30 secondi di passo medio. Sono felice di aver chiuso il mio decimo Ironman e di aver consolidato la prima posizione tra gli italiani nella mia categoria nella classifica al mondiale IM. Ora un po’ di riposo in vista dell’Ironman Italia in programma a Cervia a fine settembre”. Complimenti a Beccarisi, un grande atleta umile e generoso, che sta scrivendo una fantastica storia di sport, al ritmo di fatica, sacrifici, chilometri e sorrisi.

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